venerdì 14 giugno 2013

Il buio oltre la siepe


Scout (ma si potrebbe chamare Nelle, Harper Lee) passa le sue giornate a godersi il sole del grande Sud e a chiedersi cosa farà mai Boo Radley rinchiuso in casa, a fare il freak del villaggio, Boo Radley. Perché non infastidirlo un po', col fratello Jem e l'amico Dill (ma si potrebbe chiamare Truman, Capote)... fortunatamente Atticus, padre dei due esagitati fanciulli, li trattiene dall'importunare il vicino troppo spesso. In questa cornice familiare abbastanza paesana, dove ficcare il naso è un po' pane quotidiano di tutti, si iscrive la violenza subita dalla figlia di Ewell, agricoltore violento e razzista, che accusa del fatto il bracciante nero Tom. Atticus accetta la sua causa, perché "come potrebbe ancora dire ai suoi figli come comportarsi se non si assumesse questo incarico?", ma la difesa del ragazzo gli metterà contro la comunità bianca, conservatrice e gretta.



Il film ha una struttura lineare e abbastanza avvincente, e sono molto bravi sia Gregory Peck sia Mary Badham, che interpretano rispettivamente Atticus e Scout. Il ritratto della provincia profonda solcata da conflitti razziali ancora vivi è però un po' statico e di maniera, e a volte la parte giudiziaria sembra più un buon Perry Mason delle origini che non il vero capolavoro che sarebbe dovuto essere questa pellicola, vincitrice di 3 Oscar, 3 Golden Globe, David di Donatello, Palme et cetera.


Il libro, invece, resterà per sempre nella mia memoria come uno dei romanzi più belli che abbia mai letto, scritto in una prosa limpidissima e piana, pieno di finezza e di vitalità, assolutamente meritevole del Pulitzer assegnatogli a tempo di record. Forse è colpa sua se sono così severa nei confronti del film, così amato negli anni da critica e pubblico. La Scout di Harper Lee però è davvero immortale, e priva di smagliature dopo ben più di mezzo secolo: in questa foto non vi sembra di riconoscere la vera essenza di quella piccola peste, intenta a godersi una sigaretta in un patio in Alabama?


4 commenti:

  1. Hai ragione, visto oggi il film sembra eccessivamente lento. Però è davvero passato tanto tempo, e le atmosfere narrate sono quelle del sonnacchioso mid-west americano.

    A noi può sembrare strano, ma in quegli anni la discriminazione razziale negli USA non era "ancora" viva, ma era nel loro pieno vigore. Il film è del 1962, Martin Luther King verrà ucciso sei anni dopo.

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  2. Eh, la patria di questa grande democrazia ha la memoria cortissima...
    Ripeto, forse il film mi sarebbe piaciuto di più se non avessi follemente amat il libro, che è superbo!

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  3. Da tanto tempo non trovavo più il tempo di leggere le tue recensioni, Cecilia, che sono sempre splendide! Complimenti e auguri!

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  4. Sembra che io non l'abbia registrato. Come sempre il libro è lontano dai miei obiettivi, ma mi rifarò, e terrò conto della tua opinione.
    651° in Top 2500.

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