I fiori della guerra

Di Z.Yimou, con C.Bale, N.Ni. 2012

Nel 1937, nel pieno della seconda guerra sino-giapponese, i giapponesi invasero Nanchino, la capitale, e non fu un momento storico dei più brillanti e felici che l'umanità ricordi. Un gruppo di scolare si rifugia in una chiesa cattolica romana alle porte della città, insieme ad un becchino costretto a fingersi il prete e ad un gruppo di prostitute bellissime.

Ci sono i giapponesi del '37 fuori dalla porta del convento, il regista è Zhang Yimou, il committente lo Stato Cinese: secondo voi come può finire? Ecco, cosi'.
Forse c'è un eccesso di melodramma, e magari anche di partigianeria (non è che i cinesi fossero proprio degli scolaretti, i giapponesi non erano gli unici Spietati al mondo), ma è un gran colossal dai mezzi abbondanti, che si vedono tutti, diretto da un maestro che conosce la tecnica alla perfezione ed è capace di commuovere come pochi. E infatti, se non vi scende la lacrimuccia, bisogna farsi controllare i dotti lacrimali. E a Zhang Yimou sono disposta a perdonare persino il cinema di propaganda quando il risultato è cosi' opulento.


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Commenti

  1. Scusa l'OT, ma quando hai un minuto passa dalle mie parti a ritirare la tua coccarda celebrativa, Cheers! ;-)

    http://labaravolante.blogspot.it/2016/05/liebster-blog-award-2016-tocca-me-dire.html

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