Tone up...

Mi sono re-iscritta in palestra, un po' per proteggere le mie articolazioni dal misuso, un po' per prepararmi al giorno del fatidico sì. Dopo la preparazione spirituale e burocratica pure quella fisica ha il suo ruolo. Stamattina mi ritrovo per errore al corso di tone up, un ibrido tra vecchia aerobica, step e addominali.
Mentre un gruppo di ragazze magrissime e scolpitissime chiacchiera dei vari istruttori, di cui conoscono nome e abitudini personali, il maestro di oggi mette su una compilation molto anni '70, che parte con I will survive: in realtà è l'augurio di arrivare alla fine della lezione, cosa non scontata. Il commento sonoro subito mi sembra un po' kitsch, poi mi rendo conto che è necessaria questa dance sparata a 80 decibel, per forzarci a muoverci al ritmo forsennato che ci viene imposto; fare lo stesso su Trouble o Muscle Museum non sarebbe assolutamente possibile. Dopo i primi quindici minuti, quando Cindy Lauper è sostituita da Michael Jackson, le riserve di glicogeno sono ormai allo stremo e sono lì a sperare che i lisosomi si decidano ad aggredire qualche acido grasso offrendo così qualche rinforzo positivo al fioretto di saltellare sullo step; mentre vorrei urlare "inducetevi, maledetti" a tutti gli enzimi della beta-ossidazione, penso con un certo sconforto che le mie testimoni con questa  lezione non avrebbero nessuna difficoltà. Mannaggia, bisogna rimboccarsi le maniche.
Cercando di superare l'impasse mi concentro sulla musica, individuo George Michael - The freak is chic- e un pensiero mi traversa lo spirito: tutte le adolescenti incomprese della produzione YA non possono arrivare a immaginare quanto ci si sente freak ad essere una geek trentenne in una sala di tone up, e quanto ci si sente fuori tempo e diverse. George, mica c'hai ragione: freak non è chic per niente... mentre cerco di capire che stiamo facendo, osservando la ragazza davanti noto che i muscoli delle sue spalle sembrano usciti dal Netter, Atlante di anatomia umana
Ad un certo punto arrivano Duffy, Lana del Rey e Bat for Lashes che mi appaiono come angeli dell'Esercito della Salvezza, perché capisco dal viraggio di ritmo che abbiamo riguadagnato il diritto alla glicolisi aerobia. I mitocondri ricominciano a respirare e la dopamina a circolare nel telencefalo, inizio a vedere segni di cedimento anche nelle mie compagne -che le rendono subito più umane e simpatiche- e l'istruttore ci fa grandi segni di vittoria. E' gentile, solo che mi ricorda Patrick Swayze. No, non mentre balla in Dirty Dancing, ma quando fa il motivatore in Donnie Darko.
Ideale di Bellezza dell'Autrice
La pausa ossigeno è finita, bilanciere alla mano riprendiamo a faticare aspramente sulle note di Macho Man e mi torna in mente il mio primario mentre mi parla del processo di virilizzazione adleriana della donna: ma quand'è che abbiamo smesso di aspirare alla dolcezza della Paolina Bonaparte del Canova e che abbiamo iniziato a desiderare gli addominali in altorilievo del David di Michelangelo?
Ritratto dell'autrice da giovane... 
Mano sul cuore, dopo un anno di inazione mi sento un incrocio tra l'astenia di Jeanne Hébuterne e gli orologi molli della Persistenza della Memoria. Prima di trasformarmi in una grassa signora di Ingrés, sarà meglio darsi una mossa, e in fondo non sono mica morta. Il mio ottimismo ipoglicemia-indotto è corroborato da YMCA. Ho deciso che continuo!

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