mercoledì 10 settembre 2014

Carissima me

Di Y.Samuell, con S.Marceau. 2010

Manager aggressiva sposata con collega uguale a lei comincia a ricevere lettere che lei stessa si era scritta da bambina, a mezzo di un vecchio notaio del paesetto d’origine. Nelle missive, la bimba si interrogava sul suo futuro lavorativo (hai fatto la principessa? La cake stylist per matrimoni? L’educatrice di balene?) e sentimentale (ti sei sposata coll’amichetto che avevi a sette anni e che come massima ambizione voleva scavare buchi nel sottosuolo?) e, predicibilmente, manda in crisi il precario equilibrio della carrierista.

Dal punto di vista stilistico c'è qualche contenuta ambizione, soprattutto nel montaggio, ma nulla che Amelie Poulenc non avesse già fatto prima e meglio.



Costruito intorno all’attrice protagonista, questo film soffre di tanti morbi letali.
1) È melenso in una misura immane, provoca diabete scompensato con coma chetoacidosico a meno di venti minuti di visione;
2)   È totalmente privo di ironia, si prende sul serio come una fiction della RAI su qualche cantante/attore/sportivo dei tempi del Ventennio
3)   Ha una trama idiota e assurda, in particolare tutto insiste sul fatto che la protagonista non ricordi cosa ha scritto nelle lettere né di averle scritte. Cos’è, una forma di rimozione freudiana di un tentativo infantile ipernarcisista? Sarebbe stata una bella trovata scoprire che in realtà l’autore dei messaggi era un pretendente alla mano della bella squala, alle prese con un tentativo di seduzione inusuale, ma no, neanche questo.

4)   I film costruiti intorno ad un attore/un’attrice reggono (più o meno) se il caratterista in questione è una personalità notevole, capace di bucare lo schermo: Al Pacino, Woody Allen, Diane Keaton e persino Whoopy Goldberg si possono prestare ad un’operazione di questo tipo, ma non certo la bella senz’anima Sophie Marceau, il cui risultato più famoso, dopo tanti anni, continua ad essere Il tempo delle mele –e a cinquant’anni e quasi quaranta film, non è più molto lusinghiero.

3 commenti:

  1. concordo
    è una bieca operazione commerciale, con cui S. Marceau ha completato la propria autodistruzione (iniziata con BELPHAGOR, ALEX & EMMA, SARA' PERCHE' TI AMO...)

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    1. In realtà credo abbia fatto un film di un certo valore in Chouant! Ma non avendolo visto... mi sono limitata al resto, che è un po' deludente.

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  2. CHOUANS! è una ricostruzione ben fatta dell'insurrezione bretone-vandeana (in Italia è arrivata solo un'edizione piena di tagli)
    però la Marceau ha un ruolo un po' marginale

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