mercoledì 31 luglio 2013

30 giorni di... giorno 9. Il tuo fetish

Si intenda qui quel topos grafico che ci rende irresistibile un personaggio/situazione.
Onestamente non saprei, potrei dire i capelli ricci o gli occhi con l'angolino (CLAMP-style, per intenderci), ma la verità è che il fumetto non mi prende se il tratto nel suo insieme non mi convince e -ancor di più- se non mi attrae la sceneggiatura. 
Augh.

martedì 30 luglio 2013

Rob Roy

Come avevo già capito dopo aver letto Ivanhoe, il nome che dà il titolo ai libri di Walter Scott non è il vero protagonista della vicenda.
Francis lo è piuttosto, un ragazzo col bernoccolo del poeta che, inviato dal padre inglese a studiare economia in Francia, si è invece dedicato all'approfondimento delle rime. Quando il padre scopre questo attaccamento frivolo, lo spedisce nel Northumberland da suo fratello, signorotto cattolico rozzo e fiero pieno di figli zotici, salvo l'anche troppo raffinato Rashleigh, e zio di una splendida e indipendente ragazza. Ella, Diana Vernon, non tarda a catturare le attenzioni di Francis, da cui è tuttavia divisa per religione e credo politico (essendo lui protestante e filo-inglese, mentre lei è cattolica e sostiene i Giacobiti).
Quando Rashleigh scappa col bottino, dopo un doppio tradimento al re inglese e ai Giacobiti, Francis è costretto a inseguirlo per mezza Scozia, dove incontra a più riprese Rob Roy, ambigua figura a metà tra mascalzone, rivoluzionario, cuorcontento e uomo d'onore.
Questo è il libro del mio viaggio di nozze, quindi ovviamente ci sono molto affezionata, ma a parte l'aspetto emotivo ha molti pregi. E' un romanzo vero, con una struttura solida, azione, trama, filosofia tenuta bene a bada e tutti gli ingredienti che permettono ad un libro di farsi leggere con avidità. Ha dei protagonisti ottimi: Francis è sognatore ma non ebete, Rob Roy è tutto d'un pezzo ma nasconde le sue ombre -che gli donano spessore-, Rashleigh è malvagio ma estremamente colto, e Diana è uno dei personaggi femminili migliori della letteratura inglese: giovane e belissima, ha uno spirito estremamente indipendente e caparbio, è intelligente e vivace, fedele ma mai passiva e sopporta fisicamente prove maschili. Insomma, Scott è un proto-femminista!
Il baronetto scozzese nasconde ancora un asso nella manica, la cifra stilistica che fa di Rob Roy un documento alquanto peculiare e lo accomuna agli altri grandi romanzi di quell'epoca, che contribuirono a creare le lingue nazionali come noi le conosciamo: soprattutto nella parte centrale, c'è un sacco di dialetto scozzese, interessantissimo per chi volesse confrontarsi con un idioma para-inglese divertente e insolito. Attenzione, però, perché il tempo di lettura di queste porzioni duplica (o triplica) facilmente, è come per un tedesco leggere il Catarella di Camilleri dopo aver sempre studiato e sentito l'italiano di Manzoni.

30 gioni di... giorno 8. Un insegnamento che ti è stato impartito da un manga/anime

Ne ho trovati tantissimi, in ogni tipo di manga. Spesso il problema dei manga è che ci tengono anche troppo a riempire tutto di lezioncine più o meno moralizzanti.

Tra le perle migliori vorrei citare queste tre:
-contrariamente ad ogni possibile buon senso, il desiderio di ogni cellula è di diventare due (l'ha detto un premio Nobel, ma Ashura-O di RG Veda pensa di sicuro la stessa cosa);
-chi è pronto a morire è sempre forte, lo può sconfiggere chi conosca il vero valore della vita (Rayearth II)
-quando qualcuno ti manifesta il suo amore, non è mai un problema di sesso (intendendo genere), ma se rispondere o no a questo sentimento (parola di Kaoru, Caro Fratello).

Poi c'è un insegnamento fondamentale che ho tratto da una serie non nipponica, e neppure disegnata. Trattasi della meravigliosa prima serie di ER, in cui il chirurgo di grido rivela all'adorabile novellino (il Dr. Carter) una verità mai abbastanza sottolineata: un medico non mangia quando l'orologio gli dice che è l'ora giusta, ma quando ha tempo. Quindi, cari colleghi, è per questo che mi vedete spesso mangiucchiare: faccio scorte, mi sto trasformando nel neuro-cammello!

lunedì 29 luglio 2013

L'amico di famiglia

Geremia è sarto, ma il suo atelier gli serve soprattutto a coprire il suo secondo, più remunerativo impiego. E' usuraio, e per spiegare la sua presenza in casa spesso i suoi clienti lo definiscono "un amico di famiglia".
In effetti ogni cosa in lui è profondamente repellente, dall'aspetto grottesco, alla scarsa igiene, alle manie ridicole (come la fascia che usa per la cefalea, che in Giappone usano per scacciare gli spiriti maligni).
Un giorno i suoi servigi sono richiesti dalla famiglia di Rosalba per finanziare il suo matrimonio, e lo strozzino è fulminato dalla bellezza dell'altera sposa, che gli si offre per avere una riduzione sul tasso di interesse. Poco dopo a Geremia è proposto un affare insolito, per una somma per lui favolosa; si tratta però di avanzare un milione di Euro, tutti i suoi averi. Contro il parere dei suoi amici e della vecchia madre invalida, che gli ricorda come lui non sia capace di trattare una tale operazione (mentre suo padre, lui sì che ce l'avrebbe fatta), l'antieroe rischia...


Dal punto di vista tecnico, Sorrentino è un genio. Non sbaglia un'inquadratura, ha un senso del ritmo profondo e naturale, usa luci e colori con talento innato. Inoltre riesce a spremere il meglio dai suoi attori: se non sorprende l'ottima prova di Giacomo rizzo (Geremia) e di Fabrizio Bentivoglio (Gino, il suo tirapiedi travestito da texano che vuole trasferirsi nel Tennessee), stupisce rendersi conto che in mano ad un bravo direttore persino Laura Chiatti (Rosalba) riesce a offrire una recitazione decisamente decorosa.
Ma il meglio Paolo nostro lo tira fuori dal soggetto e dalla sceneggiatura: il primo ci mostra che i rospi veri in giardini immaginari si celano ovunque, e non sono da meno dei cattivi palesi, la seconda regala dei dialoghi scoppiettanti. L'unico problema di questo film, e non è poco, è la sua estrema pesantezza, il disgusto per il vivere quotidiano che elicita, la manifestazione della stanchezza per le miserie da poco sempre in agguato, e dell'umiliazione della persona che infliggiamo quotidianamente al nostro prossimo. Spietato.

30 giorni di... giorno 7. Il primo gadget che hai comprato su una serie

Gadget sempre pochi, però quando ero piccola mi regalavano spesso le miniature dei Puffi, che erano bellissime.
Invece il primo (e unico) gadget che ricordo di aver comprato io è una miniatura deformed di Sailor Mercury, recuperata in edicola quando ero alle medie, insieme all'album di figurine Panini delle Sailor.


La Mercury, Ami per gli amici, era la mia preferita: carina, ma non bellissima, studiosa e fattiva. Praticamente, alla domanda del giorno 4, se non ci fosse stata Tamaki, mi sarebbe toccato dire Ami Mizuno.

domenica 28 luglio 2013

30 giorni di... giorno 6. Il personaggio che ami sulla carta ma che detesteresti nel mondo reale

Senza troppo indugio, Rin Kobayashi di Proteggi La mia Terra. Il bambinetto sulla carta è strepitoso: a sette anni i scopre pieno di poteri ESP e si ricorda tuta la sua angosciante vita passata, va fuori di testa quel tanto che basta ad inventarsi un piano complicatissimo e matura l'intenzione di sposare in ogni modo il suo amore transuranico.
Nella realtà, la prima volta che becchi questo moccioso saputello, spostato, calcolatore e crudele, la prima reazione è di riempirlo di schiaffi finché non viene a interromperti il Telefono Azzurro. Rin è vittima del tipico ragionamento distorto per cui il fatto di aver attraversato grandi ingiustizie e sofferenze automaticamente consente di vendicarsi dei torti subiti sugli astanti, innocenti e non. Insomma, non solo è antipatico e inquietante, ma anche una mina vagante e squilibrato mica da ridere.

venerdì 26 luglio 2013

30 giorni di... Giorno 5. Il personaggio che non vorresti mai e poi mai essere.

Quasi tutti quelli dei manga, in fondo. 
Io adoro l'estremo esotismo di queste storie, ma la componente di malinconia che intride praticamente tutti i personaggi più interessanti non mi fa venire voglia di ripercorrerne le sorti. 
Che dire della buona e brava Minami Asakura, così tosta sotto quel velo di brava ragazza? Col migliore amico morto e innamorata del di lui fratello gemello, ora preda dei sensi di colpa!
E vogliamo parlare delle squilibrate eroine della Ikeda, da Oscar a Saint Just la suicida a Kaoru la malata terminale a Julius, assassina costretta alla menzogna fin dalla nascita?
Lasciamo stare anche tutto il gruppo di Proteggi la mia terra, condannato a ripercorrere i propri errori ed espiarli nella loro seconda vita, e di RG Veda, destinato alla mattanza come i tonni...
Insomma, sulla carta va tutto bene, ma la vita reale è un'altra cosa :)

giovedì 25 luglio 2013

30 giorni di... Giorno 4. Il personaggio che vorresti essere per un giorno.

Come dice giustamente Acalia, dipende molto dal giorno che scegli nella vita del personaggio: essere Lady Oscar il giorno che le sparano non deve essere una meraviglia.


In molti casi i personaggi in cui mi identifico di più e di cui vestirei meglio i panni sono dei coprotagonisti o degli elementi secondari, mi sembra che dal loro punto di vista la visuale spazi meglio. E in effetti, il primo personaggio che mi viene in mente per rispondere alla domanda non è Oscar, come si potrebbe pensare, che in fondo ha un serio disturbo di personalità ed è un'infelice cronica, ma Tamaki di Una ragazza alla moda. Bella, colta e intelligente, anche quando si vede soffiare l'amore della sua adolescenza non si arrende all'ira o alla grettezza, ma si ricostruisce una vita ancora più interessante. Lei è la ragazza davvero al passo coi tempi, o forse ancora più avanti, che non si copre di ridicolo ma veste con capi che ricordano Chanel (coeva!), discute con letterati e filosofi alla pari e quando sceglie un bandito della Manciuria con un occhio solo per marito parte e se lo va a prendere. Brava!

mercoledì 24 luglio 2013

30 giorni di... Giorno 3. Il titolo che hai continuato a leggere solo per testardaggine, anche se non ti piaceva.

In generale io faccio valere i diritti del lettore secondo Pennac, ovvero -tra le altre cose- mi riservo il diritto di interrompere quando mi pare una lettura che non mi piace e la mia testardaggine è di solito più volta a tormentare il mio prossimo che non me stessa.

Ci sono naturalmente le eccezioni ad ogni regola, e in questo caso stiamo parlando di Capitan Harlock. L'idea di base mi piaceva molto, ma il disegno molto ostico e una certa inconcludenza dell'assunto di fondo hanno attentato alla mia assiduità e perseveranza. Alla fine ho portato a termine la serie, anche perché di soli cinque volumi (e ripeto: dopo inizio ottimo, non si capisce dove andiamo a parare, mi è rimasto questo senso di qualcosa di sprecato).

Una cosa che succede più spesso è che io interrompa la serie e la riprenda dopo molto tempo, scoprendo che poi mi piaceva, o perlomeno non mi dispiaceva tanto. Tra i fumetti, Mars appartiene a questo gruppo, e infatti possiedo solo i primi cinque volumi, il resto è stato letto in prestito (e ora me ne pento).

lunedì 22 luglio 2013

30 giorni di... Giorno 2. Il titolo che più rileggi/rivedi con piacere

Nonostante la mia passione per i manga, il titolo in questione è tutto italiano. Sto parlando di Corto Maltese, il fumetto più poetico, colto, onirico, elegante, interessante e suggestivo mai prodotto nello stivale, e su questo punto non temo smentita.
Se dovessi proprio specificare, ci metto a pari merito Favola di Venezia e Corte Sconta detta Arcana, ma anche La Casa Dorata di Samarcanda.


In realtà, cosa piuttosto rara per un fumetto italiano, i ventinove racconti di Pratt hanno una sequenza temporale netta in cui è facilmente riconoscibile una "super"trama oltre che una maturazione del personaggio e del tratto. 
Di Corto non ci si può stancare, perché il suo fascino è irresistibile: è bellissimo, arguto, corretto, gentiluomo, leale e un po' perdente ma non arreso (infatti, non soddisfatto della sua linea della fortuna, prese il rasoio del padre e se la ridisegnò). Insomma, l'uomo che nessuna si sognerebbe di sposare, ma con cui tutte abbiamo sognato una storia, che finisca in un pomeriggio di farfalle (cfr. Corte Sconta).
Gli altri personaggi sono stupendamente tratteggiati, offuscati solo dal gigante protagonista: da Rasputin a Pandora, da Bocca Dorata a Cush, passando per Hipatia, Banshee, Morgana, Shangai Lil' e la Duchessa Seminova, mi sono affezionata ad ognuno di loro e mi si sono scolpiti nel cuore. Pratt non è manicheo, nessuno di loro è "buono" o "cattivo", ognuno ha motivazioni profonde e personalità complesse come le persone vere. E poi ci sono le magnifiche ambientazioni, le atmosfere sognanti e ipotese delle Antille, l'esotismo celtico verde e umido, la lontana Russia e l'ancora più oscura Cina, che cela l'unico vero amore di Corto, ma anche l'apparentemente prosaica e noiosa Svizzera.
Tutto è bello e un po' inusuale in queste tavole, dai fucili che fanno crack quando sparano alle megere caraibiche antiche come le montagne, e mai potrei stancarmene.

domenica 21 luglio 2013

30 giorni di... Giorno 1. Il titolo che ti riporta alla tua infanzia.

Ho iniziato a leggere manga alle medie.


Mi riporta invece alla mia infanzia un fumetto di Titti, ormai ridotto a brandelli ma religiosamente conservato in ua bustina trasparente, che mio papà mi leggeva prima ancora che imparassi da sola (ed è tutto dire, perché ho imparato abbastanza presto, ero troppo curiosa). Pare che lo sapessi a memoria e lo correggessi se per caso saltava qualche vignetta. Dovevo essere una bimba abbastanza noiosetta, ma i miei mi sopportavano con buona grazia!


Titti mi piaceva un sacco, perché è agile, leggero, ha un bellisimo colore e soprattutto l'ha sempre vinta! I perdenti cronici, tipo Paperino per intenderci, non sono mai stati in cima alle mie simpatie fumettistiche/letterarie. Inoltre quella peste di canarino, sotto l'aria da adorabile uccellino indifeso, ha una punta di cattiveria troppo divertente!

sabato 20 luglio 2013

30 giorni di Anime, Manga et cetera

Ogni estate vuole il suo tormentone, e io scelgo il lung(hissim)o meme di Acalia Fenders, di cui potete leggere in originale qui.

In sostanza, trenta post, non necessariamente in giorni consecutivi -datemi un po' di respiro ogni tanto!- in cui si risponderà a queste domande, relative prevalentemente ad Anime e Manga, ma anche a libri, comics e film/serie tv:

Giorno 11 - La coppia per cui hai tifato dall'inzio della serie e che alla fine non è diventata tale
Giorno 12 - Il tuo live-action preferito
Giorno 13 -  Il titolo che ti ha consigliato una persona per te importante
Giorno 14 - La tua cover preferita
Giorno 15 - La tua sigla italiana preferita
Giorno 16 - Il tuo eroe mascherato preferito
Giorno 17 - La miglior scena assurda
Giorno 18 - Il peggior sequel di sempre
Giorno 19 - Un titolo che nessuno si aspetta che possa piacerti
Giorno 20 - Il tuo flashback preferito
Giorno 21 - Il mezzo di trasporto o la cavalcatura su cui ti piacerebbe viaggiare
Giorno 22 - L'universo/città/luogo dove ti sarebbe piaciuto vivere
Giorno 23 - Il titolo che in questo periodo ti prende in particolar modo
Giorno 24 - Lo scontro che hai sempre sognato
Giorno 25 - La serie più lunga che stai seguendo o che hai seguito
Giorno 26 - Un titolo che hai in uggia anche se non l'hai mai letto/visto
Giorno 27 - Il superpotere che hai sempre sognato di avere
Giorno 28 - Il tuo prequel preferito
Giorno 29 - La tua citazione preferita
Giorno 30 - Il personaggio o l'arco narrativo filler che, nonostante tutto, ti ha colpito

Divertitevi!

venerdì 19 luglio 2013

Gioventù Bruciata

Quando un film diventa un cult, e lo rimane per sessant'anni, di solito c'è un perché: l'esame del tempo è sempre quello più impietoso. 
Gioventù Bruciata racconta di una generazione che ha difficoltà a conciliare i rapporti familiari rigidi, il desiderio di autenticità tipico dell'adolescenza e la perdita dell'innocenza dell'era post-seconda guerra mondiale. Insomma, siamo dalle parti del Giovane Holden, ma i protagonisti qui sono tre.
C'è Jim Stark, James Dean, che cerca una figura maschile forte in cui identificarsi, e  rimprovera al padre la sua estrema sottomissione, che gli impedisce di difendere il suo onore; c'è Judy, la ragazza sensibile ma attira-guai (N. Wood) che i genitori non sopportano; c'è Plato (Sal Mineo), il ragazzo fragile, abbandonato dai genitori con una tata e un sacco di soldi.
Una sera i tre si conoscono in guardiola: Jim si innamora di Judy, Plato stringe con Jim un'amicizia che sconfina nell'adorazione (amore?); una sera tutti finiscono ad una prova di coraggio dove un ragazzo perde la vita, e la tragedia si prepara...
Nonostante la drammaticità del racconto, il film è molto poetico, con delle scene che si imprimono nella memoria, come quella della corsa sulla scogliera e della casa disabitata del finale, ma anche l'inizio nella stazione di polizia, con i ragazzi ubriachi che, al colmo della fragilità, esprimono con estrema chiarezza il loro malessere. Inoltre c'è sempre spazio per un'altra speranza, quindi non risulta indigesto.
La grandezza che l'ha reso un classico è l'estrema attualità del soggetto, affrontato con un taglio sobriamente intimista. L'unico aspetto che trovo invecchiato male è la colonna sonora, volutamente dissonante ma  soprattutto eccessivamente presente, al punto di coprire un po' i dialoghi. Una celta più silenziosa sarebbe forse stata più leggera e agile. Comunque un grande must, non solo una curiosità legata alla sfortuna che sembra aver perseguitato i protagonisti, tutti morti in giovane età, a partire proprio dal divo Dean.

mercoledì 17 luglio 2013

News

Eccomi di ritorno!
Sono stata via un mesetto buono per dedicarmi agli ultimi preparativi del matrimonio e partire poi per un breve ma meraviglioso viaggio di nozze. Purtroppo il lavoro chiama già, e sono di nuovo qui per qualche settimana.
Nel frattempo mi faccio un pochino di pubblicità, segnalandovi la nascita del mio terzo blog, che trovate QUI
Sarà un diario dei viaggi, grandi e piccoli, che farò: vorrei mettere insieme impressioni, quadretti più o meno idillici, momenti buffi, ma anche indirizzi utili, suggerimenti e cose da fare in giro per il mondo, dalla visita della Venaria Reale allo snorkeling in bianco e nero dell'Oceano Indiano. Venite a spasso con me!