Gli album della tua vita. Giorno 9/10

E la famosa politica, nella musica? Pare che quasi tutti dobbiamo avere un periodo politico in musica! Be', io apparentemente no. E quindi anche tra i cantautori "politici", l'album che scelgo è...

Giorno 9/10. Francesco Guccini, Metropolis.

Chi pensa a Guccini e al concetto di politica, di solito balza a Radici, o Via Paolo Fabbri 43 (o ancora ad Amerigo), che a me piacciono tanto, ma li trovo soprattutto divertenti per l'acume e la cattiveria con cui il cantautore riusciva a ritrarre o ridicolizzare alcuni tic tipicamente italiani. O ancora la poesia e l'importanza di certe ballate malinconiche e terribili (Il vecchio e il bambino, sento sempre mio padre che la canta appena ci penso, e lo vedo di schiena mentre passeggia con la sua nipotina).
Pero' io sono sempre stata un po' scettica di fronte alle certezze da striscione, agli "incazzati" (a Guccini non piacerebbe che dicessi "indignati"), a quelli che han capito tutto, e da questo punto di vista il Guccini giovane è un po' supponente, concedetelo. Io sono del tipo che dubita per contratto, sono curiosa e non apprezzo gli slogan. Invece mi piacciono Bisanzio e Bologna.


Devo dire... devo dire, che forse prima ero troppo giovane per capire, e ora sono troppo vecchia, pero' mi sono ritrovata a guardarmi attorno e a non capire niente del mondo che mi circonda, pieno di labirinti, etere e plebi smisurate che ignoriamo perché non le sappiamo gestire (senza fare della morale, che non sono capace, e non è questo il luogo, Kant direbbe che "l'esistenza non è un predicato". Tradotto per chi non aveva il mio stesso prof di filosofia: qualcosa che esiste, l'Essere, se ne frega se tu lo riconosci o no. Se esiste non te ne deve rendere conto. Corollario: ignorarlo può essere un giochino pericoloso).

Commenti

  1. Gli eroi son tutti giovani e belli, diceva lui. Ho attraversato Guccini senza cd, qualche cassetta, ma soprattutto con il live grandioso Tra la via Emilia e il West, che ha segnato la fine della mia adolescenza e l'arrivo del cinismo, della disillusione: come puoi considerare Guccini altrimenti? Certo, prima ho fatto mie tante sue canzoni, da Eskimo in poi, ma l'ho conosciuto con Quelli che non, che ogni tanto riascolto ancora.

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