domenica 24 novembre 2013

I guardiani del destino

Film del 2010 di G.Nolfi con M. Damon e E.Blunt. Da un racconto di P.Dick.

Un giovane politico in ascesa conosce una ballerina in cui individua per istinto la donna della sua vita. Non capisce perché ma si sente legato a lei con sorprendente intensità. I due vengono però separati da una schiera di "aggiustatori" che attraversano lo spazio tempo con dinamiche diverse dalle nostre per permettere il corretto dipanarsi del piano storico prestabilito dal "Presidente". Ma il desiderio del ragazzo di vivere la sua storia d'amore pare più forte dell'imposizione degli uomini oscuri che seguono ogni suo passo...


Sono stata sorpresa di non aver mai sentito prima questo titolo, molto meno pubblicizzato di Io, Robot o di Minority Report (d'accordo, quest'ultimo gareggia direttamente in un'altra categoria vista l'accoppiata Pielberg-Cruise, ma Will Smith certo non è meglio di Matt Damon). Ero perciò un po' dubbiosa, credendo che l'oblio fosse dovuto a scarsa qualità, ma mi sono ricreduta. Al centro dell'opera c'è la riflessione sul libero arbitrio che per Dick è fondamentale, ed è gestita con un certo tatto anche se non molto approfondita. Infatti, nonostante sia stata soddisfatta del taglio "il libero arbitrio è qualcosa che si conquista quando si rende manifesto che siate all'altezza di esercitarlo", che di per sé è un messaggio positivo ed ottimista, la scena viene per lo più rubata dalla storia d'amore tra i due protagonisti, Elise e David. La corsa contro il destino di David ci tiene svegli per i quasi 100 minuti di pellicola, creando una piacevole suspance.
Bravi soprattutto i due protagonisti, e belli: ci si affeziona facilmente, già dal primo insolito, romantico incontro in un bagno di un albergo.

5 commenti:

  1. A me è piaciuto, anche se già ai tempi mi ero reso conto di trovarmi in minoranza. Credo che il motivo di un limitato successo sia quello che sottolinei anche tu, lo spazio che si prende il lato romantico della vicenda, considerato eccessivo da gran parte del pubblico tipicamente attirato dal filone fantascientifico.
    Forse alcuni non hanno apprezzato nemmeno l'ironia che colpisce la misteriosa congrega del titolo, anche se in puro stile Philip K. Dick, e che a me invece è sembrata adeguatamente sdrammatizzante.

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  2. ho ripensato a questo film quando la grancassa mediatica ci ha rintronati a proposito dei 50ANNI dall'ATTENTATO DI DALLAS
    il protagonista sembra Kennedy da giovane...
    ADJUSTMENT BUREAU è del 1954, proprio quando JFK diventò senatore
    PROFEZIA?
    ricamandoci un po', cosa sarebbe successo se JFK (invece di sposare Jacqueline, secondo il PIANO) si fosse innamorato di una ballerina e avesse CAMBIATO IL PIANO?

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  3. @BlaBla: effettivamente ho l'impressione che sempre più si facciano film precotti per utenza: giovani ragazzi (forse) accompagnati da riluttanti demoiselles, giovani (e no) ragazze accompagnate (non sempre) da ancor più riluttanti cavalieri. Ma perché non cogliere l'occasione di un film che vada bene a tutta la coppia? e ancora di più, dove sta scritto che ai ragazzi non debba interessare il sentimentale, o -peggio- che alle ragazze non piaccia la sci-fi?

    @marco: credo che la disciplina a cui fai riferimento potrebbe chiamarsi utrologia, ma non la trovo da nessuna parte, né sui dizionari né sulla rete: riscrivere la storia a partire da un "cosa sarebbe successo se".. per esempio se JFK avesse sposato Marilyn o se Onassis avesse sposato Maria (Callas), e partire con un ramo laterale del PIANO. Tu hai mai sentito questo nome, o conosci quello giusto? sono convinta che nei miei appunti di filosofia ci sia, ma chissà dove...

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  4. mia moglie, che sa di greco, afferma che il termine più esatto è UCRONIA
    ambientare una storia in un "tempo che non c'è" è molto frequente tra gli scrittori
    ad esempio nel romanzo THE MAN IN THE HIGH CASTLE (vers italiana "La svastica sul sole") di Ph. K. Dick ci troviamo in un'ucronia dentro un'altra ucronia (uno scrittore vive in un'America fatta a pezzi da nazisti e giapponesi, ma scrive una storia dove tutto è diverso...)

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  5. Ecco appunto! Guarda che vergogna, non mi ricordo neanche più i vocaboli della mia lingua... Sarà un esordio precoce di demenza con afasia primaria oppure è che comincia a scarseggiare la RAM, con tutta la roba che ci carico dentro (parte della quale, sono sicura sia meno importante e interessante del termine UCRONIA)? Un ringraziamento alla moglie!

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