mercoledì 5 febbraio 2014

Pretty Woman

1990, di G.Marshall. Con R.Gere, J.Roberts

Edward fa il produci-soldi, con successo, ma senz'anima, Vivian passeggia su Hollywood Boulevard. Si incontrano, si accordano, poi si amano e vanno persino a vedere insieme Traviata. Il sogno americano per eccellenza, declinato in stile Cinderella.

Pretty Woman ha fatto la storia del cinema, pur essendo esso stesso pieno di citazioni alla commedia romantica della generazione precedente (prima di tutto A piedi nudi nel parco, con Gere che se ne va in girula scalzo per prati). Nel suo genere, è un piccolo capolavoro, dai personaggi alla colonna sonora davvero variegata e curata, dai Roxette al pezzo di piano improvvisato dallo stesso Gere, al brano di Prince che la giovanissima Roberts canta nella vasca da bagno tra mille bolle blu.
I miei preferiti sono, come spesso accade, i personaggi di contorno, con un plauso particolare al ragazzo dell'ascensore, la cui mimica facciale è perfetta, e soprattutto al mio favorito in assoluto, il direttore dell'albergo Thompson, illuminato deus ex machina della favola sentimentale che prese un Golden Globe per la sua splendida interpretazione.





La sceneggiatura è divertente, piena di frasi scoppiettanti ormai diventate dei grandi classici, con culmine nella parentesi shopping ("non sono mai gentili con le persone, sono gentili con le carte di credito!").
Rispetto a tanti altri film dello stesso genere ma meno riusciti, è da notare quanto la coppia di giovani amanti sia qui volutamente male assortita. Lei è una ragazza ingenua ed idealista che finisce sulla strada quasi per mancanza di fiducia in se stessa, ma non prova molta attrazione per le alte sfere di cui Edward fa parte. Lui è bellissimo, affascinante, si muove come un gatto ed è sexy da morire, ma rimane il fatto nudo e crudo che è uno squalo, e neanche di quelli troppo gentili. Lo ammette anche chiaramente, il suo lavoro, al pari di quello di Vivian, è "fottere il prossimo per denaro". In effetti, alla luce di tutto ciò, la sua riprovazione morale nei confronti del super-verme Stuckey alla fine del film è persino un po' fuori luogo, ma -magia del sogno americano- tutto funziona e il nostro principe post-moderno va a salvare la sua bella a bordo di una limo bianca. Ci resta solo una domanda: come se la cavano, due anni dopo (o due mesi, o dieci anni) Edward il miliardario e la rozza e buona Vivian? Si tirano i piatti e si appendono ai lampadari come i Roses?

4 commenti:

  1. Già, come sarà il loro futuro?
    Meglio non approfondire... le favole sono favole e basta.

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  2. Piacerebbe anche a me vedere cosa succede dopo il "E vissero tutti felici e contenti" di questi film romantici americani! Secondo me non ne dura una di queste coppie arrangiate così XD

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  3. effettivamente si è trascinati tra la curiosità di sapere e il desiderio di lasciare la favola intonsa. e poi, persino quelle classiche... avete presente che p**le aver per casa la vera Cenerentola che sta attenta se lasci le impronte sul granito quando torni a casa col cane? per carità!

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  4. Ho sempre apprezzato i primi film della Roberts solo perché sembrava ancora avvicinabile, vicina a noi, ma poi le situazioni diventano improbabili, e Rai 1 non permette di vederselo, di averne nostalgia perlomeno.

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