venerdì 13 novembre 2015

Piccoli omicidi fra amici

Di D.Boyle, con K.Fox, C.Eccleston, E.McGregor. 1994

Juliet, David e Alex sono tre amici che condividono uno spazioso appartamento ad Edimburgo; un brutto giorno decidono di accogliere una quarta persona e dopo una serie di provini cinici e divertenti, selezionano un signore piuttosto losco che ben presto ritrovano morto sul suo letto, accanto ad una borsa strapiena di biglietti di banca. Per dividersi il denaro i tre seppelliscono alla meglio l'ex quarto, tirando a sorte su chi deve farlo a pezzi (letteralmente): tocca all'inibito e timido David, che ne resta assai scosso. Di qui in avanti, sarà guerra intestina senza esclusione di colpi per accaparrarsi la borsa.

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Primo film di Danny Boyle e primo ruolo di un certo rilievo per McGregor, che avrebbe ancora lavorato col regista nel successivo Trainspotting. Come esordio, per entrambi, era più che decoroso, perché è filmato molto discretamente (con qualche strizzata d'occhio a Hitchcock e parrecchio surrealismo) e recitato bene, ma il risultato è ancora abbastanza acerbo e davvero troppo nero. 
L'accanimento e la cattiveria latente dei tre personaggi, figli di una borghesia agiata e rispettabile, sembrano troppo acri per essere comprensibili e -forse sono ingenua- mi sembrano non applicabili all'Edimburghese medio. Il regista sembra volerci dire che, data l'occasione, tutta la nostra società occidentale si trasforma senza colpo ferire in una schiera di lupi pronti ad affilarsi le zanne sulle ossa dell'amico, dell'amante, del vicino.
Nonostante l'ottima prova del caro Ewan, i due personaggi che restano scolpiti nella memoria sono Davi e Juliet. Il primo, dapprima contrario all'appropriazione indebita e all'occultazione del cadavere, ma forse unicamente per codardia, dopo essere costretto alla dissezione del corpo sprofonda in abissi di follia sempre più profondi, pronto a divenire più bestiale di efferatezza in efferatezza. Juliet, al contrario, è la mente del gruppo sin dal principio, e gioca consapevolmente con il desiderio che percepisce nei due amici verso di lei; la sua crudeltà è la più sottile e la più spaventosa.

2 commenti:

  1. Ottimo esordio di Boyle, che riassume molto dell'estetica di quel pazzoide Punk, trio di attori azzecatissimi ;-) Dici bene, un film veramente realistico, impossibile non chiedersi... Ed io cosa farei in quella condizioni? Forse meglio non saperlo ;-) Cheers!

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    1. Concordo con te che è meglio non saperlo :=)

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