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Visualizzazione dei post con l'etichetta profumi

Diorissimo

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In principio era Monsieur Dior, e nel 1955 Diorissimo nacque con il duplice scopo di riportare a Christian i ricordi della sua infanzia e di creare un profumo a base di essenza di mughetto, molto più difficile da estrarre rispetto a quella di rosa e gelsomino, che saturavano il mondo della profumeria di allora. Alla fine degli anni 2000, però, Diorissimo è stato sottoposto a revisione: testa con un po' di bergamotto oltre le foglie verdi, nel cuore un po' di gelsomino, rosa e giglio oltre il mughetto e fondo di sandalo. Buono lo è sempre, e il corpo a base di mughetto è sempre ben presente, ma le aggiunte mi sembrano abbastanza ridondanti: tendono a coprire l'assoluta principale e rendere il prodotto più anonimo. In definitiva tradiscono proprio l'assunto di partenza del povero Monsieur, che sarà lì da qualche parte a incupirsi su una nuvoletta. Di Diorissimo, quello originale, che nelle sue intenzioni doveva essere l'essenza della felicità.

La vie est belle-Lancôme

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Anche in casa Lancôme si riposa sugli allori, mentre case sconosciute producono profumi un po’ più coraggiosi. La vie est belle non aggiunge niente al panorama olfattivo già saturo da Miss Dior e Mademoiselle Coco , già molto simili ma declinati rispettivamente in versione bcbg e cattiva ragazza di alta classe. Un po’ di fiori sparsi, con il gelsomino in testa, iris (copiato da Prada e da Dior), un po' di zagara e tanta cipria e cere al fondo, che stuccano tanto di più se si collega il bouquet all’immagine che la casa gli ha associato, di una donna ancora piacente ma certo non più giovane. Questo sarebbe il profumo di una quasi cinquantenne? Alla faccia della sindrome di Peter Pan…

Manifesto -Yves Saint Laurent

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L'ultimo nato in casa YSL ha un nome imponente, ma promette più di quanto non mantenga. Dovrebbe essere il biglietto da visita di una donna decisa, audace, sicura di sé, sensuale e innovatrice. Per contro, ha una partenza molto lenta, con note di testa poco pronunciate e molto volatili, non facilmente identificabili (ribes e bergamotto, più qualche nota verde che al primo impatto ricorda un po'  Ô  de Lanc ô me): insomma, proprio tanto audace non saprei.  Si riprende un po' con il cuore e con il fondo, che emergono con carattere dopo 30-60 minuti, a base di gelsomino e mughetto. E' questa la parte più godibile, sostenuta da una base legnosa e lievemente ambrata, la cui proprietà di maggiore spicco è un'elevata persistenza.  In sintesi, il profumo non è male, ma non è sconvolgente. Non ha nessun carattere di innovazione, e alla faccia del nome, non parla di una donna dalla femminilità assoluta. E' gradevole, ma tende a dimenticarsi, o a confondersi con p...

J'adore - Dior

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Ecco finalmente disponibile la versione colorata del mio penultimo post-disegno (inteso come disegno postato, non come "disegno post-moderno"). Ne approfitto per parlare anche del profumo che, nnell'immaginario collettivo si associa a questa immagine, ovvero l'immortale J'adore di Dior.  Si tratta ormai di un veterano dell'olfatto, datato 1999, eppure ancora attualissimo: combina infatti una morbidezza rassicurante di donna adulta allo sprint floreale e fruttato che "svecchia" il risultato finale. Insomma, dai venticinque ai centrotrenta, è sempre portabilissimo, e l'adattabilità è merce rara nel mondo della profumeria. Il suo segreto è il gelsomino, il gelsomino, il gelsomino, coniugato a seconda della versione con un pizzico di sandalo, con un po' di vaniglia, con un'ombra di rosa damascena, con l'Ylang-Ylang o un sentore di magnolia. In ogni declinazione, ci riporta con la fantasia ad una donna fieramente e spontaneamente...

Dot - Marc Jacobs

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Arrivo molto in ritardo con questa recensione, perché Dot è senz'altro una fragranza molto estiva, ma sono convinta che sia abbastanza piacevole da renderne possibile l'uso per una buona parte dell'anno. Custodito in una grossa coccinella tempestata di farfalle, il nuovo MJ si presenta con un bouquet di frutti di bosco e cerfoglio che evocano il rosso della confezione; La mescola di impatto visivo e di note di testa e di cuore, con gelsomino e fiori d'arancio, crea per momenti la suggestione di un profumo d'anguria, voglia di freschezza e spiaggie assolate poco lontane da pinete verdissime. Il fondo vaniglia e muschio è il punto più debole dell'insieme, essendo, ahimé, poco innovativo: bisogna dunque verificare la persistenza delle note iniziali e medie sulla propria pelle prima dell'investimento.  Dot non è destinato a sostituire Lola, ma è sicuramente in grado di scavarsi una nicchia di amatrici.

Calèche - Hermés

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Il secondo dei profumi Hermés che recensisco è uno dei più noti e datati, che come i veri classici non perde mai il suo smalto. Creato nel 1961, unisce un'eleganza classica e sofisticata a note di testa molto briose che lo rendono adatto anche a donne giovani (conosco una giovanissima professionista che lo usa con gran piacere!!). All'inizio si sentono il bergamotto, le zagare e le aldeidi, che associate all'ambra e al sandalo del fondo ricordano un po' altre fragranze astratte come Chanel N5 e L'Air du Temps; il cuore è la parte più interessante, molto sfaccettata, una mescola di ylang-ylang, iris, gardenia e rosa. Il risultato è avvolgente e piacevolmente persistente, senza essere aggressivo né invadente. Lo storico flacone è stato disegnato stilizzando un fanale del cocchio di Hermés, il calèche , appunto, che compare sulla stilosissima confezione.

Baiser volé - Cartier

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L'ultimo nato in casa Cartier è un inno alla femminilità discreta e romantica. Cuore di giglio e giacinto, con qualche accenno nascosto di rosa e zucchero, riesce a non essere stucchevole. Se da un lato la fragranza è poco sfaccettata, è anche vero che è molto raffinata e delicata; a tali doti si aggiunge una notevole persistenza. Squisito spot con due innamorati che ballano sospesi nella magnifica cornice del Grand Palais parigino, trionfo di architettura Nouveau.

Juicy couture - Fragrance

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Creato da Harry Freemont nel 2006, questa fragranza ha consacrato la giovanissima casa di moda e accessori partorita dalla mente di Pamela Skaist-Levy e Gela Nash-Taylor, due intraprendenti signore intente a dimostrare che gli USA sono glamorous quanto l'Europa. Tralasciando le contese-ai posteri l'ardua sentenza-, parliamo del profumo, che nelle intenzioni di Pamela e Gela sarebbe dovuto essere "quello che si metterebbe Barbie". Si parte con delle note di testa fruttate molto dolci: anguria, mandarino e passiflora, che avvolgono e rassicurano; il cuore è più fresco e verde, con foglie pestate, giacinto, mela verde, tuberosa, rosa e gigli, ma recede presto per asciare spazio a un fondo curioso, dolce con brio, di vaniglia, caramello, patchouli e crème brulée. Non so se davvero Barbie sia il volto giusto, certo è che Juicy Couture ha un profilo molto sensuale e delicato allo stesso tempo, invitante senza essere volgare, senza ciprie ottocentesche. Persistente e penetra...

Womanity - Thierry Mugler

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Mugler costruisce con arte profumi pressoché sperimentali, forse poco adatti alla grande distribuzione ma estremamente interessanti e sconcertanti. Womanity si apre con le dolci e accoglienti note del fico, subito seguite dal cuore aggressivo, pieno di punte e tutto salato, del caviale. Curiosamente fredda, questa fragranza non evoca tradizionali frescure fiorite ma suggerisce immagini di licheni ghiacciati e altere dee del Baltico, complice anche una confezione che mescola l'eleganza minimalista del flacone con il barocco barbaro della chiusura, dominata da un enigmatico viso di donna in metallo e dalla catena che trattiene il copritappo. Nonostante sia difficilmente fruibile e quasi disturbante nella sua sensualità sfacciata e nella sua algida onestà, non esito a definirlo sorprendente.

Mademoiselle Coco

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La naturale contrapposizione a Miss Dior Chérie è Mademoiselle Coco , nato in casa Chanel ormai dieci anni or sono per il pubblico più giovane e fresco. Note di testa agrumate, con arancia e bergamotto, si stemperano presto nelle note medie di rosa, gelsomino, ylang-ylang e nelle basi più dolci e persistenti di vaniglia e patchouli. Mademoiselle riesce nel raro intento di sembrare allo stesso tempo innocente e sensuale, ma pecca forse un po' nel mescolare troppe essenze diverse, creando un jus non facilissimo da adattare a sé e da identificare. Anche in questo caso gli spot pubblicitari sono squisiti e più che blasonati, da quelli più datati, con Nicole Kidman fresca di Moulin Rouge!, agli ultimi con Keira Knightley, diretta dal regista di Espiazione e Orgoglio e Pregiudizio, Joe Wright, che la ritrae in una tutina di Lagerfeld dello stesso colore del profumo, sulle note di This is a man's man's man's world cantata da Joss Stone.

Mon Jasmin Noir - Bulgari

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Ecco l'ultimo nato, il colore definitivo: nero. Ma che odore avrà mai un profumo nero? Mi immaginavo qualcosa di un po' scontato e sfacciatamente femme fatale , mentre ho trovato un profumo sofisticato e inaspettato. Be', è a base di gelsomino, in questo forse non è tanto inatteso. Questo fiore è però curiosamente negletto ultimamente, a favore della abusata rosa (damascena, francese, di tartaria, del giardino sotto casa...), e si rivela piacevolissimo e allegro senza sconfinare nell'eccesso frizzante di alcuni agrumi. L'ambra e le note legnose danno un tono scuro al fondo (il noir , appunto), esaltando il cuore dorato del tema. Pas mal! Se Kirsten Dunst in Intervista col Vampiro fosse riuscita a diventare adulta, com'era suo desiderio, probabilmente sarebbe diventata così: di un'eleganza perfetta, purissima e pericolosa insieme.

Dior Homme

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E' la prima volta che mi esprimo su una fragranza maschile e comincio con una di cui sono entusiasta, pur avendola solo annusata su carta e non su un comprimario della mia vita quotidiana (quelli seguiranno a breve). Dior Homme è un profumo riuscitissimo, sia nella versione Eau de Toilette, sia in quella Eau de Parfum Intense. In entrambe l'Iris è il centro della composizione colorata, affiancato dall'ambra nella declinazione Intense e da lavanda e vetiver nell'Eau de Toilette, che assume una dimensione leggera, audace, limpida. Prima di ogni altra cosa, sa di pulito e di buono, di sole e di accoglienza. Ecco perché mi ha un po' stupito il taglio quasi- noir del cortometraggio di Guy Ritchie per la campagna promozionale, per cui grandi nomi sono stati impiegati. Oltre al suddetto regista -pure non tri miei prediletti- alla fotografia/montaggio il mito Peter Lindbergh, Jude Law come splendido protagonista e i Muse alla colonna sonora. Inserisco anche il video delle ...

Miss Dior Chérie

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Dior è una casa che si fa vanto della sua irriverenza, di solito con ottimi risultati, e questo Miss Dior Chérie si inserisce bene nel filone sbarazzino, pur senza ragiungere livelli memorabili. Questa fragranza riunisce fiori e frutta sotto un velo di cipria, ma esagera col miele: troppo mandarino, fragole e tuberose, troppo poco pepe! Il patchouli si perde un po' nella mistura, conferendo al profumo un alone ceroso. Il bergamotto e il gelsomino sono gli ultraclassici dell'eleganza giovane e non tradiscono mai, senza però promettere novità. Considerando che Black Swan è uno dei film più citati dell'anno, complice anche la testimonial del prodotto, Natalie Portman, direi che Miss Dior si addice ad un cigno bianco; può darsi che anche Odile avrebbe apprezzato la maison , ma la vedo più a suo agio con Diorella o un esemplare dei molti Poisons . Ecco qui il video, con tanto di canzone non troppo innocente... la splendida Je t'aime, moi non plus , di S. Gainsbourg. Qual...

Rose Essentielle e Pour Femme – Bulgari

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Gli ultimi due nati della casa vengono spesso presentati insieme pur non avendo molto in comune. Bulgari perpetua il suo tentativo di profumo come esperienza sinestesica, con un profilo olfattivo che richiami un colore, lasciando un segno visivo dietro di sé, come era stato per Bulgari Blu (che colore richiamerà mai?) e Omnia (verde). Rose Essentielle è l’ennesimo rosa-confetto con una rosa persistente su fondo talcato, un po’ anonimo. Sembra che sia il prodotto dell'unione di molteplici rose rare, ma non scorgo una grande differenza rispetto a Rose-The One o altri prodotti analoghi. La vera scoperta è Pour Femme , che mette insieme cipria, fiori, vaniglia, caramello, cinnamomo e altre spezie, in un insieme color crema, avvolgente e dolce come un collier di Bulgari, appunto . Si modifica piacevolmente anche sulle pelli un po’ acri. Da provare. Gemelli i flaconi, con un design che evoca le clavicole di un decolleté femminile, elegante e indicativo di come dovrebbe essere una post...

L'Air du Temps - Nina Ricci

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Nato nel 1948, quando i tempi erano maturi per desiderare la riscoperta della pace e della felicità, questo storico profumo di Nina Ricci ha continuato negli anni a rinnovarsi per poter sempre essere fedele al suo nome e al suo intento. Sotto le colombe del tappo disegnato da Lalique si annida un cuore di garofano, rosa, gelsomino e gardenia, insieme fresco e piccante, che non rinuncia né alla levità né alla persistenza. Questo speziato con brio dà vita ad una composizione astratta che si apprezza in due tempi distinti, come le idee che è nato per rappresentare: un primo impatto, più istintivo, frizzante e di colore dorato; una seconda analisi, più intellettuale, rivela una costruzione complessa, razionale, sofisticata.

Diorella

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Note di testa floreali e agrumate nascondono un cuore speziato e leggermente piccante, per un ensemble olfattivo che, se dovessi tradurre in un colore, visualizzerei in un verde muschio. Come tutti i profumi di Dior, sposa completamente la pelle, mostrando uno dei suoi molti lati a seconda della profumanda. A me piace moltissimo appena indossato, ma su di me acquista una sfumatura arrogante e aggressiva al recedere delle prime essenze, quando la base di ambra (e pepe?) mi avvolge con le sue sfumature sensuali e un po’ prepotenti.

Love, Chloè

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Già da un paio di mesi Chloè ha presentato il suo nuovo profumo: Love, Chloè . Estremamente femminile, etereo ed aristocratico, offre un primo impatto con note di testa lievemente agrumate, arancio e pepe rosa, per custodire un cuore di mandorla (eliotropina) iris e lillà. Quando l'ho provato sulla carta assorbente ne sono rimasta estasiata, ma, come spesso mi capita, non mi ha convinto fino in fondo una volta indossato sulla mia pelle, che ha rapidamente consumato i toni più frizzanti e restituiva perlopiù il talco e la polvere di riso del fondo. Come suo costume Chloè dà molto spazio al packaging, con una boccetta di raffinata eleganza che rimanda alla sua linea di pelletteria nella catena che lega il tappo al flacone e nei colori autunnali cipria e tabacco, ma non si raggiungono i vertici del precedente Chloè , contenuto in una custodia-gioiello in cristallo e argento guarnita da un fiocco annodato a mano.

Dior Star

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E' agrumato, dolce, grazioso... la profumaia mi aveva assicurato che era proprio come Escale a Portofino. In realtà questo profumo in edizione limitata (non vi affannate, è ormai ufficialmente estinto) non sembra neanche creato dalla stessa maison di J'adore e Miss Dior . Perché mi sono fatta turlupinare così??

Escale à Portofino

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Si sente in questo jus la romantica, parziale visione che i francesi upper class hanno del nostro Sud; il sole, il sale, i giardini traboccanti di gelsomino e gli aranceti, i cappelli di paglia a tesa larga, le camicie di mussola impalpabile e i fazzoletti di pizzo San Gallo imbibiti di bergamotto, le scalinate ripidissime dai gradini sbriciolati dalla canicola. Frizzante e agrumato, è destinato ad un uso estivo, meglio se su una pelle delicata che conservi inalterate le sfumature di colore, ma ha il grande pregio di saper raccontare un paesaggio in un inspirio.

Tuscan Soul - Ferragamo

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Note di testa di bergamotto e limone, base sostenuta dal legno di fico e dal cuore di magnolia, è un profumo piacevole ma non essenziale alla storia della profumeria internazionale... Ha una durata relativamente breve, che su una pelle un po' sebacea non copre più della mattinata, è però fresco e adatto ai climi più caldi. Tende ad appiattirsi rapidamente.