I Gremlins

Di J.Dante, sceneggiatura di C.Columbus e S.Spielberg, con Z.Galligan. 1984

Il Mogway è un buffo animaletto cinese che non va bagnato, non va esposto alla luce (altrimenti muore) e soprattutto non va nutrito dopo la mezzanotte. Naturalmente le regole vengono disattese e prima il pelouche animato dà vita ad altri cinque esserini simili a lui, ma di carattere meno pacifico, poi i nuovi nati si trasformano in una loro versione malevola (Gremlin) che mette a soqquadro la città.

Questo film faceva parte dei grandi classici della mia infanzia e ne avevo un tenero ricordo. Purtroppo ieri sera ho ceduto alla nostalgia e gli ho ridato un’occhiata, ma gli effetti speciali un po’ raffazzonati e la storia nota e prevedibile mi hanno un po’ delusa. C’è sicuramente tanto Spielberg nella rappresentazione della piccola borghesia americana di provincia anni Ottanta, ma non ho ritrovato la poesia di ET o l’ansia anticipatoria de Lo Squalo. Gli attori sono discreti ma senza lode.

Il problema principale credo sia nelle creaturine protagoniste: il Mogway originale non è molto dolce quanto piuttosto inquietante, mentre i Gremlins sono assai meno paurosi di quanto dovrebbero, anche se va detto che sono riusciti a dargli un’aria davvero cattiva. 

A parte questo, la pellicola è piena di citazioni cinematografiche, a partire dalle invenzioni che il padre del protagonista vede alla fiera natalizia per arrivare ad ET, La vita è meravigliosa, Incontri ravvicinati del terzo tipo e perfino Biancaneve e i sette nani. Non è un cattivo film, è che il tempo non è stato generoso con questo ex-cult.

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