giovedì 24 ottobre 2013

Le amiche della sposa

Film del 2011, di P.Feig con K.Wiig, R. Byrne, M. McCarthy.

Annie ha quasi quarant'anni e la sua migliore amica si sposa, mentre lei seppellisce le reliquie della sua pasticceria fallita e della sua storia fallita con un buzzurro palestrato. Le tocca fare la damigella d'onore, ma non è sinceramente felice dell'incombenza, anche perché in cuor suo rifiuta di perdere l'amica; come se non bastasse, per il suo ruolo le tocca incontrare le altre Bridesmaids e soprattutto la bella e (apparentemente) vincente Helen, che è bella, magra, ricca, sposata e magnifica organizzatrice.

Comincia un teatrino che mescola kitsch e volgarità a non finire, tra storie di letto con uomini non interessati a relazioni sentimentali, agghiaccianti parties in giardino, idiote spedizioni a Las Vegas, infimi ristoranti messicani e vomitevoli abiti che vorrebbero somigliare a nuvole multicolori e ricordano solo delle disgustose meringhe, mortificando la donna che c'è dentro.
Unica consolazione durante la visione del film, peraltro troppo lungo, è stato il ricordo delle mie perfette super-testimoni che MAI mi avrebbero fatto sfiorare dal ridicolo pronto a seppellire ognuna delle protagoniste-macchiette e mi hanno regalato dei momenti magnifici.


A completare lo sfacelo c'è l'aspetto caratteriale della protagonista, una sanguisuga ripiegata su se stessa che non vede il buono del mondo perché è lei per prima ad essere meschina. E' stupida, lamentosa, perdente fino in fondo all'anima e desolantemente sciatta. Ha elle belle gambe e un viso interessante, ma non si può riconoscerle alcun altro aspetto positivo, il che è piuttosto disperante in una commedia che vorrebbe essere una buddy movie al femminile ma non regge il paragone con una scanzonata Notte da Leoni, tanto per fare il nome di un film carino benché senza pretese.
L'idea di centrare il mirino sulle damigelle invece che sulla sposa poteva essere vincente, ma qui è stata sprecata per eccesso di trash. Che letteralmente significa spazzatura.

5 commenti:

  1. fu la grande delusione della stagione scorsa...
    teribbbbbbbile

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  2. che piacere vederti, passo a trovarti!

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  3. ma nooo
    questo film è spassosissimo!

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  4. lo so che a te era piaciuto, e infatti mi aspettavo meraviglie, visto che mi fido parecchio...

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  5. A me era piaciucchiato, anche se penso che se avessero tagliato le scene dedicate al pubblico adolescenziale (anche non anagraficamente) sarebbe stato meglio.

    Bisogna tener conto che i matrimoni americani tendono davvero al kitsch rappresentato, e dunque l'impostazione della sceneggiatura deve essere vista come satirica. Il carattere della protagonista è giocato tutto in contrapposizione al modello americano secondo cui o si è vincenti o si è tagliati fuori dal gioco. La poveretta ha due incidenti di percorso piuttosto gravi subito all'inizio della storia, e questo diventa una specie di marchio di infamia, per gli altri, ma anche per lei stessa. Credo che lei veda il ruolo di prima damigella come la sua ultima spiaggia, da cui la reazione spropositata quando scopre che lo sta perdendo.

    Per me vale come punto positivo che il riscatto della protagonista avvenga accettandosi per quel che è, niente colpi di scena clamorosi o bel milionario che si invaghisce di lei. Il principe azzurro del caso è il simpatico Chris O'Dowd che però non è certo un adone, nel ruolo di un agente di polizia senza tante pretese, ma si vede che è una brava persona.

    Nulla posso dire sul paragone con la notte da leoni perché non l'ho visto. Ma da quel che ho letto sto bene così.

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