sabato 8 giugno 2013

Caro Fratello (Oni sama e)

Pochi giorni fa vi parlavo del notissimo Versailles no Bara, che col suo nome Lady Oscar conoscono anche i sassi, e oggi vi presento una storia molto più breve e molto più ignota della Ikeda.
Nanako sta passando al liceo e ha appena conosciuto un ragazzo universitario ai corse di preparazione. Se ne innamora languidamente e scopre che ha poteri paranormali? Naaa, non è un libro di urban fantasy! Decide di corrispondere con lui come fosse il suo "fratellone" e gli descrive gli esordi della sua vita da liceale in un istituto femminile. Stranamente, vista la condizione familiare non altolocata, viene selezionata e scelta per fare parte della Sorority e nel circolo esclusivo di cui comincia a far parte subisce il fascino ambiguo di alcune ragazze più grandi: Kaoru, onesta e vitale, Saint Just, malinconica e bellissima ma decisamente disturbata, e Lady Miya, orgogliosa incontrastata regina della Sorority.
In quattro "sottilette", come le chiama Acalia, cioè 2 tankobon, succede tutto quello che ci si può aspettare in una claustrofobica serra femminile degli anni Settanta in Giappone. Contrariamente a ciò che qualche volta ho letto in giro, non si tratta tanto di un racconto lesbico, ma di una specie di romanzo di formazione sentimentale che passa anche per una fascinazione per le proprie compagne -evento tanto più normale se pensiamo che le ragazze praticamente vivono in un gineceo. Da questo punto di vista, dell'"apprendimento emotivo", può ricordare un po' il fine e delicato film francese Tomboy, di cui avevo parlato un annetto fa. 
E poi, come dice saggiamente Kaoru (nome anche maschile), non è mai un problema di genere ricevere una dimostrazione di affetto: il problema è se rispondere o no a questo sentimento.
Il tratto è più raffinato che nel precedente Berubara, ma le atmosfere sono ancora più cupe e soffocanti, tra la descrizione di una società rigida e quella di strutture familiari così formali da non permettere rapporti davvero aperti e sinceri tra i loro componenti. Sicuramente è un'opera minore, ma a me è sempre piaciuta molto.

5 commenti:

  1. Che coincidenza!! Avevo visto l'anime anni e anni fa e proprio qualche giorno addietro ho comprato i due volumozzi (che racchiudono le quattro sottilette XD) del manga in questione.
    Come manga, mi pare molto migliore di Lady Oscar anche se i personaggi sono praticamente identici, sebbene con nomi diversi :P

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  2. Ciao! Ho appena aggiunto il tuo link alla mia lista, così ti vengo a trovare più spesso.
    In realtà il duo di personaggi con caratterizzazione bionda-androgina/bruno-scapigliato ritorna sempre, se vedi c'è anche in Orpheus (Julius e Isaak). In effetti Oni sama e è particolarmente riuscito. Adesso devo recuperare Eroika e Caterina :)

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  3. Avevo visto qualche tempo addietro qualche episodio dell'anime ma non mi aveva colpita particolarmente. Però due volumi (o quattro infami sottilette) si possono anche recuperare. Ricordo solo che la tizia che si chiamava Saint Just era fuori come un balcone XD

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  4. Confesso che non ho mai visto l'anime, ma confermo che Saint Just è più matta del cavallo di Nietzche!

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  5. Io invece ho visto l'anime e ho letto il manga e devo dire che nel manga i personaggi sono identici a berubara. La storia è molto bella peò ritengo che l'epopea berubara sia superiore sarà perchè sono appassionata alla rivoluzione francese ma non solo il genio romantico di Ikeda mi ha conquistato specialmente con Lady Oscar con questa epopea di amore e morte sullo sfondo rivoluzionario

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