giovedì 21 novembre 2013

Storia di una capinera

Film del 1993, di F. Zeffirelli, con A. Bettis, V. Redgrave

Tratto dal romanzo di Verga, narra la storia della giovanissima Maria che è destinata al convento dalla matrigna che protegge gli interessi dei suoi due pargoli. Peccato che, in fuga dal colera, la giovine sì bella e pura fa in tempo a conoscere Nino, aspirante avvocato, e in lui l'amore, che servirà solo a tormentarla e condurla sull'orlo della follia. Del resto nel suo convento c'è la "cella dei matti", riservata alla suora di turno che perde la ragione e che -si narra- da quando il convento è stato costruito non è mai vuota.

La gestione della trama è assai tradizionale, ma ciò che rende bello il film (pur non amatissimo dalla critica) è soprattutto la fotografia molto verde e un po' floue che ritaglia scene bucoliche simili a quadri di paesaggisti ottocenteschi. Tutto viene nobilitato e reso più elegante dalle luci fredde, dalla suora matta (V. Redgrave) alla protagonista, tutt'altro che bella, al bel Nino.
Ho apprezzato un po' meno il finale, non fedele all'originale e meno lacerato. Un po' troppo blando, insomma, e si sposa male con la rappresentazione dello schiacciante senso di colpa e di estraneità che si dovrebbe respirare nella storia.

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