mercoledì 30 settembre 2015

Giorno XXI: Il titolo che tutti dicevano esser bello e quando l'hai visto hai adorato

Star Wars. 

Mi sono occorsi anni per mettermi tranquilla a guardarlo con uno spirito aperto, senza lamentarmi per l'estetica pauperista e gli effetti speciali datati. Solo quest'estate ho trovato lo stato mentale adatto, e con mio marito abbiamo rivisto la trilogia classica, che mi è piaciuta davvero molto. 

Mi sono infine lasciata conquistare dalla costruzione a dir poco abile e accurata, dalla musica superba, da Han Solo e soprattutto dall'acuta sensibilità poetica di George Lucas, che fa sparire ogni accento vecchieggiante dalla pellicola.

Il mio preferito è il secondo capitolo, ma anche il primo è molto bello. L'ultimo  ha dei momenti di noia, ma è anche quello in cui viene più esplorato il mio personaggio preferito, Darth Vador (o Dark Fener o come diavolo si chiama in italiano): è lui il motore di tutta la vicenda, e la ragione dello splendore visivo e sceneggiativo della nuova trilogia. Indagare il suo passato è un po' come guardare l'orlo vertiginoso del precipizio, sapendo che la caduta è inesorabile.


E adesso aspetto il nuovo, tra la gioia dell'anticipazione e il timore della sòla, sempre in agguato e in particolar modo quando un grosso franchising decide di sfruttare un mostro sacro senza il suo creatore originale.

2 commenti:

  1. Sono perplesso
    STAR WARS senza il suo vero protagonista? Bah...
    quanto al vero nome è, in inglese, Darth Vader; in italiano Vader suona quasi Vater (noto arredo del bagno) per cui è diventato FENER, affine a "funebre"

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    1. condivido le perplessità... Vador è il suo nome qui in Francia: questo poveretto ogni nazione che gira cambia carta d'identità!

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