Terraferma


Terzo film di Crialese, che neanche questa volta mi delude.

Sulle coste di un'isoletta sperduta al largo della Sicilia, "così piccola che non è neanche sul mappamondo", arriva l'ennesimo barcone di disperati spesso gettati a mare dalla corrente o dai loro traghettatori. I pescatori del luogo sono costantemente divisi tra l'etica avita del salvare l'uomo in mare e l'imposizione post-moderna della consegna o dell'abbandono del clandestino-naufrago, ma quando il caso si presenta a Ernesto (M. Cuticchio) e Filippo (F. Pucillo), nonno e nipote fuori di notte, i due portano in salvo diverse persone e accolgono Sara, che partorisce in casa loro. Le buone azioni non restano mai impunite e la loro barca viene requisita dai guardacoste: Filippo così ha modo di interrogarsi a lungo sulla decisione del nonno, che cozza drammaticamente con lo stile di vita dello zio (B. Fiorello), arricchito gestore di un'area attrezzata per turisti in cui i vacanzieri vengono rassicurati sulla totale assenza di fatti spiacevoli come sbarchi, clandestini moribondi, retate et similia. Anche sua madre, Giulietta (D. Finocchiaro), si trova alle prese con un simile bilancio, lei che al mare ha già sacrificato suo marito e adesso si ritrova a gestire la questione di Sara e i suoi due bambini, ospiti non dichiarati e involontariamente pericolosi.

Certo, il passaggio televisivo a ridosso della tragedia al largo delle nostre coste favorisce la commozione e il disappunto per l'inadeguatezza con cui non-accogliamo i disperati di mezzo mondo, giunti da noi perché per tutti siamo il porto più vicino, ma penso che questo film mi sarebbe piaciuto in ogni caso, perché la situazione che racconta ha qualcosa di universale che trascende il momento contingente. Di esuli e profughi è cosparsa la storia, lo siamo stati anche noi (Nuovomondo parlava di questo) e non c'è condizione più universale dell'aver bisogno di aiuto e dover dipendere dalla Carità di qualcuno, che in ogni momento può far finta di non vederci. E' suo innegabile diritto. 
Oltre alla forza della trama diretta e semplice, veicolata da ottima sceneggiatura (testi perfetti, anche la aprte in dialetto), Crialese ha anche scelto attori bravissimi -tutti a parte Beppe Fiorello che in mezzo alla compagine spicca veramente come interprete televisivo di terzo livello. E dire che non ho nessun pregiudizio per gli attori che fanno fiction (sotto il naso c'è la bocca e bisogna ben mangiare) e Fiorello senior mi piace tantissimo. Molto intense le singole scene, come i duetti tra Sara e Giulietta, la riunione dei pescatori e il balletto da villaggio vacanze a bordo del catamarano che porta i turisti a fare un tuffo in mare (vero apice di ironia, di amarezza pari solo all'incredibile impatto visivo, parallelo ai "tuffi" forzati degli sbarchi). 
Nel 2012 è con questo film che ci siamo presentati agli Oscar, e un po' mi dispiace che non sia stato preso in più seria considerazione.

Commenti

  1. Bellissimo film, lo vidi al cinema. E per una volta Beppe Fiorello non mi ha dato fastidio.

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  2. Ci pensavo proprio in questi giorni, ma la palla al balzo si è allontanata per rapidità degli eventi. Sulla trama non c'è niente da dire, dovrebbero anzi farlo vedere a scuola, mentre per gli attori ricordo un triste Beppe Fiorello ed una brava e bella Finocchiaro. Devo recuperare Terraferma.

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