domenica 13 marzo 2016

Le cronache di Narnia I: Il leone, la strega e l'armadio

Di A.Adamson, con T.Swinton, J.McAvoy. 2005

Lucy è la minore di quattro fratelli sfollati nella campagna inglese durante la seconda guerra mondiale. Un giorno, in fondo ad un armadio, scopre la porta per uno strano mondo pieno di animali antropomorfi, bello e gelato, in preda ad tempo oscuro, e si porta dietro i fratelli Susan, Edmund e Peter. Costoro potranno cosi' conoscere il Leone Aslan, vero Re di Narnia, che sconfiggerà la fredda e crudele Regina Jadis.


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Le cronache di Narnia non è un libro di facile lettura: sembra un racconto per ragazzini anche un po' pedante ed è infarcito di simbologie cristiane più o meno evidenti da cogliere e interpretare. 
In questa versione trovo che la Disney abbia fatto davvero un buon lavoro, regalando una patina glamour, visivamente curatissima, ad un racconto che potrebbe sembrare un po' freddo per punti, e magari eccessivamente didascalico. 
Le personalità dei quattro fratelli sono molto interessanti, in particolare dei due minori: Lucy che bagna spontaneamente nella Grazia (intesa in senso cattolico) ed Edmund, che invece la abborda come tocca fare a quasi tutti i mortali: con sofferenza e impegno. Messa da parte, c'è la curiosa figura di Susan, più realista del re, quella che sembra fatta per privare di smalto i sogni degli altri con il suo senso pratico poco lungimirante. La sua crescita riserverà qualche sorpresa, di cui avrei scoperto  la traduzione disneyana volentieri se la serie non si fosse interrotta. Ma forse c'è ancora speranza (anche per Susan, un po' vittima delle paranoie un po' sessiste dell'autore). 
Senza dubbio, paragoni con il Signore degli anelli sono ingenerosi, per quanto riguarda i libri: la capacità di Tolkien, che pesca da plurime fonti nordiche per inscenare la sua rivisitazione del cristianesimo (molto protestante, peraltro), è immensamente superiore a quella di Lewis. Se si considera quindi il livello molto diverso delle opere di partenza, il film della Disney ha ancora un valore aggiunto, proprio per la sua capacità di portare calore ed anima ad uno scritto piuttosto didattico e ingessato, laddove il trionfo di effetti spettacolari e di panorami neozelandesi è solo una pallida ombra della strepitosa creatività tolkeniana.

2 commenti:

  1. Mi torna in mente la prima volta che l'ho visto
    Accanto a me c'era una signora con tre bimbi (immagino suoi figli). Parlavano in continuazione. Arrivati all'incontro con Babbonatale (che regala armi a Peter e Susan) la signora di cui sopra ha un sospetto e si volta verso di me. Dice: "ma questi ragazzi vanno in guerra?"
    A domanda rispondo: sì, tra poco c'è una battaglia dove muore un sacco di gente...
    Lei si alza e se ne va con i pargoli (probabilmente si aspettava una di quelle storie alla walt disney in cui non muore nessuno o quasi)
    Morale: ho detto la verità (avevo letto il romanzo) e ho allontanato 4 chiacchieroni

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    1. Vale sempre la pena di dire la verità!!!

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