anna karenina



Anna è una delle più grandi figure del romanzo dell'Ottocento, vive dentro una luce particolare, obliqua, assolutamente irripetibile... anch'ella, esponente di una famiglia sommamente infelice, è capace di esserlo a suo modo.

Sembra incredibile che il sentimento che la spinge ad infrangere ogni struttura e regola dell'alta società russa sia rivolto ad un uomo debole, non particolarmente affascinante, un po' inetto, incapace persino di mirare correttamente al proprio cuore!

Come in tutti i libri di Tolstoi, però, non è di una sola persona che si parla, ma di tanti modi di condurre un'esistenza: contrapposta alla coppia infelice ne abbiamo una che conquista la felicità lontano dai lustrini e le candele dell'Opera: Levin e Kitty, che scelgono una vita più dura, in campagna, circondati dai contadini e dai pastori. Proprio lontano dalla società alla moda Levin, alter ego dell'autore, si guadagna l'amore di Kitty e il rispetto dei lavoratori della sua tenuta.

Perché Anna decide di morire, in modo così orribile, sotto gli occhi dei passanti? Tutto un mondo di ipocrisia si trova a morire con lei, composto di tutti coloro che non hanno saputo lottare per la propria felicità, per la fede, per gli altri che camminano con noi in questo mondo. Capolavoro assoluto, non solo della prosa internazionale, ma anche della letteratura di ricerca filosofica e morale.

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