Innamorata di un angelo

Si capisce che a casa ci si è rotta la televisione, proprio l'oggetto, dico, esposto in salone? Dopo tanto onorato servizio ci ha lasciato, in un momento in cui contingenza vuole che passi circa tre ore al giorno della mia vita su un mezzo di trasporto pubblico. Il risultato combinato di questi due eventi apparentemente non in relazione tra loro è che leggo compulsivamente qualunque cosa mi capiti sotto il naso, compreso questo YA trovato in un autogrill. Ebbene si', io anche negli autogrill compro libri: sono il sogno proibito dell'editoria italiana economica.
Completo l'introduzione sottolineando che sarò prodiga di spoiler, quindi leggete a vostro rischio e pericolo.
Mia è una di quelle adolescenti problematiche e piene di talento con una famiglia disastrata da fare pena persino a Tolstoj, che aspira ad entrare in una scuola selettiva e costosissima sita in London, UK. Suoi unici conforti sono l'amica Nina, che sembra rasentare la perfezione ma ad un occhio più attento si rivela un'oca giuliva, e l'amore silenzioso per il di lei fratello Patrick, arruolato nella Royal Navy, che a soli diciannove anni ha la complessità emotiva del Capitano Wentworth e la capacità di persuasione di Norberto Bobbio. Credibilissimo, insomma. Nonostante queste trame alla Moccia, l'inverosimiglianza di alcuni personaggi e i ripetuti hommages (o possiamo chiamarle "scopiazzature"?) alla letteratura di genere recentemente prodotta in giro per il mondo, incredibilmente il libro si fa leggere, procurando una serie di risolini e sorrisetti ebeti dovuti quasi in toto alla sfacciataggine della protagonista, mentre ci chiediamo "quando si decide a morire, 'sto tipo, cosi' diventa ANGELO?". La risposta è: venti pagine prima della fine. Tra il titolo e la copertina scapigliata speravamo in un fantasy un po' lugubre con una storia d'amore interspazio-tempo, e invece ci becchiamo un'adolescente convinta che il suo principe azzurro sia capace di risolverle ogni problema. L'autrice deve essersi resa presto conto che conveniva tenere la parte fantasy per il secondo libro, e assicurarsi altre vendite...
A questo punto abbiamo solo tre strade da percorrere: quella sensata (e perciò meno probabile) vede Mia saggiamente consigliata dal fantasma a mettersi con il compagno caruccio ancora innamorato di lei; quella un po' malsana ma coraggiosa in cui la ragazza continua per sempre una relazione con un amore morto-morto del tutto spirituale e sfumatamente autistico; la gioiosa fine con improvvisa e provvidissima riapparizione di Pat (il cui cadavere non è mai stato trovato) alla maniera di Se solo fosse vero di Levy -confesso candidamente di non aver letto il libro, perché detesto l'autore, ma ho visto la graziosa commedia con R. Whiterspoon e M. Ruffalo. Propendo per quest'ultima ipotesi.

Commenti

  1. Io invece spero nella seconda opzione, magari il libro si tinge di sfumature horror che lo renderebbero imprevedibile!

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