giovedì 21 maggio 2015

Argo

Di e con B.Affleck, A.Arkin, J.Goodman. 2012

Alla fine degli anni Settanta, in un Iran decisamente inquieto, alcuni attivisti invadono l'ambasciata americana a Theran. Sei americani riescono fortunosamente a raggiungere l'ambasciata canadese, ma per riportarli in patria sarà necessario pensare ad una messa in scena inusuale: farli passare per attori di un inesistente film fantascientifico.

Ben Affleck è un regista dotato, che aveo già apprezzato in Gone, Baby, Gone. Riesce a coniugare un ritmo teso con l'assenza, o quesi, di sparatorie, inseguimenti e altri espedienti tachicardizzanti. Figlio della Hollywood moderna, filma con camera su supporto (quindi senza mal di mare) ma in costante movimento. Si sforza inoltre di riprendere quegli schemi ponderati del thriller di una volta, da Il fuggitivo a Zodiac a Tutti gli uomini del presidente, di cui cita anche colori e costumi.
Il cast è molto buono, e ho adorato il personaggio di A.Arkin, lo sceneggiatore che accetta di montare tutto il teatrino del falso film per cercare di riportare a casa gli sfortunati compatrioti.
Pure la colonna sonora mi è piaciuta, sia i brani creati ad ho da Desplat, sia i pezzi d'epoca sparpagliati un po' ovunque (il mio preferito è Sultans of Swings).


L'unico problema sembra dunque l'accuratezza storica. Di per sé sarebbe una pecca non cosi' grave se non fosse che uno demotivi di maggior successo della pellicola è l'essere tratto "da una storia vera"; pare infatti che la famosa "storia vera" sarebbe stata assai meno spettacolore, ma soprattutto che il Canada abbia giocato un ruolo di primo piano nel rimpatrio dei sei, mentre il ritratto dell'ambasciatore e del contributo canadese nel film non è lusinghiero come dovrebbe... Va bene la licenza poetica, pero' sarebbe stato meglio esplicitarla più chiaramente. In ogni caso l'Academy non sembra essersela presa per qualche svista storica, e ha premiato generosamente la regia, il montaggio e la sceneggiatura non originale.