giovedì 22 agosto 2013

30 giorni di... giorno 25. La serie più lunga che stai seguendo o hai seguito.

Premetto che le serie lunghe un po' mi spaventano, quindi l'estrema lunghezza è uno dei motivi per cui non mi sono mai imbarcata in titoli che mi pur ispiravano, tipo Detective Conan.
Infatti non bisogna scordare la massima grca che dice, traslitterato, mega biblion, mega kakon. Che significa più o meno cio' che sembra: grande libro, grande schifezza. Certo che Dante e Tolstoj fanno eccezione, ma non è che ne nascano sempre.
La serie televisiva più lunga che ho visto è Alias, seguita dall'inizio alla fine con gran trepidazione; mi piaceva un sacco la storia, complicatissima, ed ero assai pronta ad apprezzare il fascino degli interpreti maschili, dal primo all'ultimo -con una predilezione per il papà dell'androgina protagonista. In più c'era Lena Olin...

mercoledì 21 agosto 2013

30 giorni di... giorno 24. Lo scontro che hai sempre sognato

In effetti gli scontri tra personaggi sono tra le parti meno interessanti dei manga, per me: mi annoiano a morte.
Mi stufo persino a leggere le partite o le esibizioni sportive dei vari Touch, Slam Dunk, Hilary, Mila e Shiro e via dicendo... insomma, anche in quei manga che hanno la loro ragion d'essere nello scontro cruento o non di più personaggi, ciò che maggiormente mi attrae è sempre la cornice, in cui i protagonisti sono delineati in una dimensione più umana.

Se proprio devo immaginare uno scontro, però, vorrei vedere il mio mito Shion (che è bello, bruno, tormentato, misterioso e pure ingegnere informatico) contro quella lagna di Dylan Dog. Lo so che pure quest'ultimo fa l'antieroe, che è bello (ah sì?), bruno, tormentato (da che, dall'umorismo di Groucho?) e misterioso (ah, sì? bis), ma prima di tutto è uno sciupafemmine seriale che senza le sue "prede" non chiuderebbe un caso neanche per sbaglio, poi mi sembra poco incline all'igiene personale (mancanza per cui si dovrebbe essere puniti almeno con la pena capitale) e per finire non è neppure ingegnere.
In realtà l'anti Dylan Dog per eccellenza è naturalmente quel concentrato di fascino di Corto Maltese, che però è troppo superiore per attaccare briga. Una discreta figura italiana sarebbe anche Diabolik, ma cosa lo mando a fare da DD, che è povero in canna e se parla sotto l'effetto del Penthotal potrebbe solo ucciderci con le sue bestialità?
Shion invece lo sistemerebbe a puntino, senza troppo chiedersi perché (basta beccarlo in uno dei frequenti giorni in cui è sceso dal letto col piede sinistro) e verosimilmente gli fregherebbe anche la ragazza di turno. E sono stata già buona, che alla prossima sfida gli mando TaishakuTen, e vediamo se con gli avanzi riusciamo a dare da mangiare al gatto...


martedì 20 agosto 2013

30 giorni di... giorno 23. Il titolo che in questo momento ti prende particolarmente.

Ce ne sono due, uno vecchio che ho appena recuperato e uno di uscita relativamente recente.

Il primo è Maison Ikkoku, di cui ho appena acquisito i primi venti volumi-sottiletta, e che mi piace molto con le sua gaga un po' ripetitive ma sempre divertenti (per lo stile di scrittura vedi un po' quello che avevo scritto per Ranma 1/2). Ha di buono che offre uno scorcio abbastanza realistico, tolte le evidenti e divertenti stupidate, della vita quotidiana in Giappone negli anni Ottanta. Cosa si mangiava, come si viveva, la struttura scolastica che seleziona fin dall'infanzia e condizionava pesantemente la riuscita futura, il desiderio delle donne di sposarsi e ritirarsi dal lavoro. I disegni sono un po' quello che sono, ma c'è decisamente di peggio in giro e la pagina bella piena tiene bene compagnia senza darti l'idea di aver speso dei soldi a vuoto. E poi l'eterno triangolo Godai-kun-Amministratrice-Mitaka-san resterà alla storia.



L'uscita recente è una pubblicazione ancora in corso che si intitola I giorni della Sposa. Amira è una donna non più giovane, almeno per gli standard del medio evo caucasico, data in sposa ad un dodicenne quando ha già vent'anni. La sua integrazione nella nuova famiglia e il tenero amore per questo marito-bambino (molto più gentiluomo di tanti altri protagonisti e sicuramente molto più maturo di Godai-kun) per ora fanno gran parte della storia, che non ho ben capito dove andrà a parare, anche perché l'autrice compone tavole meravigliose per disegno e dettaglio, ma è lenta come la quaresima e tira fuori un volume all'anno.

lunedì 19 agosto 2013

30 giorni di... Giorno 22. l'universo, luogo o città in cui ti sarebbe piaciuto vivere

L'universo manga, almeno dei manga che leggo abitualmente, è caratterizzato molto drammaticamente, quindi non è esattamente un locus amoenus per una residenza prolungata (penso alla Francoforte di Orpheus, al mondo di RG Veda, a quello di Proteggi la mia terra... lasciamo pure perdere la Parigi del 1789!). Preferirei un posto un po' più riposante, da commedia. E soprattutto, niente Giappone che-meraviglioso a piccole dosi- mi sarebbe decisamente indigesto vista la mia poca propensione alle carinerie sociali e alle formalità rigide.







Il fumetto occidentale non mi aiuta molto di più: cosa farei in un Corto Maltese? Pandora? Naaaa.... Per non parlare di vivere dentro Calvin & Hobbes (fare sua mamma mi sembra più traumatico di veder uccidere Karyobinga in RG Veda) o, anche meglio, dentro Maus.




Ovunque fossi, vorrei di sicuro fare il medico. Ora, l'unico medico a fumetti che mi viene in mente è Black Jack e la prima reazione è: ANCHE NO!!!!!!






Alla fin fine il posto dove potrei spostarmi è il Seattle Grace di Grey's Anatomy. Le ultime serie erano idiote, ma nella prima sarei stata perfettamente a mio agio, facendo sostanzialmente quello che faccio tutti i giorni, ma con dei superiori che si danno da fare e si preoccupano che io impari qualcosa. Il mio mondo ideale.









Già che ci sono vi racconto il gioco di parole che sta nel nome della serie, lievemente modificato dal trattato di anatomia più bello è importante del mondo, che è il Gray's Anatomy.



domenica 18 agosto 2013

30 giorni di... giorno 21. Il mezzo di trasporto su cui ti piacerebbe viaggiare.

Sono due, una familiare e una monoposto.

bello non è, ma ci stendi pure il bucato...
La familiare per sua natura deve essere comoda. La voglio superaccessoriata, con un sacco di spazio, disponibile ai cambiamenti anche in corso d'opera, ma facilmente parcheggiabile perché mi permetta di raggiungere in breve tutti i posti che desidero. Ci metto dentro un pezzo della mia vita, se non tutta.
Ciò che meglio si adegua a questa richiesta è Il Castello Errante di Howl. Se possibile la voglio comprensiva di Howl, ma in quel caso mi serve anche un domestico, perché il mago è tra le persone più sporche e disordinate mai viste al mondo (e oltre). Considerato queste caratteristiche, e il fatto non trascurabile di aver appena preso marito, facciamo che -ripensandoci- me la prendo senza Howl, mi basta che mi diate il cagnetto brutto e intelligente!



come monoposto è perfetta, ma ha dei tratti un po' melodrammatici...
La monoposto al contrario deve essere d'impatto, permetterti grande libertà di movimento, avere una gran tenuta di strada ma allo stesso tempo molta agilità, una bella ripresa e -perché no-anche un po' glamour. Direi che l'EVA 00 è quello che fa per me.
Entri, bevi un po' di un sospetto liquido a metà tra il cefalo-rachidiano e l'amniotico, connetti l'assone centrale del robottone al tuo (la famosa sinapsi A10) e vai come un missile. A differenza degli altri EVA, lo 00 è sempre pilotato da Rei (una delle Rei, per meglio dire), quindi dalla child che più di tutti si adatta alla sinapsi e lo pilota al massimo delle sue capacità. Gli servirebbe solo un'infusione di ironia, e sarebbe perfetto.

venerdì 16 agosto 2013

30 Giorni di... giorno 20. Il tuo flashback preferito

Mokuren che si ricorda della sua vita passata mentre Arisu sogna in preda alla febbre durante la gita scolastica.
Dalla nascita di questa bambina miracolosa, eppure così profondamente umana, alla fuga dal Paradiso, al rientro coatto e al rapporto con la Natura, che sostituisce quello con gli altri umani, fino all'amicizia con la sua governante personale, e l'amore disperato e profondissimo per l'ultimo uomo che avrebbe mai potuto capirla. Oppure no? Forse l'unico uomo che avrebbe mai potuto capirla, se solo avessero avuto il coraggio di parlarsi a cuore aperto.
Ma per fortuna a volte il destino ci dà una seconda possibilità, e nei modi più strani...

Proteggi la mia terra è un manga corale che ho amato moltissimo e Mokuren all'inizio non mi piaceva: la si vedeva sempre dal punto di vista degli altri,così perfettina e possibilista, brava in ogni campo, bella, buona e rompiscatole. Poi si ha l'occasione di scoprire cosa pensa davvero, di leggere tutto quello che ha passato senza mai potersi confidare con qualcuno -perché questo è il ero destino degli eletti, la solitudine, si capisce finalmente l'amore infinito che aveva per la Terra e per Shion, e si smette di considerarla un personaggio stupidamente tragico per riconoscerle quel ruolo positivo e assertivo che Arisu cercava così tanto di non far emergere. E non si può fare a meno di innamorarsi di lei.

giovedì 15 agosto 2013

30 giorni di... Giorno 19. Il titolo che nessuno si aspetta possa piacerti

In materia di fumetto, a parte qualche scivolone di serie che ho acquistato per poi scoprire che non piacevano neppure a me (leggi Marmalade Boy e Nana), ho dei gusti ultra-classici e abbastanza facilmente identificabili. Anche se si va dalla Finestra di Orpheus a Pollon, nessuno si stupisce che mi piacciano.
Invece esistono ben due serie di libri che nessuno si capacita che io apprezzi così tanto.

Twilight Saga: ormai la storia la sanno pure i sassi. Nord Ovest USA, tanta pioggia, tanto verde, tanti vampiri, poco sangue. Melassa di buoni sentimenti, un po' di umorismo macabro nella serie scritta, disastro senza pari in quella filmata.

The Caster Chronicles: lei ESPer, lui normale umano pazzamente innamorato, non si possono toccare (e dunque, non si consuma nulla!) perché sono troppo diversi. Ripetizione del solito meccanismo à la Fushigi Yugi, ma un po' di umorismo in più. Inoltre scritto meglio dalle autrici. Cosa cambia di fondamentale è il meteo: qui Sud Est USA, tanta storia, tanta polvere, campi di cotone, tifoni e uragani.

Fondamentalmente questo genere di Urban Fantasy mi rilassa e mi fa ridere come una matta sulla poltrona di camera mia, mentre aspetto che mi passi il malumore per una qualsiasi delle stupide ragioni che di solito me lo provocano o a cavallo di periodi stressanti (leggi: esami).

martedì 13 agosto 2013

30 giorni di... giorno 18. Il peggior sequel di sempre

Paradise Kiss tra i manga, ma il fondo del barile l'abbiamo toccato con Matrix Reloaded (con Revolution abbiamo anche scavato, ma il solco era già pronto a dire il vero).

Il primo oggetto del mio dispiacere, Paradise Kiss, si innesta come sequel di Cortili del Cuore. Già la serie di base non era proprio un'opera di Schiller, né per profondità romantica né per afflato poetico, ma si leggeva con una rassegnata bonomia. Parakiss è invece totalmente insensato là dove il primo era solo estroso, e massimamente volgare nei contenuti e nella forma. Più che bocciato, direi ghigliottinato. E non posto foto per manifestare il mio disappunto (sono snob, c'è scritto pure sulla colonnina a latere!).


Matrix Reloaded è in un certo senso peggio e meglio: meglio perché comunque ha degli effetti speciali decorosi, mi piacciono i protagonisti, prende in giro la Bellucci e ha un'ambientazione stupenda; peggio perché qui si partiva da uno dei miei miti cinematografici degli anni di liceo. Io ho adorato Matrix al punto da consumarne il VHS e saperlo sostanzialmente a memoria in due lingue. Di conseguenza la caduta colossale del secondo, con la sua accozzaglia di parafilosofia (peraltro in palese disaccordo con gli intenti del primo Matrix, non potevano prendersi un consulente filosofico i Wachowsky?) è ancora più imbarazzante e deludente. Ma si sa che ad un amore di gioventù si perdonan tante cose, anche sviluppi ulteriori decisamente poco brillanti.

lunedì 12 agosto 2013

30 giorni di.... giorno 17. La miglior scena assurda

Questa domanda è facile, ma non vi rispondo con un manga, o altro genere di fumetto. La miglior scena assurda nella mia carriera di eclettico lettore sta senz'altro in un libro, poco noto in Italia, che è Bastardo Numero Uno (one for the money), di Janet Evanovich. Tutti normalmente pensano che essere incatenati nudi e bagnati alla propria doccia da un fuggitivo sospettato di omicidio non possa essere una scena divertente, ma Janet ci dimostra che questo assunto è SBAGLIATO. 
Rido così tanto quando leggo i libri di questa autrice che puntualmente qualcuno sul metro o sul treno mi chiede cosa sto leggendo. Da morire da ridere, provare per credere. Io non posso più vivere senza.

domenica 11 agosto 2013

C'era una volta...

C'era una volta una favola, racconta di un regista ultra-serioso e specializzato in truce e cupo neorealismo che un bel giorno ha voluto prendersi una vacanza con un racconto favolistico. C'era anche un'attrice che sembrava fatta apposta per la parte della Cenerentola un po' rozza e buona (Sophia Loren) e ci sarebbe stato anche un conterraneo ideale per fare la parte del principe (ovviamente Mastroianni), ma non era disponibile, e abbiamo ripiegato con onore su un ex-finto medico (Omar Sharif, fresco fresco di Zivago).
Lui si deve sposare, obbligato dagli obblighi del regno, lei è una sguattera di brutto carattere e a portarli una nelle braccia dell'altro penseranno un santo pugliese che pare volasse (Giuseppe da Copertino, realmente esistito e canonizzato) e una strega che sembra essere uscita "buonificata" dal Macbeth.
Rosi riesce a fare delle bellissime inquadrature che regalano tanta poesia a questa storia semplice e allegra, nazionalpopolare fino al midollo eppure non stucchevole. La colonna sonora è molto adatta all'insieme, piena di vitalità e di brio, senza pretensioni che sarebbero fuori luogo in questa sorta di riposo cinematografico.
Bellissima la scena dei tremila pulcini che nascono tutti insieme dalle uova scelleratamente ammassate per fare la più grande frittata del regno e la sequenza del lavaggio piatti finale.
Perché prima di sposarsi bisognerebbe almeno dimostrare di saper lavare un piatto? :)

30 giorni di... giorno 16. Il tuo eroe mascherato preferito

La Stella della Senna (con appendice-fratellastro di Tulipano Nero). Questa serie è ingenua a dir poco e incresciosamente inaccurata dal punto di vista storico e logico, ma da bambina mi piaceva tanto.
Il livello di indagine sociale e politico è pari a zero, ma c'è un romanticismo a metà tra Umberto Giordano e la Baronessa Orczy in questa favola in cui i personaggi non crescono mai e alla faccia delle condanne si portano via i figli dei decapitati regnanti di Francia per condurli verso un radioso e sano futuro. Come facesse poi Simone ad andarsene per Parigi (odiosamente fredda e umida) con questo succinto abitino degno di BB, tutta scosciata, è mistero molto più grande della sua identità.

ma dove te ne vai, svestita così, copriti sbeggognaata! e poi freddo prendi!

In un certo senso è l'anti-Lady Oscar, che invece è storicamente molto solido, ma Oscar (grazie al cielo!) non si mascherava, ché quanto a travestirsi stava già abbastanza bene così...

Poi ci sono le Sailor Guerriere, che non hanno una mascherina vera e propria ma sempre in incognito sono... Diciamo che Sailor Moon invece di mettersi gli occhialini sul viso si mette una specie di para-chignons. Vale uguale?

sabato 10 agosto 2013

30 giorni di... la tua sigla italiana preferita

Una caterva!!!
In ordine sparso...

Fiocchi di cotone per janie qui
Lulù, col gatto follia e cane magia!
Il tulipano nero qui (il 4 luglio c'è la Rivoluzione?? è nata settimina!)
Il mistero della pietra azzurra qui
Un po' magia per Terry e Maggie qui
Mary e il giardino dei misteri qui
Milly un giorno dopo l'altro che più anni ottanta non si può
Niente paura c'è alfred perché secondo me non ve l'aspettavate :)
Conte Dacula quando il sole è in trigono con Urano...
Un incantesimo dischiuso tra i petali del tempo con questa finta aria celtica che mi faceva morire


e poteva mancare Una spada per lady Oscar? La seconda, ché la prima non c'entra un cavolo né con la storia né col personaggio!

e poi decine di altre... io adoravo le sigle, mi piacciono ancora.

venerdì 9 agosto 2013

C'è chi dice no

La raccomandazione in Italia è un male che rode il mercato del lavoro. Invece all'estero tutto è regolato con certosina e asettica precisione, e certi atteggiamenti mafiosi non esistono se non nelle repliche pasquali de Il Padrino. Forse invece di piangerci addosso dovremmo: a) riconoscere quello che va nel nostro paese, oltre a ciò che non va (che senza dubbio c'è) e b) farci un giro all'estero per renderci conto che fuori forse va un po' meglio, ma siamo comunque molto lontano dal Paradiso.
Qui tre "maltrattati", meritevolissimi professionisti vengono per l'ennesima volta scalzati da raccomandati più o meno insipienti e decidono di porre in atto una serie di vendette incrociate che permettano loro di togliersi qualche sassolino dalla scarpa e uscirne puliti -tipico esempio di comportamento retto e ligio, che porta lustro all'autoctono peninsulare. Fine pasticciata, buonista e priva di sorprese.
Non solo il regista ha confezionato un prodotto piatto, volgarotto e scontato, ma ha svilito Cortellesi e Argentero, che con altri registi si sono manifestati assai più godibili. Inoltre non c'è un'idea, una proposta, da parte di questi dimenticati dalle istituzioni, se non una declinazione di delinquenza.
Nessuno nega che ci siano problemi grossi, enormi, ma Tutta la vita davanti lo diceva con tanto più stile!

giovedì 8 agosto 2013

30 giorni di... giorno 14. La tua cover preferita

Le copertine più belle della storia fumetto sono quelle di Calvin & Hobbes e di Corto Maltese.
Spesso i fumetti a serializzazione infinita e molti manga hanno copertine non dico approssimate ma non ideate con intento davvero pittorico, rimprovero che non si può muovere né a Bill Watterson né tantomeno a quel mito di Pratt.

Watterson si distingue per l'incredibile capacità di iniettare vitalità ai suoi personaggi, dimostrando un senso del movimento che può essere uguagliato solo da Walt Kelly col suo Pogo.


E Pratt... un'immagine vale più di mille parole.

mercoledì 7 agosto 2013

The Queen

A poche ore dall'elezione di Tony Blair come Primo Ministro inglese, un evento disastroso sta per colpire lui e, soprattutto, la Regina come un uragano. Diana è stata inseguita dai paparazzi nel famigerato tunnel dell'Alma, a nulla sono valsi ricovero e cure. La madre del futuro re d'Inghilterra è morta mentre circolavano voci sulla sua possibile gravidanza, molto al di fuori della reale famiglia.
Mai la Regina conobbe un tale calo di popolarità: mentre la figura di Lady Di veniva pressoché santificata, l'amatissima Queen Elizabeth II veniva additata come fredda, calcolatrice e possibile mandante di un omicidio, lei che l'Inghilterra intera aveva acclamato dai tempi in cui con le sue nude mani aveva aiutato il paese a risorgere dalle macerie in cui le incursioni avevano trasformato Londra. 

L'etichetta è nemica dei sentimentalismi, ma talvolta bisogna piegarla, per amor di ragione storica, al volere popolare, che pretese per la Rosa d'Inghilterra onori pari o superiori ad un membro della famiglia reale. 

Quanto sola si è trovata questa sovrana dura, tra un Principe consorte a dir poco inetto e un figlio poco comunicativo (ancorché verosimilmente migliore di quel che la stampa dell'epoca voleva farci credere)? Una mano importante le arrivò da una fonte probabilmente inaspettata, quel signor Blair che si supponeva così antimonarchico e invece la sostenne per tutto il suo mandato. 
The Queen è forse il film che preferisco tra quelli firmati da S. Frears. Ha uno splendido ritmo, non difetta di umorismo e scava con delicatezza sotto la superficie della figura statale più importante che i britannici riconoscono. I due attori protagonisti sono entrambi bravissimi, in particolare H. Mirren ricevette una lode diretta dall'interessata, la vera Betta, ma narra la leggenda che rifiutò di andare a cena da lei. M. Sheen non solo è molto a suo agio con la recitazione misurata che gli viene richiesta, ma è fisicamente molto adatto alla parte. 

martedì 6 agosto 2013

30 giorni di... Giorno 13. Il titolo che ti ha consigliato una persona per te importante


In ambito manga, i titoli che mi sono stati consigliati e/o prestati da una persona importante fanno capo tutti alla stessa persona importante, che è una delle mie testimoni di nozze, e che mi ha aperto il mondo del fumetto giapponese.

Quella a cui mi sono affezionata di più è probabilmente Georgie, che ancora oggi trovo un fumetto disegnato benissimo, di estremo e sempreverde romanticismo e con una protagonista bella, tosta, lavoratrice e per nulla passiva di fronte alle iatture che la travolgono.




In ambito opera lirica, i titoli che mi sono stati consigliati e/o prestati da una persona importante fanno capo tutti alla stessa persona importante, che è l'altra mia testimone di nozze, e che mi ha aperto il mondo del Recitarcantando.

Quella a cui sono più legata è Turandot, che so praticamente a memoria, e che mi ha trafitto il cuore con un'orchestra coloratissima e una storia pazzesca. Parlando di protagoniste poco passive, credo di essere una delle uniche donne al mondo che preferiscono l'austera e fredda principessa, conscia del suo valore e piena di rancore verso la società maschilista che la fa schiava di un futile marito, alla dolce e triste Liù (nun te regghe cchiù).



Insomma, avete capito che senza Eleonora e Daria la mia vita culturale sarebbe ben più grigia.

lunedì 5 agosto 2013

30 giorni di... giono 12. Il tuo Live action preferito

Non esiste, non mi piacciono.

Dopo un commento illuminante (credo di aver inteso male la domanda), ritratto (martedì 06/08/2013):

Non solo mi piacciono parecchio in generale i film tratti dai fumetti dei supereroi vari, ma ce ne sono alcuni che apprezzo in particolare.
Il mio preferito in assoluto è il primo Batman, quello di Tim Burton del 1989. Lo so che tutti stravedono per la nuova trilogia di Nolan, regista che pure mi piace assai, da Memento a Inception, ma il primo Batman della mia vita rimane quello da non scordare e che vedo con piacere ogni volta che passa in Tv. 
Ha un lato oscuro molto pronunciato, ma anche ironia e tanto glamour, ingredienti che trovo volutamente trascurati nei Nolan's. E a me dispiace tanto che H. Ledger sia morto, e davvero penso che fosse un bravo attore, ma Nicholson è insuperabile. A chi dice che la sua interpretazione è "sopra le righe" vorrei rispondere: ma ti sembra che JOKER possa stare dentro le righe???

30 gioni di... Giorno 11. La coppia per cui tifavi fin dall'inizio e che non è mai diventata tale

Enju e Gyokuran di Proteggi la mia terra, perché lui è troppo cretino e lei troppo arresa alla stupidità di lui. Brutta accoppiata per far fiorire i sentimenti :) Forse però, semplicemente, non erano fatti l'una per l'altro, e in questo caso non c'è passione o attaccamento che tengano...


La coppia che mi ha fatto più piangere non è una che non si forma, ma una che 
OCCHIO SPOILER!!!!!
scoppia per causa di forza maggiore, e sto parlando di Lyra e Will di Quelle Oscure Materie. Su questi due ho veramente sparso lacrime amare, e non è un'iperbole!

Poi c'è l'Austen-eroina maltrattata per eccellenza, Mary Crawford... ma qui più che altro tifavo per lei, forse è persino un bene che si sia risparmiata quell'insulso di Edmund. Sono molto soddisfatta della sistemazione "postuma" di Old Friends and New Fancies.

domenica 4 agosto 2013

The Casual Vacancy (Il seggio vacante)

Barry ha tanto mal di testa, ma il suo lavoro di assessore comunale gli sembra più importante della sua cefalea. Si trattava però di un aneurisma, e il suo posto in comune resta vacante dopo la sua tragica scomparsa, scatenando le mire politiche di tutta Pagford, un paesetto benestante, minuscolo e pieno di comari di ogni sesso ed età.
Dato l'assunto di base, si dirama un affresco corale degno di Altman per ricchezza di personaggi e per risoluzione della trama: ci sono il vicepreside con la moglie consulente psicologa della scuola e il loro terribile figlio adottivo, l'infermiera sposata col violento e i loro due ragazzi, l'assistente sociale appena trasferita con la figlia adolescente, il medico di sinistra (ma fino ad un certo punto) cui viene rinfacciata la propria origine indiana nonostante anni e anni di stabile insediamento nel circondario, il rosticcere con moglie, amante, figlio avvocato, nuora cougar, figlia lesbica e nipoti saccenti, e i tossici del quartiere popolare, che nessuno apparentemente ha mai desiderato includere nella circoscrizione del piccolo comune.


La prima opera "adulta" di JK Rowling (come se Harry Potter fosse "per bambini"...) si segnala non solo per l'inconfondibile stile brillante, sintassi smagliante e ventaglio lessicale iperespanso, ma anche per la sua spietatezza. Non ci sono buoni, qui, niente Minerva McGonagall, severa e retta, ma neppure Severus Snape, innamorato e fedele fino alla morte. No, qui dove gli angeli sono ormai scappati tutti ci sono adolescenti feroci come belve e adulti noncuranti e impotenti, ugualmente ipocriti e classisti a prescindere dal colore del loro voto. 
La donna più celebre di Inghilterra (dopo i reali, ma di poco) non ci risparmia nulla, dallo stupro della figlia di una tossicodipendente, alla dislessica incompresa che si procura tagli nel buio della sua stanza, al medico di cui sopra che, colpita da orgoglite, si rifiuta di prestare soccorso ad un infartuato. Per quanto anche i più empi personaggi del quadro mostrino il loro lato umano e le loro motivazioni esistenziali, ce n'è solo uno cui viene regalata una chiara evoluzione positiva, e non ci avrei scommesso neanche un centesimo. Leggere per credere, nel bene o nel male JKR sa sempre creare un universo tutto suo, riconoscibilissimo e angosciantemente verosimile.

giovedì 1 agosto 2013

30 giorni di... giorno 10. Il personaggio che ti è dispiaciuto veder morire

Ce ne sono un sacco! Non essendo una sadica, in generale mi dispiace veder morire personaggi a cui mi sono affezionata nel corso del tempo, però è vero che alcune morti mi hanno commosso più di altre.
Di qui in avanti, OVVIAMENTE SPOILER

Nel novero, citiamo:
-Klaus, alias Alexei, della Finestra di Orfeo. Appena diventato padre, è ucciso per motivi politici. Che spreco assurdo.
-Poi Kendappa-o in RG Veda, che sceglie la morte dopo aver ucciso la sua amante. Lei è un personaggio romanticissimo (in senso quasi tedesco, molto Sturm und Drang), ma non sa vivere. E infatti, muore.

Poi ci sono i cartoni animati:
Nella categoria "genitori uccisi" ci sono il papà di Simba ne il Re Leone e, in secundis, la mamma di Bambi.
Ma la morte più atroce, che la Disney non potrebbe mai eguagliare (e forse è persino un bene, perché mi ha scioccato), è la morte della sorellina del protagonista in Una tomba per le lucciole. Ho pianto come una disperata.