Morte a Pemberley

di PD James, 2011


Sei anni sono passati dal matrimonio di Elizabeth e Darcy (e ovviamente da quello di Bingley e Jane). Eliza si è trasformata nella perfetta padrona di casa di un maniero, tutta dedita alla gestione della tenuta e dei suoi due figli, e, come ogni novembre, organizza il Ballo di Lady Anne, cosi' chiamato in onore della madre del marito. La veglia dell'evento, in una notte buia e tempestosa, il compagno d'armi di Wickham viene ritrovato morto, col cranio spaccato, nel parco di Pemberley. Al suo fianco, lo stesso Wickham, in grave stato di ebbrezza, urla di averlo ucciso. Sarà venuto il momento per Darcy di liberarsi per sempre del fratello di latte tanto detestato? E se invece l'onta di una condanna per assassinio fosse una macchia ancora più grave per la famiglia?
Le premesse c'erano tutte: stavano nei personaggi e nelle atmosfere già create da una delle più grandi scrittrici di sempre. PD James gode di fama più che lusinghiera e mi sono fidata della firma, ma è stato un grave errore. 

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Il libro è assai piatto, con uno sviluppo tentacolare che tende alla dispersione senza saper creare pathos. Una teoria di piste sono gettate ai piedi dei lettori, ma non vengono adeguatamente elaborate; d'altro canto, quelle due o tre riflessioni di Darcy sulla sua esistenza vengono ruminate talmente spesso che alla terza volta non se ne puo' più. 
C'era la traccia dell'antenato che non aveva potuto salvare il giovane affamato bracconiere: persa. Lo spunto dei due pretendenti di Georgiana: sprecata (tutto viene deciso fuori campo, dapprima si fa un gran parlare di cio' che avviene solo nella testa di Lizzy, poi non godiamo di nessun dialogo fra innamorati, né dispute fra galletti, né lettere appassionate). C'era la bella idea di ritrovare il colonnello Fitzwilliam fresco erede di un Baronato e forse meno corretto di quello che speravamo: macché, è solo un fantoccio con un bastone nel didietro. Infine Elizabeth: da sarcastica osservatrice e frizzante fidanzata, si è trasformata in Cora di Downton Abbey (che adoro, ma è un'altra storia ed è pure un secolo dopo). Il disvelamento è a dir poco telefonato. 

Insomma, la cara signora James vecchieggia e lo fa male, propinandoci una solfa imbevibile che secondo alcuni critici innamorati della giallista sarebbe "incredibilmente reminescente della Austen". A mio modesto avviso la zia Jane si sarebbe vergognata di questa prosa sciatta e ancor più dello svolgimento ripetitivo e privo di ogni guizzo narrativo. Una fatica.

Commenti

  1. "in una notte buia e tempestosa..."
    L'assassino è Snoopy?

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