domenica 9 agosto 2015

Giorno XIII: il luogo dove normalmente leggi

La risposta semplice, diretta e più vera è: dappertutto. Quando un libro e/o fumetto mi appassiona, me lo porto ovunque, leggiucchiandolo o divorandolo mentre cucino, tra un paziente ritardatario e l'altro (anche se normalmente in queste occasioni studio), mentre aspetto in coda in panetteria e anche mentre cammino. Miracolosamente non ho mai investito nessuno! Sarà la fortuna del lettore accanito.

Come avete già intuito, i miei libri non hanno vita facile. A parte qualche edizione preziosa, tipo libri d'arte, la Divina Commedia illustrata da Doré (che fa 28 cm x 35) e un Piccolo Principe francese con sovraccoperta lussuosa (che lo condanna all'inattività), gli altri tomi si devono arrendere ad essere strapazzati, marchiati con tratti di biro e note del lettore, capovolti aperti e farciti di oggetti vari in luogo di segnalibro (foglie, posate, ritagli di giornale, cartoline d'auguri, occhiali, calzini spurii...). Qualcuno di questi cari stampati mi fa tanta pena che viene talvolta protetto da uno strato trasparente polivinilico. La vera sorpresa è che, salvo pochissime eccezioni, non sono poi molto rovinati.

I luoghi in cui più mi piace abbandonarmi alla pagina scritta e disegnata, avendone facoltà di scelta, sono:

1. Il divano della sala. Lo dobbiamo cambiare perché comincia a non essere più tanto comodo... me ne piace uno bellissimo che si chiama Curve, della Living. Tutto in piuma, viva la morbidezza. E adesso organizzano dette piume in una sorta di alveare di tessuto, cosicché non si crea più l'effetto "buco" dei vecchi divani anni Settanta, ma la consistenza rimane morbido-elastica e non c'è bisogno di sprimacciarli continuamente.

2. A letto la sera prima di dormire. Non si dorme altrettanto bene senza la pausa lettura.

3. La poltrona nella camera da letto che ho a Torino. Anche dopo le mie nozze, mia madre (la santa!) mantiene la mia camera in ordine e piena di piante, cosi' quando io piombo in Italia, sola o accompagnata, la comodissima Ektorp misto piuma/gommapiuma è li' ad attendermi invitante. L'unico problema quando viene anche mio marito è che di solito se la frega lui.

4. La sdraio in giardino. La mia è bianca, quella del marito rossa. Che lo terremmo a fare un giardino se poi non ci andassimo a leggere prendendo il sole?

5. Il bagno, in due declinazioni: quella più vituperata dalla mia dolce metà, ovvero sul WC (la trova una cosa immorale), e dentro la vasca. La seconda è ovviamente più rilassante, di solito mi attrezzo con musica di sottofondo e salviette a portata di mano per non bagnare le pagine.

6. Treno, autobus, altro mezzo pubblico. Mi rilassa tantissimo leggere in queste location mobili, e mi permette di astrarmi dall'ambiente circostante. Mi sento come in una bolla semovente, trasportata nella realtà di cui leggo. L'unico libro che non mi sono più portata è stato L'amante di Lady Chatterley, dopo aver beccato una nonnetta che sbirciava proprio su una pagina decisamente erotica. Lei era arrossita, e io probabilmente avevo maturato un bel tono fuchsia acceso.

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