Le avventure di Tintin - Il segreto dell'Unicorno


Tintin non è uno dei miei personaggi più amati, ed è con un certo grado di sospetto che mi sono preparata alla visione di questo campione di incassi. Il giovane giornalista freelance compra al mercato di Mont Martre un modellino di una splendida nave da guerra antica, cui altre due persone appaiono molto interessate: il primo finisce trivellato di colpi d'arma da fuoco sulla soglia del nostro, il secondo è il russo Sacharine, il cui solo nome basta a far capire quanto sia pericoloso (gente, meglio un po' di sano zucchero!). Dall'albero maestro provvidamente rotto fuoriesce un'antica pergamena, ed eccoci catapultati in un'avventura in piena regola, con flashback di vite precedenti, antiche vendette, animali quasi umanizzati, grasse soprani milanesi e la nascita di un'amicizia straordinaria. Questa vorrebbe infatti essere la primissima avventura di Tintin con il Capitano Haddock, suo compagno inseparabile e fidato, per quanto pasticcione; mentre il protagonista è precisino, perfettino, sempre orientato e convenientemente azzimato, il capitano è malvestito, malrasato, beone e spaesato, ma incredibilmente più simpatico. Non ho detto di Tintin che è particolarmente acuto, perchè in effetti la risoluzione delle faccende delicate spetta al vero "cervello" del gruppo, l'adorabile cagnolino bianco Milou.
La regia è ottima, non si fatica a vedere la mano di Spielberg dietro la cinepresa; l'animazione è molto fluida anche nelle scene di inseguimento, che sono tra le mie preferite, e i personaggi acquistano spessore e profondità, dai due amici a cui è impossibile non affezionarsi a quelli secondari come Dupont & Dupond e la canterina Castafiore. Cattivo mica male.

Commenti

  1. Cara Cecilia, ho il piacere di comunicare che ti ho conferito il THE VERSATILE BLOGGER AWARD
    è una specie di catena di santantonio: io sono stato nominato e ora nomino te

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