martedì 16 giugno 2015

Nella Casa

Di F.Ozon, con F.Luchini, K.S.Thomas, E.Seigner, E.Umhauer. 2012

Prof di letteratura stanco dell'insipienza dilagante dei suoi allievi, si imbatte in un tema a dir poco sorprendente. Scritto con uno stile non dispezzabile, un misto tra satira e grottesco, davanti ai suoi occhi sorpresi c'è il resoconto dell'osservazione di una famiglia della classe media francese. O almeno, c'è la prima puntata. 
Germain (il prof) comincia a seguire più da vicino l'autore, Claude, e a fargli scoprire le meraviglie e gli abissi della letteratura (l'Arte, non quella spoglia stantia che spesso trascinano per i licei). Pero' il legame tra i due diviene a volte poco limpido: c'è forse il desiderio di paternità di Germain? Una voglia di rivincita, poiché il suo romanzo giovanile aveva avuto poco successo? O forse ancora un certo voyeurismo solleticato dalle rappresentazioni cosi' ben risolte di Claude? E Claude, gran manipolatore in fasce, cosa cerca nel voler a tutti i costi penetrare le case degli altri?


Interessante e teso, soprattutto nella prima metà, questo che viene considerato il capolavoro di Ozon ha dalla sua in primo luogo degli ottimi attori. Luchini è una garanzia, è ul Toni Servillo d'Oltralpe, ma anche la Scott Thomas. Emmanuelle Seigner, ancora donna assai bella e fine, riesce ad incarnare con gusto la casalinga depressa che finge di essere costretta al suo ruolo ("per poter allevare il figlio, ha rinunciato alla sua passione per l'architettura": peccato il figlio abbia diciassette anni ormai e lei stia ancora a casa a immaginare nuove tende che si abbinino al sofà). La vera sopresa è il giovane Erns Umhauer (Claude), brillante e pericoloso. Ci sono, ci sono le nuove promesse del cinema.

Nella seconda parte mi sono chiesta quale fosse il tema centrale del film. All'inizio pensavo che Ozon volesse concentrarsi sulla rilettura letteraria dell'esistenza, e sul significato didattico dell'arte. Poi ho pensato che il tema fosse la curiosità un po' malsana dello spionaggio dal buco della seratura. Alla fine ho concluso che nonostante tutte le colte citazioni, da Flaubert, al feuilleton a puntate (à suivre...) a Hitchcock, il nucleo centrale fosse piuttosto la manipolazione del prossimo e il brivido di potere che essa ci dà. Tutti e tre i possibili cuori sono altrettanto meritevoli, ma soprattutto nell'ultima mezz'ora si ha l'impressione di una certa disgregazione del ritmo, di mancanza di bilanciamento dei pesi delle parti.

2 commenti:

  1. dici bene: all'inizio il ritmo è buono, poi si perde...
    comunque il film è bello, da vedere e rivedere
    e poi, che meraviglia (per noi italiani) vedere una scuola dove una scorrettezza del prof provoca il suo immediato licenziamento (da noi succede ben di peggio e nessuno perde il posto...)

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    1. Ma non credo che nella vita reale lo avrebbe perso... guarda che qui sono INCREDIBILMENTE protettivi nei confronti di chiunque abbia un posto fisso, a scuola come in ospedale, e si vede di tutto (robe che in scuole italiane non avevo mai sentito, anche se la tua esperienza è evidentemente molto superiore).

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