venerdì 26 febbraio 2016

50 volte il primo bacio

Di P.Segal, con A.Sandler, D.BArrimore. 2004

Henry, veterinario alle Hawaï, fa il dongiovanni disimpegnato e soprattutto poco incline alla relazione durevole. Scopre di desiderarla intensamente dopo aver conosciuto una ragazza con un grave disturbo della memoria a breve termine, che non riesce ad immagazzinare nuove informazioni dopo un brutto incidente (praticamente come il paziente H.M.).

La trama sembra esilina, e devo dire che mi aspettavo la solita commedia stravista con finale diabetico lietissimo e spaventosa ricrescita neuronale con ripresa di tutte le funzioni perdute (e acquisizione di upgrade). Con una certa sorpresa invece ci siamo imbattuti in un film carino, non certo memorabile ma guardabilissimo, che ci ha fatto divertire per lo spazio di una serata.

Come spesso in queste produzioni il deficit neurologico descritto è teorico più che raro, ma non è un manuale di clinica che cercavamo. Devo dire che ho molto apprezzato la creatività che il protagonista mostra nei confronti della compagna, senza pietismi lacrimosi e con un certo ingegno.
Inoltre per una volta non si assiste ad una guarigione miracolosa infiocchettata da un'aura di miracolo: la chiusa è forse il passaggio meglio riuscito dal regista.

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Anche se l'umorismo dispiegato non è sempre finissimo, le gag sono piuttosto riuscite, in particolare quelle vecchio stile con gli animali dello zoo. Drew Barrymore rimane una garanzia, mentre continuo a non sopportare troppo Sandler; la colonna sonora è carinissima.
Carino per una serata pop-corn-neurons-off: se invece volevato il nuovo Memento, avete sbagliato a noleggiare DVD.

mercoledì 17 febbraio 2016

Cruel intentions

Di R. Kumble, con R.Witherspoon, S.M.Gellar, R.Phillippe. 1999

La trama di Le relazioni pericolose, ambientata nella New York altoborghese di fine millennio, riprodotta tra giovani universitari. A parte il quadro spazio-temporale, il resto è più che fedele. 
La malvagia Merteuil, abbandonata dal suo amante per una giovane illibata (Cécile), vuole vendicarsi facendogliela trovare molto cambiata e a tal fine mette all'opera l'ambiguo amico Valmont. Questi si dedica inoltre ad una donna piena di virtù, Annette...

Naturalmente il buonismo della chiusa tradisce la rilettura d'origine americana, visto che l'originale finiva in catastrofe. 
Mostra immagine originaleAnche se la critica non è stata generosa con questa versione, io non l'ho trovata disprezzabile. E' divertente, abbastanza ben recitata, e fedele al suo ruolo di sottile denuncia. Molto efficacemente, sottolinea che i due problemi sociali delineati da Laclos non sono poi molto migliorati in due secoli, mutatis muandis: 1. una donna ha sempre una libertà sottomessa alla sua reputazione (a differenza degli uomini) e 2. l'educazione familiare dovrebbe essere la base della moralità, mentre in alcuni ambienti è solo alla base delle buone maniere.
In effetti, ancora oggi, un ragazzo ricco e intelligente che cambia partner ogni sera è solo un buon partito per colei che gli farà mettere la testa a posto: una ragazza che faccia lo stesso è una ...P. Senza pronunciarmi sull'opportunità o meno di "folleggiare", è indubbio che addi' 2016 la differenza tra i sessi è ancora attualissima.
Inoltre spesso la mancanza di vera comunicazione in famiglia produce la deriva della "liberazione sessuale" verso uno sbragamento generale che non credo soddisfi molto chi lo pratica, come traspare dalla figura incompleta e spaesata di Cécile.
L'unica cosa in cui forse andiamo un po' modernizzandoci, è che -in generale- una donna buona che si innamori di un figuro un po' losco resta comunque rispettabile, e non è costretta al convento. Per il resto, direi che abbiamo ancora un po' di strada da fare...
Bella la colonna sonora. In generale il risultato è più divertente della leccatissima trasposizione in costume di Frears.

domenica 14 febbraio 2016

Mia Madre

Di e con N.Moretti, M.Buy, J.Turturro e G.Lazzarini. 2015
 
Margherita e Giovanni si occupano dell'anziana madre, ospedalizzata in gravi condizioni in cardiologia. La figlia, regista irrisolta ancorché famosa, si barcamena tra un film di cui non vede la fine, un attore che non sa gestire (Turturro) e il rifiuto feroce di accettare la situazione della mamma, anziana professoressa di lettere i cui studenti a decenni di distanza ancora ricordano come una figura fondamentale nelle loro vite.
 
 
Nanni Moretti è ancora uno dei miei preferiti e non mi ha deluso, ma non si puo' negare che sia invecchiato. Più malinconico, meno vitale, meno coraggioso. Nonostante resti in disparte, il fratello ingegnere Giovanni resta la figura più interessante per lo spettatore (a parte ovviamente la madre Ada): vorremmo sapere da dove viene la sua serena consapevolezza, che cosa lo spinge a rinunciare al lavoro, quale sia il suo percorso familiare...
Il tema della perdita è trattato in modo delicato e intelligente. Il montaggio che mescola sequenze del presente, stralci di passato e passaggi onirici mi è piaciuto moltissimo, dal punto di vista stilistico è la cosa che ho trovato più interessante e sorprendente.
 
Margherita è sinceramente meno interessante: che differenza rispetto ai personaggi tormentati del vecchio Nanni, dai più positivi (il prete de "la messa è finita") a quelli più ripiegati su se stessi (tipo il prof di "Bianca", che almeno cerca, prova, chiede: pure alle piante morte). La regista della Buy è astenica, paurosa, profondamente narcisista: si irrita che la figlia non le racconti le sue preoccupazioni, ma non gliele sa leggere in volto; non capisce la dottoressa della madre, nonostante le parli molto charamente; ha difficoltà ad entrare in contatto col suo protagonista, che è in realtà una brava pasta d'uomo. Insomma, è un po' insulsa. Persino gli attori riconoscono che in tanti anni di lavoro con lei non hanno mai capito cosa voleva davvero.
I suoi limiti emotivi la rendono spesso cattiva e pavida: tutto cio' che non voremmo mai essere, e che troppo spesso siamo. Un rimprovero flebile e persistente che arriva a noi tutti, sempre ossessionati dal non essere all'altezza della situazione incombente, dei nostri genitori, dei nostri figli, del nostro lavoro.
 
Nanni, il prossimo film per favore fallo un po' più pepato. Questo non era male, ma ci hai dato talmente tanto di più!



venerdì 5 febbraio 2016

Uomini di parola (stand up guys)



Di F.Stevens, con A.Pacino, A.Arkin, C.Walken. 2012

Val (Pacino) esce di prigione dopo 28 anni, e trova ad attenderlo il vecchio compagno di scorribande Doc (l'atro vecchio compagno non c'è perché è attacato alla sua bombola di ossigeno). Nodo della vicenda: Doc è stato tenuto in vita e inviato a recuperare Val per ucciderlo, su ordine del capo della polizia il cui figlio fu accidentalmente ucciso proprio dai tre.

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Storia scarna e regia poco immaginativa non rendono giustizia al trio di attori che sostanzialmente regge tutto il film. Anche in condizioni non superlative, i tre grandi vecchi si prodigano senza perdere in dignità (persino Pacino nella scena del priapismo... è tutto dire. Solo lui poteva cavarsela), ma anche senza offrire grosse sorprese.
C'è molta ironia e autoironia, ma ancora più malinconia in ogni inquadratura, dialogo e inseguimento. E per sottolineare il senso di già visto, persino la Margulies nel ruolo dell'infermiera. Tutto sommato il mio preferito è Walken.

giovedì 4 febbraio 2016

TAG BEST MOVIE

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Grazie mille al paio di uova fritte e al loro cuoco Marco per avermi nominata!

Ho postato la foto del meme;
Ringrazio Messer Neogrigio, ideatore dello stesso;
Indico 5 film visti al cinema quest'anno (dopo);
Indico altri blog che seguo: per favore, metteteci tutti quelli della colonna sulla sinistra del vostro schermo, senno' che la tengo a fare la colonna "dove curiosare"? No, non è per occupare spazio, sono link attivi!

I FILM:

Quest'anno sono andata al cinema un po' più dell'anno scorso ma sempre e purtroppo molto meno di quanto non avrei voluto. Sono andata a vedere

-American Sniper (Antibes)
-Asterix et les domains des dieux (Nizza Lingostier)
-Age of Ultron (the Avengers II, sempre al Lingostier)
-Inside Out (Antibes? Lingo? non mi ricordo!!)
-Irrational Man (Antibes)
-Spectre (Cagnes)
-Episode VII, il risveglio della forza (Cagnes)

Per scendere a 5 basta togliere gli ultimi due... proprio due delusioni. Invece in ordine di gradimento, metterei al primo posto Inside Out, poi Asterix, e in sequenza American Sniper, Ultron, e Irrational Man.