Il mio angelo segreto – Un amore di angelo


Ecco la recensione di cui potevate fare a meno, il trash rosa seguito de Il mio angelo segreto.
Ne ho approfittato per scriverla in inglese e usarla come test sul sito "trova lo scrittore cui somigli" (I write like...), ma ne aggiungo anche una versione italiana se preferite farvi due risate nella madre lingua.

After IDA, I’m going to tip you off on its sequels, of which I should be ashamed considering how snobbish I usually am; hoping I won’t shake (and loose) all of my two dozens of readers, I summed them up together in a single post.
We just left Mia in a coma, ready to have a talk with her perfect loved one, Pat, and we marveled at the possible endings: 1. The gooey hypothesis – he actually is not dead at all and his never found body is laying somewhere waiting for the princess to wake him up; 2. The brave hypothesis – she stays in an autistic (maybe frankly autogratifying) relationship with a ghost to whom she make love in her dreams; 3. The “normalizing” hypothesis – the One carry her into a new, sane, less ethereal relationship with an ordinary guy. There was even a fourth possibility, the horror one, suggested by Sailor Fede.
FROM now on, I’m going to spoiler on everything, so just don’t say I didn’t tell you in advance.
If we were Americans (or French, at the very least), we would have chosen the first happy-ending option; to chose the second one, probably you need to be a Japanese manga lover straight from the Seventies. But we are Italians, aren’t we, and we don’t stand too much Absolute but we can display plenty of good old common sense and resiliency. So, predictably, Mia tampers with the Fame-like school in London and her best-friend-forever and ex-to-be-sister-in-law’s son (that she carried underage to replace the missing overly perfect brother) up to the point when Pat thrust her in the new-loving hands of Adam, a cabaretist in the make. Romeo dies and trust Paris to keep an eye on Juliet would have never been a hit in the Golden Age England, but modern age kids are not afraid of changing mind to better suit reality. What is better, forceful and earthbound Mia who look after her career and accept facts, or Bella Swan who shut away human friends and relatively “normal” next-door wolverine for a long dead (since WWI) vampire, to be an all-around wife (and mother) as dead as her husband? I reckon it’s now we have to answer, because the next generations will be discussing about different matters!
What I appreciated most in the saga, and the reason I decided to stand by it, even after diabetic romance and unlikely story, is that it is downrightly fun, with its absurd characters full of quirks and attitude, its over-the-top situations (the baby delivery, for all) and the thoughts and tones of the main actress, too adolescent to be true. In style, almost a J. Evanovich dressed up in pink organza and ballet shoes.

... e la traduzione italiana:

Sono i seguiti di Innamorata di un Angelo, che vi avevo recentemente presentato; facendo parte di quei libri di cui dovrei vergognarmi, considerate le professate preferenze snobbish, li condenso in un post solo sperando di non giocarmi tutti i lettori (venticinque, ma nel mio caso davvero).
Avevamo lasciato Mia in coma a chiacchierare col suo amore defunto, Patrick il piuccheperfetto, e ci domandavamo quale epilogo ci aspettasse: 1. L’ipotesi ruffiana - in realtà il di lui corpo mai trovato è solo sospeso e risvegliabile (Lévy-style); 2. L’ipotesi coraggiosa – Mia persiste in una relazione autistica (forse autogratificante) con un essere impalpabile che incontra nei suoi sogni; 3. L’ipotesi “normalizzante” – il piuccheperfetto la traghetta fino ad un nuovo amore terreno, “sano” e un po’ meno trapassato (aoristo, almeno). C’era pure la 4. L’ipotesi horror, suggerita da Sailor Fede.
DI QUI IN AVANTI, SPOILER A IOSA.
Io vi avevo avvertito.
Se fossimo francesi (o americani, come nel film), avremmo scelto la prima opzione; se fossimo giapponesi in vena di manga anni ’70, avremmo scelto la seconda. E invece siamo italiani e l’assoluto ci spaventa, ma compensiamo con larghe dosi di buon senso. Dunque, prevedibilmente, Mia si barcamena tra scuole di danza alla Fame e figlio di ex-quasi-cognata minorenne finché Pat non la “affida” al di lei neo-amico Adam, che studia da cabarettista. Romeo muore e lascia Paride a sorvegliare Giulietta non avrebbe venduto una copia nell’Inghilterra elisabettiana, ma i ragazzi moderni non temono di cambiare idea, per restare fedeli al loro ideale di realtà. Meglio Mia, coi piedi ben piantati per terra, che segue le sue aspirazioni di carriera e si adatta ai nudi fatti, o Bella Swan, che chiude la porta in faccia agli amici umani e pure al relativamente “normale” lupo mannaro della porta accanto per stare con un morto stagionato (della Grande Guerra), investendosi esclusivamente come moglie (e madre) e morendo pure lei? Penso sia meglio che rispondiamo noi, perché i posteri probabilmente avranno di meglio su cui discutere!
Quello per cui mi sento di difendere la serie, nonostante melensaggini diabetiche e una trama inverosimile e poco gestita, è che si ride parecchio, grazie a qualche personaggio macchiettistico (nonna Olga, Betty), a scene improbabili (il parto…) e al modo di pensare e di parlare della protagonista, che sembra uscita da una gag di Fiorello. Dal punto di vista dello stile, quasi un rosa alla J. Evanovich.

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