Noi siamo infinito

Di S.Chbosky, con E.Watson, L.Lerman, E.Miller. 2010

Charlie è un ragazzino brillante e intelligente, costretto a fare tappezzeria perché poco cool. Mai un amico, finché non si aggrega ad una compagnia piena di bravi ragazzi un po’ emo. Si innamora di Sam, sorellastra del suo compagno di classe gay, e ogni tanto la depressione scatenata dalla morte della giovane zia riemerge, punteggiata di allucinazioni.

Coltivavo aspettative piuttosto elevate su questo film, che credevo un’analisi sull’adolescenza fuori dai canoni dello “standard cool” ormai imperante, e invece mi sono arenata su una trama che sembra sottintendere che le persone timide o “alternative” devono questo aspetto del loro carattere a traumi subiti da bambini.
La svolta finale del film infatti sembra sconfessare il diritto di essere normalmente diversi, sanamente interessati ad altro che il mainstream, per dire che dovremmo sempre ricercare le cause (evidentemente nocive e patologiche) di una scarsa integrazione nel gruppo liceale. 

Perché invece non ci si è soffermati di più su un'adolescenza un po’ ai margini scolastici, fatta di brufoli e tristezza, ma anche di libri (qui si vedono solo di sfuggita… come se il regista volesse assicurarci che i nostri leggono, ma non ci dicono cosa. Alla fine l’unico libro citato è To kill a mockingbird, che conoscono pure le sedie) e di musica (stesso identico discorso che per i libri, troppa superficialità), nonché di una percezione della realtà particolarmente intima e drammatica. Insomma, dirò una bestialità, ma Beautiful Creatures faceva lo stesso sporco lavoro con più allegria e arguzia, oltre che un miglior cast.
Ho l'impressione che non sia stata resa giustizia al libro da cui il film è tratto, e lo voglio recuperare.

Forse sarebbe stato miglior protagonista Patrick, problematico ma diverso con brio. Mi viene però il sospetto che i suoi traumi infantili non siano stati raccontati solo perché sarebbe come dire che l’omosessualità è legata ad un nodo patogeno passato, e oggi sarebbe politicamente scorretto. Vogliamo forse essere politicamente scorretti? Giammai!!


L’unico vero asso del tutto è la presenza di Emma Watson, sempre più brava a recitare ma non altrettanto a scegliere le sue comparsate (e sto pensando per esempio anche a Noah): qui, circondata da attori di tutt’altro livello, sembra un pesce fuor d’acqua.

Commenti

  1. il romanzo è edito da Sperling & Kupfer
    è la seconda edizione, trainata dal film; la prima edizione (Feltrinelli, 2006) si intitolava RAGAZZO DA PARETE

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  2. e com'è? tu l'hai letto, mi sembra di capire! Me lo consigli?

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    1. il romanzo, ovviamente, non ha la spettacolarità del film (niente musica, niente zia falciata dalla morte, niente Emma Watson sul pickup...)
      ma è una gradevole lettura, come lo è il lungo monologo di Holden Caulfield

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  3. Visto che libro originale, sceneggiatura, regia, sono tutte di Chbosky mi pare difficile sostenere che il film non abbia reso giustizia al romanzo. Temo piuttosto che se non ti è piaciuto il film non ti piacerà nemmeno la versione su carta.
    Peccato. Perché, secondo me, è un bella storia ed è pure raccontata bene.

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    1. mah, non posso dire che sia "brutto" tout court... è che non è riuscito a convincermi. Non mi sono commossa, non ho riso. Chissà, magari un mezzo diverso mi prenderebbe di più. Oppure hai ragione tu e come non sono stata gratificata dal film, neanche il libro ci riuscirebbe.

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