domenica 4 maggio 2014

Le letture con cui sono cresciuta: la giovinezza

E il seguito delle letture della crescita: dai quattordici ai venti, gli anni del liceo e l'inizio dell'università. Furono anni in cui lessi soprattutto grandi classici della letteratura internazionale, perché tutto sommato mi piaceva andare sul sicuro. Mi dicevo che se un libro aveva superato i secoli resistendo all'oblio, probabilmente non doveva essere così male. Alla faccia di tutti i finti radical-chic-ismi del mondo, continuo a pensare che sia vero, perché non esiste giudice più severo della posterità.
Sono anche gli anni in cui cominciai a leggere fumetti in quantità industriale e a collezionare attivamente qualcosa di più che Sailor Moon; non esiste età migliore della malinconica adolescenza per apprezzare un manga, magari che culmini in un bel bagno di sangue!

1)Il Gattopardo: la fine del Ginnasio. Quando l'estetica del Bello incontra la poetica della malinconia e un certo gusto per il grottesco politico, nasce un capolavoro. C'è il genio del Decadentismo senza le sue pieghe più idiote (di cui parlavo nel post precedente), c'è l'arguzia del Verismo senza il suo coté volutamente maleolente, c'è lo storicismo dei Romantici senza la visione ingenua e un po' demagogica che il progresso dell'uomo procede per tappe verso la costruzione di un mondo migliore (mi riferisco soprattutto a Tolstoj e Hugo, che all'epoca non amavo affatto).
Kendappa-o, l'arpista di RG Veda

2)RG Veda: immagino che ai ragazzini di oggi debba sembrare datato, ma per me fu una specie di rivelazione. Sangue, Amore e il desiderio di essere più forti del Destino in una creatura superiore che travalicasse le leggi degli uomini e dei cieli. In realtà non c'è nulla di Nietschiano in quest'opera disegnata in uno stile molto art nouveau ricchissimo, che si vedeva da noi per la prima volta e mi sembrava assolutamente di rottura rispetto al fumetto b/n tipo Dylan Dog, in cui i personaggi sembravano tagliati con l'accetta, sia a livello grafico che psicologico.

3)La fata carabina: se in Inghilterra, ai tempi dei viaggi studio, avevo già incontrato D. e anche E. (con cui ci saremmo ritrovate a sorpresa all'università), sempre al Ginnasio incontrai la mia amica A. con cui ci scambiavamo spesso il ruolo di Suggeritore di Libri. Fu lei a parlarmi per prima di Pennac e, incuriosita, comprai Il paradiso degli orchi. La folgorazione giunse però con La fata, facendo conoscenza con l'Ispettore Pastor, il killer travestito da agnello tutto avvolto nel suo golfino di lana fatto ai ferri dalla mamma. Geniale, mi ha fatto vedere una Parigi che nessun turista pensa mai. Lo dico pubblicamente: è colpa di Pennac se ho trascinato mio papà a fare un tour del Père Laschaise (il cimitero monumentale a Parigi, in cui c'è, tra le altre, la tomba di Oscar Wilde) e anche del mio amore per Gadda (che senza il libraio criminale Risson non avrei mai approcciato).

Mokuren di Proteggi la mia terra
4)Proteggi la mia terra: manga stupendo che racconta di sette scienziati extraterrestri morti e ora reincarnati in altrettanti ragazzini giapponesi. Cominciò a comprarlo A, che si stufò nel non vedere una sùbita fine: glielo comprai e proseguii io, facendo bene. Ora è introvabile, ma amatissimo. Lo scavo psicologico dei personaggi, che erano una marea (quattordici solo i principali, ché la reincarnazione ha sempre qualcosa di diverso rispetto al suo io precedente), teme pochi rivali anche tra i romanzi più titolati, e i disegni non sono male, pur restando molto lontani dalla perfezione delle CLAMP.

5)Lezioni Americane: l'ultimo Calvino non è neppure un romanzo, ma una serie di lezioni e conferenze. Senza questo miracoloso libretto non avrei potuto apprezzare libri come L'insostenibile leggerezza dell'essere o anche opere più ponderose come L'orlando Furioso e il Decameron. Queste riflessioni sono un concentrato di intelligenza... che perdita, quando Calvino ci ha lasciati.

6)Corto Maltese: il primo approccio con Corto risale all'antologia delle scuole medie, che ci presentava il "fumetto, entità poco riconosciuta in tanti ambienti culturali italiani, spargendo un po' a caso tavole dei migliori disegnatori (mi fa ridere pensare che ci fosse anche Crepax... in un libro per i 12 anni! ovviamente ipercensurato!). Poi in prima liceo il prof di matematica ci parlò di Ipazia, ci fece recuperare un assurdo libro sui martiri cristiani dell'ondata di Quo Vadis e ci assillava con storie di donne matematiche. Trovai in una fumetteria che frequentavo all'epoca Favola di Venezia, e con somma gioia lo presentai all'insegnante che, ovviamente, conoscendo la vita molto più di me, ne fu entusiasta ed ebbe modo di godersi tutte le sfumature politiche e i riferimenti alla Massoneria che Pratt aveva infilato dovunque. Forse ancora oggi è il mio Corto preferito.

7)I Promessi Sposi: a differenza della maggior parte degli Italiani, io lo amo molto. La mia prof di Italiano, in un atto di insurrezione privata, decise di NON farcelo studiare in modo canonico. Lo lessi esattamente come un qualunque romanzo e mi piacque un mondo per finezza espressiva e capacità di delineare delle figure vividissime. La Monaca di Monza è in 3D, buca la pagina!

7bis)La divina Commedia: l'altro classico odiatissimo, la Comoedia, è spettacolare. Il motivo per cui non è tanto amata è semplice, e dirlo è politicamente scorretto, ma io ME NE FREGO e lo dico lo stesso. A tanti non piace perché è difficile. Perché per capirci qualcosa bisogna FARSI UN PO' IL FONDO. Oh, yes. L'ho detto. Dentro c'è tutto: amore, morte, intrigo politico, astronomia, filosofia religiosa e basi di ermeneutica, poesia pura e cattiveria verso il nemico di tutti i giorni. Tutta l'umanità si specchia nella massima opera italiana. La semplice verità è che nella vita, per godersi veramente il meglio bisogna sudarselo, e niente che arrivi senza fatica vale davvero la pena. Ringrazio Dio di averlo capito abbastanza presto da godermi Dante quando potevo permettermi il lusso di studiarlo. Da poco ne ho comprato l'edizione illustrata da Dorè, sperando che un giorno dei bambini la sfoglieranno...


8)Harry Potter: avevo 17 anni quando sbarcai a Malta in vacanza studio. Problema: a Malta, a parte qualche caletta, non c'è NULLA da fare. Il programma proposto era scuola al mattino, discoteca quasi tutte le sere e nel resto del tempo piscina dell'albergo. Detestavo le discoteche e anche il fatto che in hotel fossimo perlopiù italiani, ma ero riuscita a trovare una compagna di stanza finlandese che leggeva JKR. Comprai i primi 4 tomi e mi immersi nella lettura al sole: finii prima della vacanza, e per gli altri cominciarono lunghi anni di attesa...

con Marilyn...
9)Il Signore degli Anelli: avevo provato a leggerlo in terza media, trovandolo noiosissimo. Il natale che compii 18 anni uscì il primo dei film della trilogia e decisi di vederlo dopo aver letto il ponderoso tomo, dando il via ad una folle maratona: nel pieno della stagione di verifiche e affini, finii in 9 giorni, trascinandomi il libro anche nella vasca da bagno. Immenso.

10)Musica per camaleonti: il trittico di bellezza maxima che per me è forse il più grande libro americano del secolo scorso, anche più grande di Roth. C'è l'arte del racconto breve, l'invenzione di una nuova forma narrativa (il romanzo-verità: come un fatto diventa notizia) e soprattutto i ritratti dialogati del gran finale. Perfetto, lirico, assolutamente post-moderno.

11)Queste oscure materie: l'abisso tra innocenza ed esperienza. Folgorante, doloroso. Sull'edizione francese c'è scritto "adatto dai 14 anni": io vi dico che chiunque faccia leggere la trilogia ad un quattordicenne o pensa che il ragazzino sia un cretino che non si rende conto di cosa legge, oppure è uno che porta i bimbi delle elementari a vedere i film di Tarantino. Per capire, 14 anni sono sufficienti. Per digerire certe scomode verità, forse no. Lo diceva Wilde...l'arte è superficie e simbolo: chi penetra sotto la superficie lo fa a suo rischio e pericolo, chi interpreta il simbolo, lo fa a suo rischio e pericolo.

12)La donna che morì dal ridere: ovvero la neurologia come non s'è mai vista. Certo è debitore della forma di base ad Oliver Sacks e al suo divertente L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello, ma il livello scientifico è completamente diverso. Sacks scrive dei racconti brevi di intenso sentimento partendo da casi clinici, Ramachandran spiega bene le neuroscienze a profani (ma non troppo) che poi se ne innamorano perdutamente.

1 commento:

  1. Proteggi la mia terra è stato il primo manga "serio" e non legato ad una serie televisiva che abbia mai letto. L'ho adorato e ancora oggi non mi stanco di sfogliarlo e di commuovermi con Arisu, Mokuren e tutti gli altri meravigliosi protagonisti.
    Purtroppo, per quanto sia comunque carino, il seguito non è affatto all'altezza.

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