mercoledì 7 maggio 2014

To Rome with love

Di e con W.Allen, con A.Baldwin, R. Benigni, E.Page, J.Eisenberg, P.Cruz. 2012. 111'

Quattro episodi: 1) Sally porta i genitori americani a conoscere il promesso sposo italiano e la di lui famiglia. Il padre di lei (Allen), scopre che il consuocero ha un dono insolito nel canto lirico; 2) un tranquillo signor nessuno (Benigni) assurge agli onori della cronaca per nessun motivo comprensibile, ma passato il quarto d'ora di celebrità nessuno si ricorda di lui; 3) una coppia di ragazzi ospita un'amica (Page): lui (Eisenberg) se ne invaghische, ma il super-io collettivo del terzetto (Baldwin) lo consiglia diversamente; 4)una coppietta di americani viene a Roma in vacanza per conoscere gli zii di lui: lei si perde in città e finisce sul set di un film in cui viene insidiata dall'attore marpione, lui si ritrova in camera una prostituta (Cruz) che lo inizia all'allegria.

 Avevo letto peste e corna di questo film, quindi sono partita piuttosto prevenuta: cercherò dunque di essere il più obiettiva possibile e basarmi nel mio giudizio solo su ciò che ho pensato durante la visione. 
Che il tutto sia un coacervo di luoghi comuni sull'Italia è un fatto indiscutibile da cui non si può prescindere; dall'altro lato non posso negare di essermi divertita con alcuni passaggi. Le storie 1) e 3) mi hanno divertito di più. Entrambe vivono soprattutto dello psicanalismo à la Allen, che dopo tanti anni è ancora il pezzo di battaglia del regista. Nella prima sono più scoppiettanti i dialoghi, nella terza mi è piaciuta la storia, il modo di dipingere la ragazzetta sexy finto-intellettuale per cui un sacco di maschietti sbavano stupidamente e soprattutto la personificazione di un super-ego collettivo, nipote del magnifico, geniale coro greco (sia quello originale, sia quello di La dea dell'amore, esilarante).Inoltre in questi due episodi sono riuniti gli attori più adatti ad un film alleniano. Nella storia 2) vorrebbe esserci una critica al (nostro?) sistema televisivo che esacerba ridicolmente l'attenzione su persone qualunque senza artené parte, che preferiscono essere "ricchi e osservati piuttosto che poveri e soli". Uno strale al Grande Fratello e affini, insomma: peccato ce questi tipi di format hanno radici decisamente americane (e molto poco italiane), per non dire dell'ideale pop di quarto d'ora di notorietà, già teorizzato da Warhol (non esattamente italiano). Insomma, a forza di guardare le pagliuzze negli occhi degli altri... L'arco narrativo 4) è sicuramente il peggiore, quello che più di tutti è degno di un film dei Vanzina. Il 3) poteva essere didascalico, o presuntuoso, ma almeno non era volgare, mentre il 4) sì, lo è. Ovviamente non ci sono scene osé, parlo di volgarità intellettuale, di questa idea cretina di una coppietta ingenua che per liberarsi delle proprie inibizioni si tradisce con una lucciola di passaggio e con un topo d'albergo (Scamarcio, in un cammeo svestito).
In definitiva, non il peggior Allen di sempre, ma riuscito solo in parte.

9 commenti:

  1. Concordo con la conclusione, dopotutto la struttura stessa di un film a episodi rende difficile una omogeneità del risultato, meno con il resto del post.
    Come dice un mio amico filosofo (nel senso che è laureato in filosofia), un luogo comune è tale quando è molto frequentato. Questo per dire che forse, invece di protestare per il fatto che gli stranieri colgano di noi aspetti che non ci soddisfano, dovremmo darci da fare per renderli meno comuni. O, se non ci danno poi così tanto fastidio, potremmo accettarli e riderci sopra anche noi.
    Lo psicanalismo alleniano direi che è un po' come il suo ebraismo. Molto disincantato, da persona che lo conosce, non lo percepisce come soluzione definitiva, lo bersaglia di frecce su quelli che sono i suoi punti deboli.
    La location dei film europei di Allen è dettata da dove riesce a trovare i soldi per la produzione. E' noto che, tranne rare eccezioni, i suoi film non incassano cifre mirabolanti e, non essendo più un giovanotto, le major non sono felicissime di puntare troppi milioni su di lui. Se trova finanziatori francesi fa il film a Parigi, se ne trova italiani a Roma. Questo per dire che il racconto (2) non mi pare pensato espressamente per la nostra televisione. Difficile anche pensare che Woody Allen la conosca, tra l'altro, visto che non parla italiano. La critica è dunque rivolta all'infotainment occidentale in generale, e americano in particolare.
    Il racconto (4), ohimè, mi pare quello più centrato sul Belpaese, ma non mi è sembrato volgare. Racconta una realtà volgare, ma senza usare toni volgari. Al contrario dei film italiani che citi, dove la volgarità è assecondata e in cui ci si sguazza allegramente. La storia da cui nasce non è per niente una idea cretina, ma è un riadattamento de Lo sceicco bianco di Federico Fellini, trasposto ai nostri giorni. A ben vedere, poi, la stessa volgarità di questo episodio la si trova anche in La grande bellezza. Unica differenza, qua se ne ride.

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    1. Confesso vergognosamente di non aver visto Lo Sceicco Bianco. Mi prendo le bacchettate con umiltà, però mi riservo di dire che comunque è una storia che non mi piace, con buona pace del grandissimo Fellini. Grazie della tua colta riflessione, sempre apprezzatissima :)

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    2. Mi spiace per il tono saccente, non è intenzionale, mi viene da scrivere così :( A proposito, la storia de Lo sceicco bianco è firmata da un quartetto di nomi da far tremare i polsi: Fellini, Antonioni, Pinelli, Flaiano. E' comunque tuo diritto non gradirla.

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  2. per me una schifezza assoluta.
    non ho visto tutti tutti i suoi film, anzi me ne mancano molti, ma tra quelli che ho guardato per me è il peggiore allen ever.

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  3. sì, mi ricordo della tua epica bocciatura :)

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  4. rientra in quella che io chiamo categoria BAH (si poteva fare un gran film, ma il soufflé non è salito)
    in un primo momento si doveva intitolare DECAMERONE BOP; qualcuno spieghi a Woodyallen che non basta mettere del sesso... i personaggi del vero Decameron sono caratterizzati dall'arguzia delle parole e dalla capacità di affrontare con intelligenza le situazioni più difficili (cose che questo filmuzzo non hanno a che vedere)

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    1. eh, sì intendevo proprio BAH... Brutto no, Ah, ma Ho visto di meglio: B.A.H.!

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  5. Nonostante la tua recensione lo rivaluti rispetto alle tante stroncature che ho letto, penso di non vederlo. So che si dovrebbe dare una possibilità a tutto, ma credo che lo salterò.

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    1. in effetti non penso che ti mancherà :) puoi trovare tanto di meglio !

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