Fine di una storia

Neil Jordan, 1999. Con Ralph Fiennes e Julianne Moore.

Sarah è sposata con Henry, ma quando incontra il romanziere Maurice i due si innamorano e diventano amanti. Si incontrano durante i bombardamenti, durante uno dei quali Maurice è ferito da un'esplosione; in seguito all'evento Sarah rompe il legame e i due non si rivedono per due anni. Convinto di essere stato sostituito nel cuore della donna (è sempre stato gelosissimo), Maurice la fa pedinare scoprendo che Sarah aveva fatto un voto durante l'episodio del bombardamento: in cambio della sua salvezza aveva promesso a Dio di non vederlo mai più. La relazione riprende, ma Sarah è malata di tisi...

In questo film c'è molto romanticismo, due protagonisti bravissimi e bellissimi e persino parecchie scene d'amore così naturali da sorprendere per la loro audacia (nulla di "strano" o lontanamente volgare, è che sono così vere). 
Si parla d'Amore, di due grandi Amori: il più evidente è quello di due persone che si riconoscono e si amano con tutta la loro passione, poi c'è l'Amore di Dio che si scopre nei momenti più inaspettati. Due sono le componenti fondamentali dell'Amore, la Fede (o fiducia, non c'è differenza), femmina, che crede anche quello che non vede perché sa che c'è, e il Dubbio (mi ami? ti vedi con un altro? Esisti al di fuori della mia percezione?) che è maschio, e qui è interpretato incredibilmente bene da un Fiennes dolentissimo e accorato. 
Purtroppo non ho letto il romanzo da cui la pellicola è tratta, di quel G. Green che scrisse altri capolavori come Il nostro uomo all'Avana, Il console onorario e L'Americano tranquillo, ma mi riprometto di recuperarlo perché lo ritengo uno dei più grandi scrittori cattolici del dopoguerra, capace di interpretare la religione con accenti davvero moderni, e di rappresentarci un Dio che in qualche modo ha un vero rapporto con noi, persino quando lo fuggiamo. "Mi conosce come solo le mani di Maurice", dice Sarah di Lui: come le mani del suo amante, non come il suo cuore o mente o qualche altro organo astratto; "mi hai portato ad odiarti come se tu esistessi davvero, e ho capito che esisti", è lo sfogo umano, troppo umano di Maurice, sottolineato da una colonna sonora travolgente e commovente.

Commenti

  1. Credo di essere uno dei pochi al mondo a ricordare il romanzo (THE END OF THE AFFAIR, pubblicato in Italia da Mondadori nel 2005) e la versione televisiva (1969) in cui Maurice era Roul Grassilli, Sarah era Mila Vannucci e Henry era Tino Carraro

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