ANNA

Di L. Besson, con S.Luss, L.Ewans, H.Mirren, C.Murphy. 2019

Alla fine degli anni Ottanta, una ragazza russa con un dono per le arti marziali e un grande istinto di sopravvivenza viene reclutata a forza dal KGB e cerca insistentemente di ritrovare una vita libera. Il che, sul finire della guerra fredda, è naturalmente complicato.

Besson mi è sempre piaciuto nonostante la critica adori linciarlo con passione violenta. In questo caso, suppongo volesse fare un remake semi-ironico di Nikita, con uno sguardo internazionale. La storia si somiglia nelle grandi linee e alcune sequenze sono volutamente identiche (la rapina finita male che sfocia nell'arruolamento, il "test d'ingresso" al ristorante...); ad essere diversa è la protagonista, che era in Nikita una sorta di animale allo stato brado fragile e ancora puro nella sua a-moralità, ed è qui una donna che si vorrebbe più consapevole di sé, desiderosa del suo futuro, dotata di uno sviluppo un quanto essere umano. Per essere onoste non so bene dove sia il vantaggio di questo nuovo taglio, ma è possibile che gli scandali legati al MeeToo abbiano un po' guidato le sue scelte. Anna è più paradossalmente realistica di Nikita ma questo la rende evidentemente meno iconica, e l'unica vera vincitrice della serata è Olga, la sua superiore nel KGB, interpretata da Hellen Mirren con gran classe.
Senza sorprese, la critica statunitense ha demolito senza pietà il prodotto, che in effetti dipinge i russi come degli psicorigidi controllanti all'eccesso e gli americani come degli ingenui con grandi mezzi ma limitati da un'inettitudine di fondo. Sarebe stato più interessante a mio avviso che prendessero il film per quello che è, un film d'azione senza pretese con qualche momento umoristico riuscito (tipo il taglio del dito). Alla fine dei conti, la vera morale della storia è che l'unico superiore di cui una ragazza si puo' fidare è quello con cui non ha instaurato una relazione di orizzontalità.

Commenti

  1. Ho voluto tanto bene a Luc Besson, ma qui vedere la protagonista usare un moderno portatile, in una storia ambientata in piena guerra fredda è stato troppo, anche per gli intenti ironici secondo me. Cheers!

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    1. Si', ci sono degli anacronismi ridicoli (vedi anche le chiavi USB della fine) che proprio andavano evitati. Tante cose andavano evitate. Resta di base il fatto che Besson è ancora un regista che sa girare, e preferisco passare due ore a mangiare popcorn e vedere begli abiti (costumi sempre al top) con questo che a vedere lenti film pretenziosi. Ma sono d'accordo che più che un film B questo è un film Z (e invece Nikita era un capolavoro, peraltro a costo quasi zero). cheers to you too :)

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