venerdì 3 ottobre 2014

Profumo - Storia di un assassino

Di T.Tykwer. Con B.Winshaw, D.Hoffman, A.Rickman. 2006

La madre di Jean Baptiste Grenouille viene giustiziata all'inizio della vicenda per aver cercato di uccidere il figlio appena nato, ma il bambino se la cava con una discreta dose di fortuna. Nel Settecento, secolo alquanto maleolente a quel che si dice, Grenouille -unico essere al mondo completamente inodore- ha un olfatto talmente sviluppato da poter individuare ogni nota aromatica presente in un odore, anche in mezzo al lezzo terribile dei mercati del pesce. Un brutto giorno una giovane pulzella dai capelli rossi attrae il suo naso fino e, nel tentativo di carpirle il suo profumo lo sventurato la uccide. Di qui inizia un lungo tormentoso criminale viaggio alla ricerca del Profumo che racchiuda in sé l'essenza della Vita e dell'Amore.
Nel libro di Suskind, alquanto poco convenzionale ma se non altro breve, la distorsione psicologica di Grenouille è affrontata con un taglio straniante: da un lato l'edonismo deviato che ricerca l'esperienza olfattiva definitiva, dall'altro la critica sottile al metodo illuminista spinto del protagonista, che cerca la Verità separando, sezionando, distillando. Come Schelling, l'autore sembra suggerire che tale intento riduzionista non ci condurrà mai ad alcuna Essenza, solo ad un esistenza priva di significato che, come la zecca, succhia il sangue dell'ospite senza offrire al mondo nulla di sé salvo i propri escrementi.
Il film parte ambizioso e termina pretenzioso, che non sono -ahimè- affatto sinonimi. Com'era tristemente prevedibile, non riesce a trasmettere né la raffinatissima evocazione dell'esperienza olfattiva né l'approccio filosofico del libro. Talmente impalpabile è il Profumo che persino Kubrick aveva rinunciato al progetto. Poi arriva un regista tedesco un po' particolare (Lola corre, Heaven) che pensa bene di fare di meglio, e quanto si sbagliava.
Il primo proposito, ovvero l'induzione nel fruitore di una percezione odorosa, viene mancato tristemente sostituendo il profumo non con immagini rivelatrici o almeno suggestive, ma con primi piani di narici. Quanto al desiderio di mostrare un Settecento crudele e iperrealistico modellato sui Lumi, è frustrato da una sequenza di scene ridicolmente splatter e talvolta francamente nauseanti.
Riduci riduci, resta solo una discreta prova d'attore dei tre comprimari, una colonna sonora discreta e il ritratto espressionista di una sterile ossessione.

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