giovedì 6 novembre 2014

Arrosto di filetto al sidro

In questi giorni un enigma mi tormenta: davvero un elettromiografo deve avere l’amplificatore separato dallo stimolatore? Come corollario, un interrogativo mi assilla, quello stesso con cui disturbo tutti i miei cari, amici e conoscenti: devo comprare una macchina più cara, ma di cui sono sicura, oppure prendere quella più a buon mercato che non ho mai visto funzionare su un paziente vero?
Non sapendo risolvere l’annoso dilemma ho deciso di rilassarmi cucinando. Ovviamente non sono riuscita nell’intento primario, ma almeno abbiamo mangiato bene!
La ricetta è semplice ma corposa, quindi se la servite di sera raccomando di abbinarla ad un primo leggero e acidulo, come tortiglioni con zucchine in carpione o spaghettini al sughetto di datterino.

Prendete un filetto tenero già legato con del cordino alimentare (non so voi, ma io odio farlo e il risultato non è mai perfetto). Infarinatelo generosamente mentre nella pentola a pressione fate scaldare dello scalogno a fette in un dito d’olio d’oliva extravergine. Fate rosolare il filetto a fuoco alto, affinché faccia la crosticina in superficie, e aromatizzate con un chiodo di garofano, una foglia di lauro e un rametto di rosmarino. Al posto del sale, spezzettate mezzo dado sulla carne. Dorato il vitello, sfumate con due cucchiai di Armagnac e, dopo un paio di minuti, irrorate con un abbondante bicchiere di sidro e un altro di acqua. Chiudete il coperchio e cuocete per 20 minuti. Quando la valvola di sicurezza ve lo permetterà, tagliate delle fette il più possibile sottili, che, rimesse nel brodo di cottura proseguiranno a insaporirsi per altri 20 minuti a coperchio sigillato. A quel punto si può riaprire e far restringere se occorre, prima di mangiare. Buoonoo…


2 commenti:

  1. Cucinare qualcosa di buono aiuta sempre a superare i dilemmi morali ;-P

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    1. Hai ASSOLUTAMENTE ragione. Aggiungerei anche che bisogna cucinare con amore per riuscire al meglio :D

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