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Premi - The Versatile Blogger Award

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Ogni tanto mi lascio trascinare da queste catene di Sant'Antonio, anche se con moderazione, perché in fondo sono molto divertenti. Marco alias Il Bibliofilo mi ha omaggiato di questo premio, il Versatile Blogger Award, e lo ringrazio molto perché un riconoscimento, che è sempre piacevole, lo è ancora di più quando proviene da una fonte che si stima. Per potermi fregiare del titolo di Versatile, però, vi devo raccontare i fatti miei in 7 punti (io lo so che ne fareste anche a meno, ma vi tocca!). 1)Sono innamorata del mio lavoro, anche se ogni tanto mi chiedo perché non ho fatto la disegnatrice di moda o l'ingegnere in un cantiere. Potrei dire che è perché non ho vero genio come stilista, o perché non sono brava in matematica, ma non è la ragione vera: è perché ho ricevuto una vocazione, e come diceva il mio prof di Fisiologia, una mica fa la suora perché nessuno l'ha voluta sposare, lo fa perché ha avuto la chiamata. 2)Mio malgrado, dopo aver passato cinque anni a studiare...

Habemus papam

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Il conclave si riunisce per eleggere il nuovo Papa e ogni cardinale, più o meno segretamente, prega di non essere il prescelto. La responsabilità, come il calice amaro di Cristo, tocca al cardinale Melville (l'individuo solo e affranto contro una natura ostile), che viene colto da una crisi di panico prima di presentarsi al balcone per l'acclamazione. Fatto inaudito, viene accolto uno psicanalista in Vaticano per provare a sciogliere qualche nodo, ma la relazione medico-paziente viene disturbata da parecchi fattori, prima fra tutti la necessità di tenere le sedute con tutto il conclave che sta ad ascoltare. Mentre lo psicanalista, sconfitto, si dedica ai conflitti del consesso porporato, il Santo Padre viene condotto fuori dalle mura dello Stato più piccolo del mondo... e scappa. Era tanto che non vedevo un film di Moretti che mi divertisse come quelli più vecchi: in questo in particolare ho rivisto i temi a me più cari già esplorati in La Messa è finita , cioè la ricerca dell...

Le avventure di Tintin - Il segreto dell'Unicorno

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Tintin non è uno dei miei personaggi più amati, ed è con un certo grado di sospetto che mi sono preparata alla visione di questo campione di incassi. Il giovane giornalista freelance compra al mercato di Mont Martre un modellino di una splendida nave da guerra antica, cui altre due persone appaiono molto interessate: il primo finisce trivellato di colpi d'arma da fuoco sulla soglia del nostro, il secondo è il russo Sacharine, il cui solo nome basta a far capire quanto sia pericoloso (gente, meglio un po' di sano zucchero!). Dall'albero maestro provvidamente rotto fuoriesce un'antica pergamena, ed eccoci catapultati in un'avventura in piena regola, con flashback di vite precedenti, antiche vendette, animali quasi umanizzati, grasse soprani milanesi e la nascita di un'amicizia straordinaria. Questa vorrebbe infatti essere la primissima avventura di Tintin con il Capitano Haddock, suo compagno inseparabile e fidato, per quanto pasticcione; mentre il protagonista è ...

Calèche - Hermés

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Il secondo dei profumi Hermés che recensisco è uno dei più noti e datati, che come i veri classici non perde mai il suo smalto. Creato nel 1961, unisce un'eleganza classica e sofisticata a note di testa molto briose che lo rendono adatto anche a donne giovani (conosco una giovanissima professionista che lo usa con gran piacere!!). All'inizio si sentono il bergamotto, le zagare e le aldeidi, che associate all'ambra e al sandalo del fondo ricordano un po' altre fragranze astratte come Chanel N5 e L'Air du Temps; il cuore è la parte più interessante, molto sfaccettata, una mescola di ylang-ylang, iris, gardenia e rosa. Il risultato è avvolgente e piacevolmente persistente, senza essere aggressivo né invadente. Lo storico flacone è stato disegnato stilizzando un fanale del cocchio di Hermés, il calèche , appunto, che compare sulla stilosissima confezione.

Il Trovatore

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La seconda opera, datata 1853, della cosiddetta "Trilogia Popolare" (insieme a Rigoletto e Traviata) è senz'altro quella che mi piace di più. Siamo in Spagna, all'inizio del Quattrocento, e gli uomini d'arme del Conte di Luna si raccontano storie paurose intorno al fuoco, come quella, a metà tra la leggenda e la tragedia, della zingara che morì sul rogo per aver gettato il malocchio sul bimbo dei Conti e fu vendicata con il sacrificio di un altro piccolo della stessa casa. Mentre i soldati così si affaccendano, e si scontrano con i gitani lì accampati, la dama di compagnia Leonora si innamora del Trovatore Manrico, il figlio della zingara Azucena, offendendo così i sentimenti del Conte di Luna che ha occhi solo per lei. A complicare il tutto, si scopre che Azucena è -incredibile!- la figlia della zingara morta sul rogo e Manrico non è suo figlio, bensì il fratello del Conte, che si credeva morto nel rogo; quando Manrico si scontra col rivale, mosso a pietà da una ...

Bella Cullen

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Pensavate che avessi desistito dal tappezzare il mio blog con personaggi della Twilight saga travestiti da modelli? Vi sbagliavate! Ecco qui Bella, già vampira -ché da umana mi era troppo antipatica, con un top Just Cavalli di seta e paillettes (probabilmente Alice glielo ha infilato a forza, ricattandola), pantaloni stretch Byblos e un bellissimo scialle di Salvatore Ferragamo, un misto lino-seta-lana ricamato con fili d'oro sul bordo. Per i sandali ho scelto Rodarte, quelle creazioni magnifiche ed immaginifiche che si possono indossare davvero solo con un cervelletto potenziato (e anche in quel caso, restare seduti è più prudente). Questa volta ho abbandonato le chine solite per dedicarmi, su consiglio di amici e parenti, alla matita tout court, come facevo quando ero più giovane. Certo, limita il colore, ma permette una libertà estrema nella definizione dei volumi. Mi sono regalata una favolosa matita 8B per le finiture grasse, che scivola come burro su un tegame, e un Blender,...

Salvatore Giuliano

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Dopo un intermezzo leggero, torniamo ai film degni di questo nome con un fulgido esemplare del Neorealismo italiano. Posso dire una cosa sconveniente e vergognosa? A me il Neorealismo non piace. Lo considero una tassa dovuta, un sacrificio necessario sull'altare della storia dell'Arte in senso lato. E' un po' come leggere Verga: mi mette a disagio tutta questa ostentata e truce, brutta verità. Ciò detto, è imprescindibile Verga, come lo è Picasso (che pure non mi piace), come lo è Berlioz (idem come sopra), come lo è il Neorealismo. Eccomi dunque a pagare il mio tributo a Francesco Rosi con questo antesignano del docu-film, Salvatore Giuliano . Il Turiddu del titolo fu un bandito che nel secondo dopoguerra operò con la fazione separatista siciliana, che voleva l'indipendenza dell'isola dall'Italia e l'annessione agli Stati Uniti d'America. Tanti gruppi di disperati fecero da pedine nei grossi giochi orchestrati dalla mafia e dall'esercito, che ce...