Dream wife (La sposa sognata)

Di S.Sheldon, con C.Grant e D.Kerr. 1953

Clem sta per sposare Effie. Entrambi lavorano agli affari esteri, ma lei ha una carica più alta ed è costantemente assorbita dal lavoro; Clem inizia cosi' a sognare di una donna magari meno emancipata ma più attenta ai suoi bisogni, una figura che sia "felice di fare la sposa e la madre", che sappia cucinare prima che votare.

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Dream Wife in sé è abbastanza prevedibile e sotto un'apparenza quasi femminista nasconde in fondo ancora una concezione per cui una donna troppo emancipata sia un problema della nostra società. Bisogna pero' considerare che si era ancora nel '53, e certo le mogli che occupavano una posizione politica di prestigio, superiore a quella del fidanzato o del marito, non dovevano essere frequenti, ed erano sicuramente viste con una certa diffidenza e dipinte con qualche condiscendenza.
A salvare il film e la serata, i due assi di Sheldon: una grande leggerezza, a sottolineare che si tratta di una commedia disimpegnata e non di un trattato di sociologia, e i due mattatori Cary Grant e Deborah Kerr, bellissimi, bravissimi, ed estremamente divertenti. 
Grant lascia da parte ogni presunzione o arroganza, e, nonostante il maschilismo ridicolo del suo personaggio, non si puo' non guardarlo con affetto, perso com'è nelle sue fantasticherie romantiche e nella sua autoironia. La Effie della Kerr è una donna un po' dura, estremamente intelligente e priva di sentimentalismi, che capisce ogni sfumatura del suo promesso sposo nonostante non gli riservi apparenti attenzioni: infatti non mostra segni di gelosia per la principessa orientale che Clem vorrebbe impalmare, perché sembra sapere molto bene dove si andrà a finire, e con qualche frase ben assestata si mette in tasca tutti gli altri personaggi del teatrino.
Grazioso.

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