domenica 7 febbraio 2010

the host


Wanderer è un'anima, una delle tante che hanno ormai invaso la Terra e informato i corpi mortali degli umani. Melanie era il vecchio possessore del corpo ora destinato a Wanda, e, invece di cederle la piazza, la sua mente rimane pervicacemente ancorata al suo antico guscio.

Si confondono i pensieri, i ricordi, gli amori delle due; ogni giorno entrambe cercano una ridefinizione dei loro limiti corporei, litigando ma imparando prima a convivere e poi a volersi bene.

Stephenie Meyer confeziona un grazioso libro di fantascienza, che si differenzia dal genere non tanto per la trama, quanto per averla trattata in modo intimista, a-spettacolare; come ci dice già nella dedica iniziale, la parte più bella di ogni storia è l'amore.

Anche qui ci sono due personaggi maschili contrapposti, con qualcosa di già visto per chi già conosce la più famosa saga di Twilight: la novità sta nella contraposizione delle due protagoniste che si dividono un "appartamento" troppo angusto.

Grazioso.

martedì 2 febbraio 2010

The twilight saga-New moon



Il secondo film della serie si giova, rispetto al primo, di una restrizione temporale delle scene in cui compare l'emaciato, gastritico protagonista e di un regista più adatto al genere, quel Weisz che aveva già portato sullo schermo con acume La Bussola d'Oro.

Citando un critico torinese, Guido Reverdito, tra le lacerazioni affettive dei vampiri e gli istinti protettivi dei licantropi c'è di che far suicidare Van Helsing, ma il risultato è qualcosa di -pur involontariamente- divertente.

Come promesso, non sono andata a vedere al cinema questo ennesimo polpettone romanto-fantasy, ma due ore con un po' di pop-corn non si negano a nessuno. Salvabile la performance dell'attore che impersona Jacob, un po' deludente Alice, che sembrava l'unica calata nella parte nella prima puntata.

Rassegnamoci all'inevitabile: ne parleremo male, ma vedremo anche il terzo...

lunedì 1 febbraio 2010

pane e tempesta

Poetico e grottesco insieme, l'ultimo nato di Stefano Benni è il primo suo libro che ho letto, in una delle mie frequenti traversate transalpine ferroviarie.
Un paesello sperduto è minacciato da un'ondata di produttività cementificia, e il riccone del paese ha deciso di far abbattere il vecchio Bar Sport, tradizionale luogo di ritrovo delle poche anime autoctone. Come potranno Nonno Stregone e i suoi compaesani a salvarlo dall'orrido destino della tramutazione in centro polifunzionale interno a super-iper-mega-mercato?
Ci imbarchiamo così in una galleria di personaggi curiosi, storielle, poesiole e divertissement che invece di darci una risposta ci pongono domande: qual è il fine di salvare un vecchio bar decrepito? L'anima di un gruppo di amici, o piuttosto di un particolare periodo di tempo , si può cristallizzare in un locale? Cosa davvero ci manca quando giungiamo al tramonto della vita, come capita ad Archivio e al Nonno? e soprattutto: "quali sono le ventisette azioni dell'uomo civile?"
La risposta è complessa, ma una cosa è certa: regalare un libro ad un'amica rientra nel novero. Grazie, Sara.

martedì 26 gennaio 2010

Gran torino


Clint Eastwood non delude praticamente mai, e questo è vero anche per uno dei suoi ultimi film, Gran Torino. Come si potrebbe considerare? Un apologo antirazzista, uno spaccato di America provinciale in cui la gioventù è ingoiata dalle gang e portare con sé armi da fuoco non è strano, la resa dei conti conclusiva di un uomo che conosce la vita e la morte... ma tra le due forse meglio la seconda. Walt Kowalski è un vecchio incattivito dalla guerra e dagli anni, che si affeziona suo malgrado alla generazione giovane dei suoi vicini Hmong e al suo giovane parroco, pervicace e intelligente. Quando cerca di proteggere dalla violenza delle bande di strada i due ragazzi della porta a fianco, gli orrori della battaglia ritornano a turbare i suoi giorni. Ritrovare la pace è un passo a volte difficile da compiere, ma il finale drammatico ci restituisce speranza, per una volta, invece di privarcene. Molto ben fatto.

lunedì 25 gennaio 2010

Nina, Nina Ricci

Allegro e divertente, è un profumo che porta con sé un sorriso. Nato per essere un racconto di favola nel panorama olfattivo, è un fruttato dolce con un po' di limone, tanta mela e una sfumatura di vaniglia.
Molto fresco, riesce ad essere comunque abbastanza persistente. Si adatta a ragazze di ogni età dal carattere vivace, categoria in cui decisamente mi riconosco. Non si lega con i musi lunghi!

domenica 24 gennaio 2010

il giunco mormorante

Sottilissimo libretto di un'autrice russa sconosciuta ai più, Nina Berberova, è un'agile dissertazione su quella parte della vita di tutti che è libertà e mistero, che vive totalmente al di fuori delle convenzioni e si coltiva a volte soli, a volte in compagnia, senza mai essere ceduta ad un controllo esterno. Si tratta di quella porzione di tempo che non appartiene a nessuno, in cui davvero ci si guarda in uno specchio senza veli e ci si conosce fino in fondo. Per difenderne la libertà siamo a volte costretti a pagare il prezzo altissimo di separarci da ciò che abbiamo di caro, ma che non ha la forza di vivere con coerenza questa no man's land.
Grazie Flora, che me lo hai fatto conoscere; in un giorno in cui, febbricitante, mi riparo dal freddo con un piumino, un nuovo libro e una tazza di tè, le poche pagine di questo breve romanzo scintillano di una sottile, amara malinconia.

sabato 23 gennaio 2010

avatar - Ideal

Sala 1 del cinema, per oltre 700 posti; bella stanza con una grande pendenza, strutturata come un anfiteatro. Schermo grande, acustica avvolgente. Le poltrone sono moderatamente confortevoli, ma non molto morbide. Avete a disposizione poggiabicchieri e poggiaborse, ma i più bassi non toccheranno terra con i piedi. Pulizia nei limiti del ragionevole; in caso di film superaffollati come questo peggiora sensibilmente progredendo verso sera.
Il film è bellissimo. Merita tutti i -molti- superlativi con cui di solito se ne parla. La trama è semplice ma solida: i terrestri vogliono invadere un altro pianeta, interessati ad un metallo prezioso, e cercano di conquistarsi la fiducia degli indigeni infiltrando tra loro dei corpi simili a quelli autoctoni, ma guidati dalla mente di alcuni umani. Uno di questi è il nostro protagonista, ex-marine paraplegico, che da spia diventa presto difensore del popolo e della filosofia ecologista del mondo di Pandora.
L'aspetto caratterizzante del film però è lo studio dell'immagine, studiata a priori per un rappresentazione tridimensionale, che produce un effetto di profondità sorprendente. Ci si abitua in pochi secondi alla visione 3D che non risulta eccessivamente stancante nonostante la lunga durata dello spettacolo. I colori strepitosi e le scene aeree di grande effetto valgono da soli il prezzo del biglietto. E' stata la prima volta che ho sentito un applauso alla fine della rappresentazione, lunghissimo, al cinema. Da non perdere!