Gli album della tua vita. Giorno 2/10

Ancora bambina, ascoltavo tanta musica italiana, e benché non contenga la canzone che di lui preferisco (vedi il giorno 1 alla "premessa"), incontrai ben presto un LP dalla copertina azzuro cielo.

Giorno 2/10. Fabrizio de André, "Non al Denaro, non all'Amore né al Cielo".

Qualcosa mi spaventava e mi attirava in tutte quelle storie di morti sepolti pieni di rancore, aspettative frustrate, verità evidenti (dietro ogni scemo c'è un villaggio... ) e talora persino incredibili, definitive soddisfazioni (il malato di cuore, tenero).



Perché NDNANC mi soddisfaceva in quanto album più di "Canzoni", che conteneva la mia adorata "Canzone dell'amore perduto", o dei dischi che celavano La storia di Marinella e La storia di Piero (la prima canzone che mi fece piangere, me lo ricordo ancora. Calde lacrime su Piero, morto in campo di grano, senza una rosa né un tulipano, che non era stato capace di sparare per primo)? Perché è un CONCEPT ALBUM.
Come una sinfonia, come un'opera lirica, non pezzetti sparsi qua e là come viene viene, ma un'opera organica di cui intuivo un significato più vasto, anche se avrei letto l'antologia di Spoon River solo alle medie, trovandola per altro più noiosa delle perle di sintesi di De André.

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