Le premier jour du reste de ta vie

I Duval sono una famiglia francese composta da mamma-papà-due figli-una figlia; si aggiunga loro il nonno paterno, vedovo, che vive separato dal resto del parentado. Non sono particolarmente infelici, ma il loro essere profondamente calati nella realtà impedisce una perfetta (piatta, direbbe Tolstoi) felicità. 

Li conosciamo in cinque giornate, distribuite tra gli anni Ottanta e i Novanta, ognuna punto di svolta per uno dei cinque membri del nucleo: Albert, il figlio maggiore che fa medicina, va a vivere da solo, tra la disperazione della madre adorante e le già visibili incomprensioni col padre (reduce dallo stesso tipo di rapporto conflittuale col genitore); Fleur, la minore, a sedici anni -ricorrenza che nessuno osserva- decide di perdere la verginità con un ridicolo bulletto che lei per prima disprezza; il figlio di mezzo, Raphael scopre l'amore romantico, l'air guitar e il vino, stabilendo col nonno il rapporto meno travagliato; la mamma Marie-Jeanne si rende conto di invecchiare e di non essere riuscita a guadagnarsi la fiducia della figlia (che ne combina una per colore), ma forse può ancora recuperare; il papà Robert si trova a dover tirare le somme di una vita passata su un taxi e a crescere tre figli. In fondo se l'è cavata bene, non fosse per il vizio del fumo...

Dal tritacarne della vita moderna riesce ad uscire una famiglia normalizzata, piena di piccole stramberie ma anche di persone che aspirano a migliorarsi l'una con l'altra; i personaggi del film sono molto umani, descritti con un tratto empatico e caritatevole, fatto per affezionarsi a loro tutti. A me piacciono soprattutto i maschi, il figlio maggiore finto equilibrato, il minore perso nelle sue regressioni e il paziente papà, forse troppo permissivo.
La storia del film non mostra grandi novità dal punto di vista della trama, ma ha una sceneggiatura ben scritta, e sebbene non direi sia un'innovazione di Bezançon questo incedere spostandosi di protagonista in protagonista gli dà un ottimo ritmo. Ottima la colonna sonora, che contribuisce, secondo un francese (uno a caso...) a dare al film un lato un po' inglese. Molto grazioso, pieno di sentimenti ma senza sentimentalismi, decisamente divertente.

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