martedì 16 ottobre 2012

Le vite degli altri

Terzo film tedesco ad aver vinto un oscar, Le vite degli altri è uno di quei film la cui grandezza mi sfugge.
Wiesler, capitano della Stasi, si trasferisce accanto a Georg Dreyman, un drammaturgo sospettato di attività antisocialiste, per spiarlo e comprometterlo. Però, come accade a volte, l'integerrimo burocrate tutto pieno di  ideali e buone inclinazioni, si lascia corrompere dalle aspirazioni antidittatioriali dell'autore e da un libello di Brecht. Niente paura, a tradire il protagonista ci pensa la sua amante Christa, donna affascinante e instabile. Cosa farà il rigoroso Stasi?
Ora, non c'è nulla che non vada in questa pellicola: è ben filmata, ben diretta, molto ben recitata. Ha un aspetto molto germanico-est, con luci fin più che naturali (potrebbero quasi averlo girato quelli del Dogma 95). E' coerente con la Storia. Vanta un corredo musicale di prim'ordine. E allora, perché non mi piace? Ai miei è piaciuto, al mio fidanzato pure, ha vinto un sacco di premi importanti eppure io non mi faccio persuasa. 
Tutto è così grigio, spento, esausto, depresso! Il ritmo è sottotono, e la prima parte mi sembra faticosa. Nulla ci lascia sospettare la Bellezza, neanche la presenza di M. Gedeck e U. Muhe... Insomma, triste. Che ci volete fare, io sono di Torino: un conto è l'Understatement, un conto è la sciatteria.

7 commenti:

  1. Non parlerei di sciatteria, e nemmeno di understatement. C'è una gran tristezza e un grigiume diffuso, è vero, ma è proprio la tesi del film. Si parla di come la disillusione, la mancanza di democrazia, gli eccessi di controlli di polizia, finiscano per distruggere un intera popolazione.

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  2. il film è grigio perché tutta la DDR era grigia!!!
    era una caserma prussiana con falce&martello: si marciava, si inneggiava, si lavorava forsennatamente, si battevano continuamente record sportivi (con l'aiuto della chimica).... e si faceva di tutto per scappare!

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  3. mi viene la pelle d'oca solo a pensarci, forse è questo che mi impedisce un feeling col film

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  4. Un film per nostalgici, sono arrivato a pensare negli ultimi secondi, dopo la lettura dei commenti. A me non è dispiaciuto, forse perché si descrive una situazione che nessuno c'ha mai spiegato. Non so dove, ma recentemente l'ho visto altissimo in una classifica di tutti i tempi. Ricordati, Cecilia, sono quello dei numeri applicati al cinema...

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  5. roberto vittorioso9 settembre 2013 05:56

    E'Tosca a Berlino Est:
    una diva contesa tra un artista ed un uomo di potere, il suicidio dell'amico del protagonista, il suicidio finale della protagonista, addirittura la stessa frase: meglio non farlo sapere a lei.
    che ne dite?

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  6. Be', mi sembra un'analisi interessantissima e di certo molto adatta al blog :)
    Grazie mille!

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  7. roberto vittorioso16 settembre 2013 08:13

    Ti sarebbe sicuramente piaciuta Tosca all'Arena di Verona nel 1984:
    pensa che era ambientata dentro la fontana di Trevi!

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