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GoodFellas (Quei bravi ragazzi)

Di M.Scorsese, con R.Liotta, R.DeNiro, J.Pesci. 1990
Dopo aver visto Malavita, ci è venuta voglia di vedere Quei bravi ragazzi! Henry Hill è solo un ragazzino, che aspira già ad entrare nei ranghi della mafia italo-americana di New York. Sono gli anni Cinquanta e ottenere un posto in una struttura cosi' solida e ben organizzata è sinonimo di successo. Entra, e si ritrova in una famiglia dalle regole assai stringenti. Quando i due ragazzi che sono cresciuti con lui si rivelano un pazzo violento scervellato e un assassino freddo e calcolatore, decide di salvarsi la pelle abbandonando tutto, ma finisce per rimpiangere il suo antico stile di vita.
Bellissimo, attraente, dal rimo irresistibile, forse il vertice della produzione di Scorsese, GoodFellas è l'unico altro film di mafia che si puo' davvero paragonare al Padrino di Coppola.  Solo che mentre quello ha accento romantici, una violenza da cartoon e dei personaggi cui ci si affeziona malgrado il loro ruolo di cattivi, que…

Wall Street

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Di Oliver Stone, con M.Douglas, C.Sheen, M.Sheen, D.Hannah 1987
Giovane broker conosce successo e guadagno sfrenati al prezzo della sua innocenza, quando conosce il famigerato Gordon Gekko che lo prende sotto la sua ala e gli fa conoscere la fonte del vero potere (l'informazione), oltre ad indottrinarlo sulla nozione che "l'avidità è un bene".


Ormai datato, e sfumatamente vecchieggiante, Wall Street resta cionondimeno un piccolo "cult", uno dei primissimi film a parlare di Borsa, di speculazioni folli e "bolle", di denaro che vuole sopravvivere bastevole a se stesso quasi fosse un entità senziente. Gekko, dal curioso nome che ricorda un lucertolone rotondetto,esprime in forma quasi macchiettistica il cervello rettiliano che desidera sempre di più, senza fermarsi a riflettere sui suoi moventi. Cosa ne farà mai, di tutti quei soldi, il leccatissimo affarista? Non ha tempo di spenderli, l'unico momento che ha per fumarsi una sigaretta è mentre s…

Malavita

Di L.Besson, con R.DeNiro, M.Pfeiffer, T.LeeJones, 2013

I Manzoni sono una famiglia italoamericana guidata da Giovanni (DeNiro), ex mafioso pentito. A causa del programma di protezione testimoni, il cui protocollo infrangono costantemente, hanno ormai fatto il giro di mezza America e sono in fuga da Nizza e dalla Provenza. Sbarcano (è il caso di dirlo) in Normandia, dove cercano disperatamente di integrarsi nonostante l'assenza desolante di pomodori degni di questo nome e burro di noccioline, e la presenza troppo assidua di panna e memorie del D-Day.
Besson riprende un film dal titolo omonimo, ma dà vita ad una commedia nera che sembra in effetti una parodia dei personaggi cui DeNiro e Pfeiffer davano vita quando erano ragazzi. Come il protagonista di GoodFella (Quei bravi ragazzi, citato proprio da Besson che manda DeNiro ad animare il cineforum normanno sul capolavoro di Scorsese), sorge un po' il sospetto che Giovanni e sua moglie Maggie rimpiangano a tratti la vita in seno…

Halloween?

Cosa si fa ad Halloween?  Si portano i bambini a fare "dolcetto-scherzetto", si decorano le case con ragnatele finte e pipistrelli in gomma, si scavano e intagliano zucche... Sbagliato! Almeno a casa nostra, il primo novembre è la festa di Ognissanti (la Toussaint, in Francia, c'est pareil), di origine cattolica. Alla fine di ottobre in America, nel resto del mondo anglosassone e in Harry Potter hanno altre usanze, che sono carinissime, ma che con la mia vita non hanno niente a che fare. Vivessi in America sarebbe di sicuro diverso. Io, per dirvi tutto, sono una grande appassionata di zucca in senso strettamente alimentare, l'idea di metterci un cero dentro non mi sfiora per niente; la particolare illuminazione dolciaria mi è venuta a forza di leggere JK Rowling. Proviamo a fare all'antica: presa la zucca, buttiamo la buccia, teniamo la polpa e impastiamo una torta.
Nonostante mio marito mi sconsigliasse ("ma è finito il cioccolato?" cit.), ho provato …

Blogger Recognition Award

Nonostante la mia latitanza, ormai cronica, sono stata omaggiata di una citazione in un premio a catena!

Un grand merci à ... LA BARA VOLANTE!

Cosa devo fare per dimostrare di aver meritato l'onore:
1.Ringraziare il blogger da cui si è stati nominati e linkare il suo blog
2.Raccontare la nascita del proprio blog 3.Dare qualche nuovo consiglio ai nuovi blogger emergenti 4.Commentare il blog di chi ti ha nominato linkando il tuo articolo di ringraziamento 5.Nominare a tua volta quindici (15) blogger che ritieni meritevoli
1. Fatto. Grazie Cassidy, ma soprattutto grazie di passare a leggermi! E' sempre un grande piacere ricevere un tuo commento!

2. Volevo creare tutt'altro, nella fattispecie un sito che recensisse le sale cinematografiche di Torino (proprio le sale, intendo, la qualità dell'audio, il comfort delle poltrone...) Poi c'è stata una deriva cosmica, ed eccoci qui.

3. Scrivete di quello che vi piace. L'unico altro consiglio valido è: consultate una grammatica…

Size 12 is not fat - Size 14 is not fat either - Big boned

Di M.Cabot
Heather Wells era una cantante ragazzina, bella, bionda, magra e oca, che faceva continui tour degli Stati Uniti al fianco del suo fidanzato Jordan, il figlio del suo produttore discografico. Con la fine dell'adolescenza, arrivano i desideri di comporre delle canzoni più raffinate, di mettere su famiglia e di prendere qualche chilo: tali sogni si scontrano pero' con la risposta negativa del produttore e la conseguente fuga con la cassa della mamma di Heather, che si ritrova sola, a NY, senza un soldo e appena assunta come vicedirettrice in un dormitorio universitario dietro Washington Square. La ospita Cooper, il fratello sexy e intelligente del suo ex. A questo punto, nel suo dormitorio cominciano a fioccare i cadaveri.
La serie è carina, fa parte a buon diritto di quella chick-lit svagata che ha il compito arduo di rendere meno noiosi i passaggi in treno, metro e affini. Il livello letterario è decisamente basso, e non credo che la versione originale sia molto di…

Mansfield park (film)

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Di P.Rozema, con F.O'Connor, JL Miller, E. Davidz, H. Pinter 1999
La trama è assai fedele al romanzo della Austen, ma lo sguardo della regista, anche sceneggiatrice, è sincero e piuttosto innovativo, il che permette qualche sorpresa. Fanny Price è la cugina povera di quattro fratelli aristocratici, presa in casa un po' per carità un po' per sfruttamento. Suo zio, sotto una patina di placido benessere e ragionevolezza anglosassone, manda avanti gli affari di famiglia grazie alle piantagioni centroamericane coltivate da schiavi, cio' che perturba sia il primogenito, rotto ad ogni dissipatezza, sia il cadetto, il cui intimo desiderio sarebbe dedicarsi alla Chiesa. Le figlie femmine invece si disinteressano di questioni etiche e politiche, tutte prese a scegliere il partito migliore che possa loro capitare sotto il naso.

Questa trasposizione è di gusto più moderno rispetto al romanzo, con una Fanny molto padrona delle sue idee e dalla lingua quasi biforcuta nel difendere …