lunedì 21 maggio 2012

La mer

Non è la prima volta che passo un po' di tempo sul mare, ma di solito mi capitava in vacanza. Fino a poco tempo fa godevo di ferie lunghe, che trascorrevo spesso in Calabria, vicino alla spiaggia ancora relativamente incontaminata di Strongoli. 
Il vento onnipresente, il calore a volte eccessivo e un sole indiscreto non mi disturbavano mai, nel mio eremo preferito: niente radio, pochissima televisione, anche meno giornali, tanti libri di tutti i tipi per studiare e leggere in compagnia.
Adesso invece sono qui per lavorare e conduco una vita ordinaria, invece che vacanziera, e mi rendo conto di come vivere davvero vicino al mare sia un'esperienza molto particolare. Questa entità immensa, mal definibile, così viva, incide grandemente sul mio umore e sulle mie attività:  bisogna imparare ad assecondare i ritmi e le oscure volontà di un Essere infinitamente più grande, potente, maestoso di noi, che ha la capacità di darmi e togliermi le forze a suo piacimento e piange e ride e respira accanto a me.
Il mare in francese è femmina, La Mer, come dice la canzone che ho scoperto con il film Il treno per il Darjeeling





Una specie di enorme vasca amniotica, salata e piena di esseri viventi che, pur da essa totalmente dipendenti, ne sono ontologicamente separati. Umorale, come una donna, prepotente, multipotente, capace di insegnare l'umiltà a tutti noi minuscoli esseri umani.

6 commenti:

  1. Canzone bellissima, nonostante che sia strautilizzata nel cinema (soprattutto per gli americani, quando c'è bisogno di qualcosa di francese è tra i pochi titoli che si ricordano) la ascolto sempre con gran piacere.
    Tra i titoli che la adoperano, segnalo le vacanze di Mr.Bean, dove è usata estremamente a proposito, visto che la Costa Azzurra è il bersaglio del protagonista.

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  2. Concordo con te, il mare è vivo: ti rilassa, ti diverte, ma può anche angosciare. La settimana scorsa sono stata al mare nonostante le pessime condizioni metereologiche, il vento era talmente forte che il mare era maestoso, pieno di onde e aveva divorato tutta la spaggia: ne avevo timore ma contemporaneamente ne ero affascinata. Purtroppo io abito in collina, e quindi non posso ammirare il mare ogni volta lo desidero :(

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  3. Adoro questa canzone...cosi come adoro il mare

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  4. E' vero, una cosa è vivere il mare da 'vacanziere' e un'altra da 'residente'... lo dice anche George Clooney in 'Paradiso amaro': le Hawaii sono anche uno stato con gente 'reale' oltre che un posto da sogno per turisti. Non sempre è oro quello che luccica. Hai visto 'Le Havre' di Kaurismaki? Anche in quel film il mare ha un ruolo fondamentale: plumbeo, cupo, per niente amichevole. Esattamente come la condizione del piccolo protagonista del film. Bel pensiero, complimenti.

    p.s. ma visto che sei a Nizza un saltino a Cannes non riesci a farlo? :-)

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  5. Cecilia, grazie al tuo post e alla canzone di Trénet (che non conoscevo) sono finalmente riuscita a scrivere una poesia sul mare (della Costa Azzurra), come da tempo volevo fare. La trovi sul mio blog, grazie ancora!

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  6. Quanto l'adoro...Non ricordo come l'ho scoperta, forse con Alla ricerca di Nemo, non ricordo assolutamente. So però che Sergio Cammariere ne ha fatto una versione italiana, e NON E' assolutamente male.
    http://youtu.be/oocs-rL97_E
    Qui è dal vivo, ma cerca la versione originale...

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