Star Wars - La vendetta dei Sith (Ep III)


Mi sarebbe piaciuto dire che chiudiamo in bellezza con il film più premiato e approvato della seconda trilogia, ma -controcorrente- devo dire che è quello che mi è piaciuto meno. 
La storia la sapevamo fin dall'inizio: Jedi Eletto ma molto sconsiderato mette incinta Senatrice del Congresso e, travolto dalle sue insicurezze, passa al lato oscuro della Forza. Dunque il cavallo di battaglia della saga, che è la trama romanzesca pur senza un supporto scritto all'origine, ce la siamo giocata: non c'è mai effetto sorpresa, sappiamo già tutto, e non ci viene detto nulla di più.
L'altro punto forte del film è lo stile visivo, curato, patinato, dettagliato e oscuro. Tutto si fa sempre più buio: gli inseguimenti in uno spazio sempre meno illuminato (o in esterni notte), la stanza del Consiglio Jedi dove le tapparelle si abbassano sempre di più, l'anfiteatro del Senato e l'alcova dei due piccioncini. Tutto ha dei forti accenti pittorici, fino ad arrivare a richiami espliciti di una certa raffinatezza artistica nella gestione del personaggio di Padmé (Amidala), reinterpretata come una Madonna post-moderna (molte inquadrature di lei col cappuccio sui riccioli sciolti sembrano prese dalle Natività di Ottaviani, e in una scena in Senato appare con un copricapo in forma di mezzaluna orizzontale, tipico dell'iconografia mariana) o come vittima di una tragedia shakesperiana (sul feretro ricorda l'Ofelia di Millais). 
Il problema che ho riscontrato nella pellicola è però l'estrema violenza, a volte mostrata - come l'orribile scena sul fiume di lava, in cui il relitto di Ani brucia vivo, e che peraltro sembra uscita da un'altra trilogia, quella de Il Signore degli Anelli-, a volte solo accennata, e non per questo meno agghiacciante: l'infanticidio a sangue freddo dei novizi mi ha veramente disturbato. Inoltre, tutta questa azione, insieme alla indubbia solidità della trama, hanno permesso di credere allo sceneggiatore di aver diritto ad una vacanza: i dialoghi sono piatti, in particolare quelli tra gli amanti e tra Anakin e Palpatine. Poi il tentativo di inserire un ragionamento politico nella scelta del protagonista è un po' ridicola: sappiamo tutti che ad Ani interessano due cose, Padmé e il Potere. Se davvero avesse creduto un istante che i cavalieri Jedi avrebbero preso il Senato con un colpo di mano, avrebbe fatto in modo che ne morissero quanti più possibile e non avrebbe cambiato bandiera; invece accetta solo per l'amata un ruolo che gli va strettissimo e che ha sempre odiato, quello di eterno secondo. 
Ultimo spunto di riflessione: ma chi glielo fa fare al Sith più potente di cercarsi l'apprendista più promettente che c'è, sapendo che per sua natura tenterà di fargli le scarpe? Ancora non ha neanche la spada laser rossa che il nostro combinaguai già va dalla moglie a dire che non vede l'ora di superare l'Imperatore... Normalmente non è questa la peggiore paura dei tiranni?

Commenti

  1. concordo: per realizzare la scena della lava si sono ispirati a Gollum che precipita, stringendo l'Anello, nella voragine del Monte ORODRUIN (Sammath Naur, in Quenya)

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  2. Grazie Cecilia, tanti spunti interessanti che ti fanno quasi venir voglia di rivederlo. Aspettiamo adesso Ritorno al futuro o Terminator.

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  3. Ritorno al futuro perch2 no, ma Terminator... da piccola mi piaceva, ma ora non mi attira tanto. Chissà, magari...

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