lunedì 2 aprile 2012

The science of Philip Pullman's His Dark Material


La divulgazione scientifica in Italia non è riuscita a ricavarsi un grande posto nel mercato editoriale, complice anche una produzione o poco pubblicizzata o incensata ma estremamente snob (sì, sto pensando ad Odifreddi); all'estero, invece, ed in particolar modo negli States, ha un ruolo importante e talvolta parte da romanzi famosi e molto amati per condurci alla scoperta di complessità ostiche e ignote ai più.
Così è stato per Harry Potter, per esempio, e per Alice nel paese delle Meraviglie, e ora anche alla trilogia Quelle oscure Materie (La bussola d'oro, La lama sottile, Il cannocchiale d'ambra), che dal punto di vista scientifico è un'opera estremamente pregevole.
I coniugi Gribbin hanno la gran dote di rendere facilmente comprensibile anche ad un pubblico piuttosto ignorante in materia scientifica alcuni concetti fisici con cui dovremo abituarci a convivere, come la materia oscura non-barionica (non atomica!!) presente nell'universo, la coesistenza di molte più dimensioni di quelle a cui siamo adusi (tre, pfff... almeno dodici!), i particolari legami e quella forma di risonanza che si crea tra due particelle che, dopo aver subito insieme le stesse modifiche, continuano a condividere un'unica sorte anche dopo essere state separate.
Mi ha fatto tornare indietro nel tempo, al liceo, quando studiacchiavo la filosofia del limite delle teorie entropiche dell'informazione e fantasticavo su un universo espansibile che somigliava ad un palloncino di gomma. Ah, la meraviglia è davvero madre di ogni scoperta, coltiviamola!
Attenzione, però: si tratta di un volume per novizi e non addetti ai lavori.

1 commento:

  1. Nuovo premio per "La tosca non è per tutti"!! Dopo il Versatile award è arrivato il My Beautiful lipstick!! Congratulazioni!!!!! http://componenteinstabile.blogspot.it/2012/04/ho-vinto-il-premio-my-beautiful.html

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