domenica 26 gennaio 2014

La pecora nera

Di e con A. Celestini, 2010. G.Tirabassi, M.Sansa. 93'

Nicola è un bambino problematico nato in una famiglia ancora più problematica. L'unica figura che si occupi di lui è la nonna, povera e ignorante ma buona, mentre padre e fratelli se ne prendono gioco o lo espongono a violenze di ogni genere. La desolazione culmina con la madre, rinchiusa in un manicomio gestito da suore finché non muore dopo una lobotomia.
Proprio l'istituto diventa la sua casa, ormai l'unica che riesca in qualche modo a contenere tutto ciò che si agita nella sua mente.


Chiaramente indipendente e povero di mezzi, è un piccolo film che fa riflettere con la sua spiacevolezza. In tutta la narrazione c'è qualcosa di profondamente sgradevole, che è poi lo sguardo del malato: tutto è ritratto dall'ottica di Nicola e segue perciò interpretazioni, schemi e ritmi che non ci sono propri, risultando profondamente disturbanti. In alcuni punti si creano degli anticlimax, con percezione di noia, in altri le stereotipie ossessive sono claustrofobiche.

A parte una velata critica alla gestione dei manicomi negli anni Sessanta, i Favolosi Anni Sessanta, in cui la psicochirurgia delle origini era temuta dal paziente (chissà perché!!) e stimata dagli altri ("un'operazione che si è inventato un famoso professore portoghese, eh" dice la suora), il film bacchetta molto più duramente la società che crea il "matto" rispetto a quella, più ristretta, che lo ospita.
L'istituto in cui Nicola cresce è per lui un "condominio di santi", lui che i cattivi veri li ha conosciuti fuori e ha imparato a temerli, e non si vede una grossa differenza pre e post Legge Basaglia: dopo la morte della nonna, la caposala diventa il suo unico riferimento davvero umano e non lo abbandona anche quando anche l'ultima "normale" (M.Sansa) lo fa. Del resto non c'è linciaggio di questo ennesimo abbandono, perché purtroppo sappiamo tutti come sia a volte incoercibile il sentimento della paura.
Molto bella e poetica le figura di Tirabassi SPOILER amico immaginario del protagonista FINE SPOILER che in qualche misura lo aiuta a costruirsi degli schemi mentali al cui interno sentirsi più al sicuro, una forma di ordine: perché chi fa disordine non trova niente, e chi il disordine ce l'ha nella testa...

1 commento:

  1. Registrato, anzi, scelto fin dall'uscita al cinema e dalla lettura della recensione su Filmtv.

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