Biancaneve e il cacciatore

Biancaneve viveva felice e contenta a casa sua con mamma e papà, i regnanti di un minuscolo floridissimo stato, finché non rimane orfana di madre e il padre non impalma una bella profuga che passava di là. Ravenna in realtà è una strega bellissima che mantiene il suo aspetto meraviglioso a spese dei malcapitati giovani di cui si nutre e il cui potere è insidiato dalla bellezza di Biancaneve, ormai donna e ancora reclusa nella torre del castello. Alla maggiore età la nostra eroina scappa dalla matrigna assassina e viene aiutata da un cacciatore vedovo. Il principe? Qui si chiama Williams e non ha questo titolo; anche il suo ruolo è un po' diverso da quello della tradizione. Non parliamo della figura dei nani, che della fiaba originale conservano solo la statura.
Non è un film terribile (ne ho letto peste e corna), ma certo non è un capolavoro. A fronte di qualche immagine graziosa della foresta incantata e della regina cattiva (C. Theron), brava e bella, la storia è piuttosto piatta e i dialoghi inesistenti. Innanzitutto un mondo in cui Theron si preoccupi di essere privata del pomo d'oro "Alla più bella" da K. Stewart ha qualcosa che manca, come qualche diottria. La giovane bruna reduce dalla Twilight Saga è molto graziosa davvero, ma non regge il paragone con Ravenna.
Il cacciatore del titolo mi sembra assurdamente fuori luogo: insipido come principe azzurro, ultrapalestrato, interpretato senza guizzi dal fu Thor (e non mi era piaciuto neanche lì). Una delusione.
Le due scene migliori sembrano prese a prestito da atri film: l'apparizione del cervo bianco ricorda il Patronus speranzoso di Harry Potter, mentre la ricomposizione di Ravenna dai corvi in una massa nera di bitume liquefatto giunge dal genio di Miyazaki, che aveva così rappresentato l'ambiguo Howl di ritorno al suo Castello Errante.
In definitiva: ho visto di peggio, ma non mi sono divertita.

Commenti

  1. Il cervo a me non ha fatto pensare al patronus potteriano ma alla Principessa Mononoke, e l'accostamento ai corvi di casa Ghibli mi era completamente sfuggito.

    Come valutazione complessiva sono abbastanza d'accordo, guardabile, ma senza aspettarsi troppo.

    Darei qualche credito in più alla sceneggiatura che comunque direi ha il pregio di creare personaggi con un certo grado di complessità. La regia (Sanders) mi è sembrata superiore alle aspettative per un esordiente.

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