mercoledì 9 marzo 2016

Zootopia

W.Disney studios, 2016

In un mondo popolato da animali antropomorfi, predatori e prede hanno imparato a convivere in appaarente eguaglianza di diritti. Ciononostante, è ancora praticamente impossibile per alcune categorie autoaffermarsi come vorrebbero: è il caso di Judy Hopps, coniglietta che vorrebbe fare il poliziotto, quando la categoria è normalmente occupata da elefanti, rinoceronti e giaguari.
Testarda, e con il compare meno probabile della terra, una volpe, risolve un caso di rapimenti multipli, ma forse sotto la prima verità ce n'è ancora un'altra da scoprire...
Ed è che la paura è un ottimo aiuto governativo, da sempre.

Zootopia (o Zootropolis, come tradotto in Italia, non saprei dire perché) è un buon film d'animazione. Senza avere il genio di Inside Out o l'afflato poetico di un Re Leone, è una commedia interessante e ben strutturata, con una trama intelligente e non eccessivamente scontata, C'è un po' d'azione, un lato "buddy movie" assai carino col divertente volpino dei sogni di tutti, e tanto ottimismo. Un po' quel genere di ottimismo che ci fa pensare che prima o poi le donne saranno effettivamente pagate quanto i loro colleghi uomini a parità di lavoro e risultati... e senza l'imposizione di innaturali (e spesso dannose) quote rosa, ma perché è giusto e normale e a nessuno verrebbe in mente che si possa fare diversamente. Solo per fare un esempio post-8 marzo, ecco.
Poi c'è la parte sullo sfruttamento della paura che è di gestione più complicata, soprattutto visto il momento storico a dir poco spinoso. Se c'è un punto debole, di flessione, è proprio qui: da un lato il timore e l'ignoranza possono farci commettere delle ingiustizie, dall'altro questi timori atavici sono collegati ad un istinto di protezione del sé e del focolare che non è risibile e non si scaccia con un semplice gesto della mano. Sarebbe facilone e pericoloso.
Insomma, la vita è complicata, e se la si vuole godere in tutte le sue sfaccettature bisogna riconoscere e accettare questa complessità. Mi sembra un bel messaggio, tritato abbastanza da passare anche ai bambini.

Afficher l'image d'origine

Inoltre, menzione estetica per le trovate grafiche come le diverse porte dei mezzi di trasporto secondo le taglie degli animali, e per le favolose architetture di Zootopia. Sono questi i palazzi che vorrei veder costruire nelle nuove ricchissime megalopoli! Perché il Chrisler Building è noto a tutti per la sua bellezza (1927) e adesso costruiamo torri altissime ma banali che non rimangono impresse nella memoria? Non abbiamo più il coraggio di costruire per mostrare lusso, potenza e insieme armonia e cultura: nei palazzi di Zootopia ci sono archi, strutture organizzate come cycas, condomini a forma di palma con foglie ad energia solare. Tanta bellezza per gli occhi e per l'anima. Bene.

4 commenti:

  1. film molto bello (fossimo in Italia capaci di cose così...)
    i cartoni sugli animali antropomorfi sono nati con W Disney e dureranno per sempre; oltre tutto risolvono brillantemente i problemi razziali (in USA problemi gravissimi) per il fatto che gli animali non hanno razza (Paperino ha la pelle bianca, ma nessuno ci fa caso; Topolino ha la pelle nera, ma ecc)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il problema razziale è sempre presente... ma anche quando la "razza" (impropriamente detta) è la stessa, ci sono un sacco di problemi. Ricordi negli anni Novanta, probabilmente meglio di me, le difficoltà con la comunità albanese (caucasica come noi) che arrivava in blocco? E a Torino, una decina di anni fa, l'arrivo in massa dei rumeni (per la maggior parte peraltro indefessi lavoratori), che oltre ad avere pelle del nostro stesso colore e caratteri somatici simili, parlano pure una lingua romanza? Complessità...
      ma se diventiamo tutti animali voglio essere sexy come la gazzella-shakira :D

      Elimina
  2. Ho apprezzato il film, vero, non ha il genio di "Inside Out" però tratta un sacco di temi caldi, avercene di film per bambini come questo ;-) Cheers!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Esatto. Forse non sarà il mio film dell'anno, ma è un signor film, per bambini di tutte le età!

      Elimina