giovedì 5 maggio 2016

Point Break

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in effetti c'è anche una ragazza nel cast,
ma in verità non gliene importa niente a nessuno!
Di K.Bigelow, con P.Swayze, K.Reeves. 1991

Johnny Utah era una promessa del football, ma dopo una frattura del ginocchio si ritrova a investigare per conto dell'FBI su una banda di rapinatori gentiluomini che alleggeriscono le banche coperti da maschere di ex-presidenti americani. Sospetta che possano essere dei surfisti, viste le località e la stagione dei colpi, e seguendo questa pista conosce il gruppo del carismatico Bodhi.

Il sequel di questo film mi sembra una cosa del tutto inutile e, se ho ben capito, anche molto malriuscita, perciò mi asterrò dal parlarne oltre.
L'originale si gloriava di tantissimi pregi. Certo, qualche minimo difetto esiste, come l'evidenza che K.Reeves non sia sempre il massimo dell'espressività, o che alcuni passaggi logici non siano credibilissimi, ma trattasi proprio di dettagli ininfluenti.

I pregi invece sono tutti da elencare:

1) Reeves non sarà brillantissimo, ma ce la mette proprio tutta, ed è apprezzabile, ma Swayze è perfetto. Superbo, con il fisico giusto per la parte, e un'intensità nello sguardo che oblitera quello strazio diabetico (pur amatissimo) dell'allora recente Ghost. Si è pure fratturato 4 coste a forza di buttarsi dagli aeroplani, ma ne valeva la pena.

2) La trama è adrenalinica, coesa, non scontata e interessante. Cercate di dirlo degli ultimi dieci film che avete visto al cinema.

3) la colonna sonora è memorabile e c'è pure uno dei Red Hot Chilli Peppers che fa lo spacciatore violento. Com'è che il ruolo gli riesce cosi' naturale??

4) La regia è stre-pi-to-sa. C'è chi dice che la Bigelow dirige(va) come un uomo, forse solo perché nei suoi film non ci si annoia, non ci sono sviolinature melense e le scene d'azione non temono confronti. C'è anche qualche bel richiamo a un mercoledì da leoni, con G.Busey che qui fa il collega di Utah. Pero' ci sono anche delle riflessioni sulla spiritualità dei personaggi piuttosto profonde e di rara sensibilità, e uno sguardo particolare sulla corrente sensuale del rapporto tra i due protagonisti che esulano chiaramente dal buddy movie sbracato o dal film d'azione machista. La cosa più ridicola è che ci dice la trita frase "dirige come un uomo" di solito la pronuncia come un complimento, come se essere una donna fosse una diminutio. Mi sembra tanto la stessa storia di quando critici altisonanti dicono della Bronte che il suo "Cime Tempestose" sembra scritto da un uomo. Si', vabbe', pero' intanto l'ha scritto una donna.
All'inizio volevano Ridley Scott dietro la macchina da presa, ma per nostra fortuna l'ha spuntata la cara Katherin.

2 commenti:

  1. Il giorno in cui è uscito nella sale il remake, ho parlato di questo film, gesto quasi politico. Questo è un classico del cinema, ha dei difetti vero, ma erano già presenti allora, il tempo ha solo accentuato i lati positivi del film. Swayze era un grande, manca moltissimo, e sulla regia della mia amata Katrina, con me sfondi una porta aperta, ma solo dopo avermi inseguito per un chilometro, tirato addosso un pittbull e sparato in aria facendo aaaaaahhhhh ;-) Cheers

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    1. Swayze è stato una perdita enorme, e davvero troppo prematura...
      La Bigelow è incredibile, anche perché non le basta essere bravissima e rispettata e competente. E' pure strabella, e quando si presenta alle notti degli Oscar e affini mette in ombra le attrici giovani e le VIP sexy! c'è chi nasce sotto la stella giusta!

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