Goodbye, Lenin!

Film tedesco del 2003, di W. Becker, con K.Sass e D. Bruhl.

Madre e figlio
Fervente idealista della DDR, Christiane ha un infarto quando vede il figlio Alex pestato da un poliziotto durante una manifestasione di piazza e resta in coma per qualche mese a cavallo del più grosso avvenimento del Dopoguerra, la Caduta del Muro. Quando si sveglia il suo cuore è fragilissimo e Alex, con l'aiuto della sorella Ariane, dell'amico e collega Denis e di tutto il condominio, le crea una sorta di realtà alternativa per nasconderle il fatto che la Germania Est non esiste più.


Sempre in bilico tra commedia e tragedia, questa pellicola brillante parte da uno spunto intelligente per raccontarci un'utopia politica e un idillio familiare.
L'utopia realizzata da Alex è l'aver creato e diretto in grande stile la DDR che lui avrebbe sognato e che non ha mai avuto, in cui ci si apre al diverso, non si spia il prossimo dal buco della serratura e ci si sforza di raggiungere la felicità di tutti senza violenza; questo cercando di aggirare tutti gli imprevisti ostacoli della ri-unione che piombarono di colpo sul capo dei tedeschi dell'Est, come cercare di cambiare la valuta, non trovare più i prodotti a cui erano affezionati, arginare il dramma sociale e lavorativo del passaggio coatto e ultra-rapido all'economia di mercato.
Denis che fa il regista e lo speaker del notiziario (finto) DDR
L'idillio familiare si osserva invece nell'incredibile amore dei due figli che per proteggere la madre, il cui doloroso segreto ancora non conoscono, le inventano un intero mondo con tanto di notiziari, ricorrenze, inni fattizi ma pieni di sentimento.
Da un punto di vista strettamente stilistico l'esperimento è interessante, unisce riprese volutamente sottotono alla ricerca computer-grafica (ben nascosta: serviva a cancellare le tracce della Berlino di oggi, sede del set), ma soprattutto è pieno di riferimenti cinematografici, da Kubrick al Film Blu a La Dolce Vita di Fellini, passando per Matrix, nascosto sulla maglietta di Denis, che sogna di fare il regista (e lo fa davvero per la madre del suo amico) ma si ritrova a dover installare padelloni parabolici. Bella anche la colonna sonora, non scontata.

Commenti

  1. Visto all'epoca al cinema, lo ricordo per l'incredibile equilibrio tra commedia e dramma e per l'incredibile colonna sonora. Un piccolo gioiello.

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  2. un film davvero bello, con giusto dosaggio tra parti sentimentali e battute paradossali
    la morte di Christiane è malinconicamente dolce
    la dolcezza malinconica di certi tramonti (in questo caso, il tramonto della DDR)

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  3. Il tema lo trovo davvero interessante, mi piace l'idea di creare un mondo che non esiste solo per salvaguardare la sanità di una persona :D
    Vedrò di recuperarlo ^^

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  4. l'idea è originale e poetica, condita di malincomia ma senza lacrime.

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