Vita di Pi

Film di Ang Lee, del 2012. 127 minuti.

Pi è un giovane il cui vero nome è Piscine Molitor. Comprensibilmente, invece di passare infanzia e fanciullezza ad essere dileggiato per questo insulso appellativo, sceglie di darsi un tono con una spolverata di matematica, assumendo come nomignolo Pi, il numero più studiato da scienziati e filosofi di tutti i tempi (l'abbiamo persino mandato nello spazio profondo sotto forma di musica). Purtroppo quando il padre decide di traslocare in Canada l'intera famiglia e lo zoo che dà loro sostentamento, il cargo giapponese su cui viaggiano è travolto dalle onde e Pi rimane unico superstite, in compagnia di una zebra con una zampa rotta, di un orango, di una iena e -sorpresa- una tigre del Bengala. Per ragioni evidenti, presto rimane solo, con la tigre. 

Della trama non posso dire di più, altrimenti si incorre nello spoiler più spoileroso, ma nel commento vero e proprio mi dilungherò un po' di più su alcuni elementi essenziali, perciò se non avete ancora visto il film, leggete a vostro rischio e pericolo.

Non ho letto il libro da cui il film è tratto, e ora mi incuriosisce assai, perciò forse un giorno lo recupererò. Nel film i due temi principali sono la fede e l'interpretazione della realtà. 
Il protagonista scopre la fede abbastanza precocemente, e con molta naturalezza embrica l'una nell'altra le maggiori religioni dell'area in cui vive (induismo, cristianesimo, islamismo) significandoci che l'Oltre è percepibile ad una mente aperta senza preconcetti e che, in fondo, i diversi credo sono mezzi alternativi (e non necessariamente esclusivi) per averne percezione. Poi si può essere d'accordo o no, certo è che il Sincretismo, pur con tutti i suoi limiti metafisici, è la filosofia più pacifica e positiva sulla piazza, alla faccia di alcuni atei ultra-laici che ormai competono per fondamentalismo con credenze alquanto radicali. Personalmente credo di aver visto un solo posto, Mauritius, in cui le grosse religioni siano tutte molto rappresentate e vivano insieme in modo talmente disteso da poter permettere lo sviluppo di una coscienza panreligiosa come quella descritta nel film; mi piacerebbe conoscere l'India, ma purtroppo non è ancora successo.

Per quanto riguarda l'interpretazione della realtà, è strettamente connessa al problema della fede, naturalmente. E ci resterà sempre il dubbio: SPOILER! ULTIMO AVVISO sulla scialuppa c'era davvero la tigre, o solo il lato oscuro di Pi, che il truculento cuoco francese gli tira fuori a forza, uccidendo sua madre? Secondo me c'erano gli umani, ma dai tempi di Esopo abbiamo fatto indossare i nostri panni ad animali umanizzati, quindi non vedo niente di male nell'elaborare un lutto in questo modo. FINE SPOILER

Ang Lee ci ha confezionato un film poderoso, che mantiene un gran ritmo nonostante le oltre due ore e il pericolo "stanca" che si associa sempre ai one-man-show (qui one-man-and-one tiger). Si meritava l'Oscar alla regia? Non saprei, l'unico altro candidato che ho visto della rosa 2013 è Lincoln e tra i due certo Vita di Pi è molto meglio. Poi ha portato a casa anche fotografia, effetti speciali e colonna sonora, ma su quest'ultimo non sono d'accordissimo. Sulla Fotografia sì, dal punto di vista squisitamente visivo meritava una visione sul grande schermo, per valorizzare la meravigliosa vita marina e il cielo stellato dell'Oceano.
Un merito del regista è quello di far funzionare la storia con attori totalmente sconosciuti, salvo il cammeo di Depardieu; soprattutto mi è piaciuto il ragazzo che interpreta Pi durante la traversata del Pacifico (e in ogni caso, la migliore di tutti è la tigre). 


In definitiva il film mi ha regalato un bel sabato sera, ma il proposito di riflessione filosofica che si propone mi sembra eccessivamente pretenzioso per quello che poi si trasforma in un blockbuster di stampo molto classico. Forse lo Shyamalan dei tempi d'oro avrebbe fatto di meglio.

Commenti

  1. Quando leggerai il libro (che secondo me è superiore al film) il dubbio tigre sì / tigre no cadrà definitivamente. Ma arrivando la rivelazione nelle ultime pagine non mi azzardo a dir nulla qui.

    Sono d'accordo sul fatto che il fondamentalismo non sia appannaggio solo delle religioni, anche tra gli ateismi si trovano filoni estremisti che non si fanno mancare niente in materia di intransigenza.

    Dal mio punto di vista, ho finito per leggere la vicenda non tanto come metafora del dibattito tra religiosità e ateismo (che mi importa relativamente poco, e che in realtà non era evidentemente il punto del romanzo originale, in quanto Pi sposava con lo stesso entusiasmo l'ateismo paterno) quanto come una parabola sull'utilità del racconto fantastico al fine di esprimere quello che, per un motivo o per l'altro, non si riesce a raccontare mantenendo aderenza alla realtà dei fatti.

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  2. per me solo una poderosa schifezzona :)

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  3. Un film affascinante e commovente, uno dei più belli dell'anno scorso. E, per una volta, la spettacolarità delle immagini non impedisce di arrivare ad una riflessione più profonda e per nulla scontata :)

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  4. Un film che divide la platea ha già l'indubbio merito di saper far parlare di sé :)

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  5. Ho visto solo qualche immagine promozionale e non mi ha esaltata. Mi dà l'impressione di essere un pelo troppo patinato XD

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  6. mah, in realtà non poi così tanto, però non posso dirti che sia un'impressione infondata :)

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