domenica 6 dicembre 2009

mozart opera rock

Musical di impianto operistico che ho avuto occasione di vedere a Parigi, non è ancora giunto in Italia ma non ho dubbi che lo farà presto. In poco più di due ore si snoda gran parte della breve, intensa carriera di Mozart, legata alla figura del padre, severo ma protettivo, alle tante donne della sua vita, prime tra tutte le sorelle Weber, e al controverso rapporto con Salieri, musicista meno dotato ma elegante e intelligente. In particolare è interessante osservare la nascita dell'Opera in lingua Tedesca, ferocemente osteggiata dalle autorità.
Musiche molto ben ideate, ottimo cast, ricco e curato sia dal punto di vista canoro sia da quello recitativo e ballettistico. Perfette le luci e le scene, di grande effetto, interessante la scelta della doppia orchestra, rock e classica -in costume d'epoca-, entrambe in scena.
Vi propongo una personale classifica dei momenti più esaltanti, facilmente reperibili sul web:
-l'entrata in scena di Aloisa Weber, immagine figurale della Regina della Notte, con la vocetta acuta che si trasformerà -per la gioia di tutto il mondo- nel sopranino sopracuto più amato della storia
-la canzone "tatoue moi", del periodo felice e spensierato trascorso a Parigi, per dimenticare Aloisa
-il lamento di Salieri, che odia rendersi conto della superiorità musicale del rivale, ma non può nascondersi la verità
-il requiem, scritto pensando alla priopria morte, con il soprano che canta il Lacrimosa (ed è effettivamente riuscita a strapparmi qualche lacrima!)
Assolutamente da non perdere, se ne avrete l'occasione.

anna karenina



Anna è una delle più grandi figure del romanzo dell'Ottocento, vive dentro una luce particolare, obliqua, assolutamente irripetibile... anch'ella, esponente di una famiglia sommamente infelice, è capace di esserlo a suo modo.

Sembra incredibile che il sentimento che la spinge ad infrangere ogni struttura e regola dell'alta società russa sia rivolto ad un uomo debole, non particolarmente affascinante, un po' inetto, incapace persino di mirare correttamente al proprio cuore!

Come in tutti i libri di Tolstoi, però, non è di una sola persona che si parla, ma di tanti modi di condurre un'esistenza: contrapposta alla coppia infelice ne abbiamo una che conquista la felicità lontano dai lustrini e le candele dell'Opera: Levin e Kitty, che scelgono una vita più dura, in campagna, circondati dai contadini e dai pastori. Proprio lontano dalla società alla moda Levin, alter ego dell'autore, si guadagna l'amore di Kitty e il rispetto dei lavoratori della sua tenuta.

Perché Anna decide di morire, in modo così orribile, sotto gli occhi dei passanti? Tutto un mondo di ipocrisia si trova a morire con lei, composto di tutti coloro che non hanno saputo lottare per la propria felicità, per la fede, per gli altri che camminano con noi in questo mondo. Capolavoro assoluto, non solo della prosa internazionale, ma anche della letteratura di ricerca filosofica e morale.